Il BLOG pubblico di Verbania: News, Notizie, eventi, curiosità, vco

parrucchiere

Inserisci quello che vuoi cercare
parrucchiere - nei post
Presentazione "Falli ridere” - 10 Novembre 2016 - 10:14
"Falli ridere” - Il libro di Alessandro Nocilla. Presentazione ufficiale, sabato 12 novembre al Forum di Omegna .
Stop abusivismo servizi alla persona - 9 Marzo 2016 - 11:20
“Il fenomeno dell’abusivismo continua a rappresentare un enorme problema per le imprese che operano nel rispetto delle regole – afferma Elio Medina, direttore CNA Piemonte Nord – e si è accentuato a causa della crisi economica di questi ultimi anni essendo diminuito il potere d’acquisto dei clienti".
PsicoNews: La vera bellezza - 24 Febbraio 2016 - 08:00
Una serie di virtuosi progetti per riconoscere la dignità di chi spesso subisce e non ha voce per farsi sentire, particolare in comune, ma non comune, in questi progetti è la bellezza fisica.
parrucchiere-scrittore per far ridere i clienti - 27 Dicembre 2015 - 09:16
Riportiamo una delle storie raccontate da CNA Piemonte Nord, che riguarda Alessandro Nocilla, acconciatore di Omegna, che ha pubblicato un libro con molti consigli utili per incrementare la clientela e migliorare anche se stessi.
Azienda online non emette 343 scontrini - 7 Giugno 2014 - 09:01
Una società di vendita di abbigliamento online 'dimentica' di emettere 343 scontrini fiscali. Sono state due distinte signore, uscendo da un salone di bellezza con dei capi d'abbigliamento e relativi accessori appena acquistati, ad insospettire i militari della Tenenza di Omegna
Silvia Marchionini - 29 Aprile 2014 - 16:30
La scheda biografica, il programma e i candidati, di Silvia Marchionini candidato sindaco alle amministrative di Verbania per Partito democratico, Con Silvia per Verbania, Verbania Bene Comune e Sinistra Unita.
Presentata la Lista PD che sostiene Marchionini - 15 Aprile 2014 - 08:02
Presentata ufficialmente la lista dei 32 candidati del Partito Democratico nella lista per le elezioni comunali di Verbania del 25 maggio.
Work4You: Il matrimonio, un'impresa lavoro. - 4 Giugno 2013 - 08:30
Portare avanti un matrimonio a volte potrebbe essere una vera e propria impresa, non solo per i futuri sposi, ma anche per chi è in cerca di opportunità di lavoro.
parrucchiere - nei commenti
Intrainsieme progetta eventi natalizi - 27 Ottobre 2016 - 20:16
Re: idee per iniziative natalizie di addobbo
Ciao giorgio schiavon ,nessuna quota da versare,anche 5 euro scoraggiano,e premi finali in piu' categorie,consistenti in buoni da spendere INDIFFERENTEMENTE presso gli esercizi di Intra Insieme.......se voglio vado dal parrucchiere,piuttosto che dal venditore di scarpe...............
PsicoNews: Gli effetti della felicità (parte 2) - 28 Maggio 2016 - 12:03
Re: dottoressa Mara
Ciao lady oscar,io si'.Penso che vendano fumo,non abbianoi esperienza ''sul campo'',e facciano semplicemente gli impiegati.......posto fisso assicurato.....alle 9 pausa caffe',alle 11 un salto dal parrucchiere e poi 4 bazzecole teoriche studiate sui libri,scritte da altrettante persone he ben poco conoscevano della realta' ''durissima'' che c'e' fuori............democraticamente esprimo il mio pensiero...........bye
Saldi al via con festa a Intra - 5 Luglio 2015 - 21:40
csro
Caro Giovanni non c'entra nulla la recessione sono anni che i saldi vengono anticipati e ti assicuro che non risolvono nulla tanto è vero che chiudono una marea di attività. ..devi ridare delle regole. ...i cinesi c'entrano fino ad un certo punto.....finché c'è gente che va dal parrucchiere cinese senza sapere che usa prodotti che ti rovinano solo perché spendi 10€......vai una volta di meno ma vai da uno bravo....ti posso assicurare che la maggior parte della clientela che va ai saldi è barbona non la vedi mai durante l'anno e quando viene è talmente maleducata e irrispettosa del lavoro altrui che ti fa venire i nervi.....sono d'accordo con te che la distribuzione dipende dalla produzione ma cambiando cambierebbero anche loro.....è come il supermercato. .tutti contenti perché da da lavorare a 10 persone ad 800 euro nel frattempo fa chiudere 10 negozi con famiglie e dipendenti. ..buona serata
Orari uffici pubblici: rigore o flessibilità? - 7 Marzo 2015 - 16:32
x Roby,paolino etc
certo,che in termini generali,e' una goccia nell'oceano,quanto accaduto.Ma,come dice Roby,sono quelle piccole''ingiustizie'',o come le vogliamo chiamare,che generano in noi cittadini un senso di...di....come dire....di ''presa per i fondelli'' da chi uno stipendio e' sicuro di portarlo a casa.certo che un dipendente pubblico,le commissioni riesce a farle in orario,si assenta quando e come vuole,di esempi ne avrei mille,persino dal parrucchiere trovi impiegate/i che alle 10 di mattina si fanno la piega....ovvio,non generalizzo,sono figlio di uno che ha passato 40 anni della sua vita nel servizio pubblico.Certo che ,oggi come oggi,queste cose non dovrebbero accadere,un poco di empatia sarebbe d'obblogo.tant'e'.........
