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raffaele - nei post
Sentieri e Pensieri: da Corona a Farinetti, da Vitali a Mercalli e Quirico - 18 Agosto 2017 - 11:29
Dal 19 al 25 agosto torna in Val Vigezzo Sentieri e Pensieri, il festival letterario diretto da Bruno Gambarotta. I protagonisti della quinta edizione sul palco di Santa Maria Maggiore: Mauro Corona e Luigi Maieron, Oscar Farinetti, Giuseppe Culicchia, Benito Mazzi, Domenico Quirico, Luca Mercalli, Cristina Caboni, Andrea Vitali, Darwin Pastorin, Paolo Viberti, Alessandro Barbaglia e Raimondo Caliari.
Scoprire i paesaggi di pietra - 16 Agosto 2017 - 19:06
Comune di Mergozzo – Pro Loco di Mergozzo, Ecomuseo del granito di Montorfano, Museo Granum - Baveno, propongono due appuntamenti il 17 e 18 agosto, per scoprire i paesaggi di pietra in tutte le loro declinazioni.
Il Lupo sulle Alpi - 15 Agosto 2017 - 15:08
Il Lupo sulle Alpi. Il perché di un ritorno. Serata divulgativa nell’ambito del progetto LIFE WOLFAPS.
Baveno: Eventi e Manifestazioni dal 14 al 20 agosto - 14 Agosto 2017 - 10:03
Eventi, e manifestazioni in programma a Baveno e dintorni dal 14 al 20 agosto 2017.
"Le pietre raccontano" - 10 Agosto 2017 - 18:11
Venerdì 11 agosto con partenza alle ore 17 il Museo Granum di Baveno propone l’itinerario guidato Le pietre raccontano che focalizza l’attenzione sulle testimonianze archeologiche, architettoniche e artistiche del complesso monumentale della piazza della chiesa.
"Pianoforte Vendesi" - 10 Agosto 2017 - 17:01
Domani venerdì 11 Agosto 2017, dalle ore 21.15, presso il parco della Biblioteca Civica Pietro Ceretti della Città di Verbania : "Pianoforte Vendesi" tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Vitali. Nell'ambito della rassegna Allegro con Brio
Baveno: Eventi e Manifestazioni dal 7 al 14 agosto - 6 Agosto 2017 - 19:06
Eventi, e manifestazioni in programma a Baveno e dintorni dal 7 al 14 agosto 2017.
"Dall’artigianato all’arte" - 3 Agosto 2017 - 14:18
Venerdì 4 agosto con partenza alle ore 16.30 il Museo Granum di Baveno propone l’itinerario guidato Dall’artigianato all’arte offrendo il collegamento tra l’esposizione tematica in corso presso il Museo stesso, dedicata all’opera dello scultore raffaele Polli, e i monumenti realizzati dall’artista e presenti in diversi punti di Baveno e di altre località attorno al Lago Maggiore.
Baveno: Eventi e Manifestazioni dal 1 al 7 agosto - 31 Luglio 2017 - 17:04
Eventi, e manifestazioni in programma a Baveno e dintorni dal 1 al 7 agosto 2017.
Visita alla cava del granito rosa - 27 Luglio 2017 - 17:11
Venerdì 28 luglio con ritrovo alle ore 16.30 presso il Museo Granum sarà possibile visitare la cava Seula con l’itinerario Pietre al tramonto.
Museo Granum: mostra ed escursioni - 13 Luglio 2017 - 16:01
Il 2017 rappresenta per il Museo Granum di Baveno un traguardo molto importante, poiché, dopo sei anni dalla sua istituzione, entra a far parte dell’Ecomuseo del granito di Montorfano, che peraltro quest’anno festeggia il decennale.
Mostra “Disegni e Guaches” - 8 Luglio 2017 - 17:10
Domenica 9 luglio 2017 alle ore 18.00 presso la Sala Esposizioni Panizza di Ghiffa, l’Officina di Incisione e Stampa in Ghiffa il Brunitoio, inaugura la mostra “Disegni e Guaches” di raffaele Capuana a cura di Paolo Pocchini. Testo e presentazione di Giorgio Seveso.
Baveno: Eventi e Manifestazioni dal 7 al 10 luglio - 6 Luglio 2017 - 10:23
Eventi, e manifestazioni in programma a Baveno e dintorni dal 7 al 10 luglio 2017.
Un Paese a Sei Corde 2017 - 15 Giugno 2017 - 13:01
Un Paese a Sei Corde è una rassegna nomade, dedicata alla musica di oggi per chitarra (acustica o classica), che privilegia la ricerca di nuove sonorità, di forme musicali e compositive che sappiano coniugare le esperienze più diverse al di là dei generi.
Un ringraziamento al "Capo" che se ne va - 31 Maggio 2017 - 10