NCD e Comunità.vb: "No alla chiusura dei Dea" - 8 Novembre 2014 - 17:36
Cosa ha buttato via il VCO
Per guardare un po' al di la del nostro naso, estrapolato dal sito "architetturasostenibile.it", e per sapere cosa il VCO ha buttato via: "Secondo Renzo Piano il primo passo da fare nella società attuale, sarebbe quello di “recuperare una visione umanistica dell’ospedale”. Dopo aver preso in rassegna le tipologie ospedaliere ottocentesca(a padiglione) e novecentesca (monoblocco), l’architetto ha criticamente estrapolato e mixato le caratteristiche positive di entrambe. Se da un lato la prima, a padiglioni, denotava una certa attenzione alla persona, anche grazie alla presenza di alberi e giardini negli spazi aperti, con l’evoluzione e l’avanzamento tecnologico, si è presentata una spersonalizzazione ed il presentarsi di una serie di difetti. Pian piano alla tipologia ottocentesca si è poi sostituita quella monoblocco che ha il vantaggio di non essere più dispersiva, e riuscire, quindi, a contenere tutto nello stesso edificio, con evidente maggior funzionalità. Si è però persa la “visione umanistica”. Una visione moderna. Una visione critica di questo tipo permette di comprendere errori ed aspetti positivi del passato: l’idea di un unico edificio, grigio e privo di verde, ormai è superata, e non mette a proprio agio chi deve fruire dei suoi spazi. Non bastano più una serie di fredde nozioni funzionali, dimensionali ed ingegneristiche per progettare un buon ospedale: è necessario un approccio umanistico. I tempi sono cambiati: bisogna riflettere sullo stato d’animo di chi subisce direttamente o indirettamente un ricovero e cercare, con la concezione dell’edificio, di rendere questo momento meno traumatico possibile. Si potrebbero enunciare una serie di punti, proveniente da una profonda analisi: • Umanizzazione: lo spazio e l’ambiente in cui si trova il degente devono essere a misura d’uomo, sicuri e confortevoli, garantire benessere e privacy. • Urbanità: l’ospedale non deve essere un edificio isolato ed avulso dal tessuto urbano in cui si colloca, ma esserne parte integrante e comunicare con esso. • Innovazione: la flessibilità deve essere alla base della concezione architettonica, garantendo cambiamenti secondo le esigenze terapeutiche, tecnologiche, organizzative e formali. • Affidabilità: tranquillità e fiducia rispetto all’ospedale dipendono anche dalla sicurezza ambientale, tecnico–costruttiva, impiantistica ed igienica del luogo. • Ricerca: nell’ospedale deve essere presente una sezione dedicata alla ricerca clinico–scientifica che, favorisca aggiornamento ed adeguamento alle ultime novità sul campo. • Formazione: l’ospedale deve essere attrezzato adeguatamente per l’aggiornamento professionale e culturale, per medici interni ed esterni, infermieri, tecnici e chi si occupa della gestione. Alla luce di questi punti si può dire che il modello più consono sarebbe quello che prevede vari edifici inseriti nel verde. In tal modo i flussi di persone sarebbero selezionati e suddivisi per usi. Il verde, oltre a svolgere la funzione di barriera acustica, assorbe lo smog, crea un microclima ed abbassa le temperature estive, dà pace e serenità ai degenti, aiutandoli nella terapia di riabilitazione. Il piano terra potrebbe assumere carattere più urbano rispetto al passato, essere reso più dinamico prevedendo una serie di servizi connessi alla tipologia ospedaliera, che spesso non sono presenti: bar, edicola, lavanderia, negozi, fiorai, parrucchiere. I limiti tra verde, edificio ospedaliero e città non devono essere rigidi come in passato; nella progettazione e realizzazione devono confluire sicuramente efficienza e sostenibilità".
CNA Piemonte Nord "Attenti ai pasticceri abusivi" - 1 Novembre 2014 - 00:20
...e anche
parrucchiere, estetiste, sarte e giardinieri. Un esercito di nero che fa chiudere chi paga le tasse,
Lega Nord su sanità e punto nascite - 21 Settembre 2014 - 22:16
La sanità del futuro
Eppure ci sarebbe la possibilità di evolvere anche in campo sanitario. Vi allego un estratto del progetto di Renzo Piano dell'ospedale del futuro. intanto che noi litighiamo per il nostro pollaio, altri volano alto. Buona lettura. RENZO PIANO: LA VISIONE SULLA TIPOLOGIA OSPEDALIERA E CRITERI D'INTERVENTO SOSTENIBILI Un'analisi tipologica. Secondo Renzo Piano il primo passo da fare nella società attuale, sarebbe quello di "recuperare una visione umanistica dell'ospedale". Dopo aver preso in rassegna le tipologie ospedaliere ottocentesca (a padiglione) e novecentesca (monoblocco), l'architetto ha criticamente estrapolato e mixato le caratteristiche positive di entrambe. Se da un lato la prima, a padiglioni, denotava una certa attenzione alla persona, anche grazie alla presenza di alberi e giardini negli spazi aperti, con l'evoluzione e l'avanzamento tecnologico, si è presentata una spersonalizzazione ed il presentarsi di una serie di difetti. Pian piano alla tipologia ottocentesca si è poi sostituita quella monoblocco che ha il vantaggio di non essere più dispersiva, e riuscire, quindi, a contenere tutto nello stesso edificio, con evidente maggior funzionalità. Si è però persa la "visione umanistica". Una visione moderna. Una visione critica di questo tipo permette di comprendere errori ed aspetti positivi del passato: l'idea di un unico edificio, grigio e privo di verde, ormai è superata, e non mette a proprio agio chi deve fruire dei suoi spazi. Non bastano più una serie di fredde nozioni funzionali, dimensionali ed ingegneristiche per progettare un buon ospedale: è necessario un approccio umanistico. I tempi sono cambiati: bisogna riflettere sullo stato d'animo di chi subisce direttamente o indirettamente un ricovero e cercare, con la concezione dell'edificio, di rendere questo momento meno traumatico possibile. Si potrebbero enunciare una serie di punti, proveniente da una profonda analisi: Umanizzazione: lo spazio e l'ambiente in cui si trova il degente devono essere a misura d’uomo, sicuri e confortevoli, garantire benessere e privacy. Urbanità: l’ospedale non deve essere un edificio isolato ed avulso dal tessuto urbano in cui si colloca, ma esserne parte integrante e comunicare con esso. Innovazione: la flessibilità deve essere alla base della concezione architettonica, garantendo cambiamenti secondo le esigenze terapeutiche, tecnologiche, organizzative e formali. Affidabilità: tranquillità e fiducia rispetto all'ospedale dipendono anche dalla sicurezza ambientale, tecnico-costruttiva, impiantistica ed igienica del luogo. Ricerca: nell’ospedale deve essere presente una sezione dedicata alla ricerca clinico-scientifica che, favorisca aggiornamento ed adeguamento alle ultime novità sul campo. Formazione: l’ospedale deve essere attrezzato adeguatamente per l'aggiornamento professionale e culturale, per medici interni ed esterni, infermieri, tecnici e chi si occupa della gestione. Alla luce di questi punti si può dire che il modello più consono sarebbe quello che prevede vari edifici inseriti nel verde. In tal modo i flussi di persone sarebbero selezionati e suddivisi per usi. Il verde, oltre a svolgere la funzione di barriera acustica, assorbe lo smog, crea un microclima ed abbassa le temperature estive, dà pace e serenità ai degenti, aiutandoli nella terapia di riabilitazione. Il piano terra potrebbe assumere carattere più urbano rispetto al passato, essere reso più dinamico prevedendo una serie di servizi connessi alla tipologia ospedaliera, che spesso non sono presenti: bar, edicola, lavanderia, negozi, fiorai, parrucchiere. I limiti tra verde, edificio ospedaliero e città non devono essere rigidi come in passato; nella progettazione e realizzazione devono confluire sicuramente efficienza e sostenibilità.
Rho: arrestato spacciatore di Verbania - 15 Luglio 2014 - 13:31
x Lady di ''ahh verbanesi''
Per rispondere alla seconda parte del tuo post,ti diro' che se i miei figli facessero uso di droghe,come genitore mi sentirei di avere fallito,quindi accetterei di buon grado di essere messo all'indice,per il bene mio e dei miei figli.Un poco di vecchio sano sputtanamento,forse,sarebbe una buona medicina.Poi farei fare ai miei figli ''lavori socialmente utili'',ma non alla berlusca,ma pala e picco,all'antica.Genitori assenti,non per lavoro,ma per l'estetista,il parrucchiere,la sala slot....etc...etc...
×
Ricevi gratuitamente i nostri aggiornamenti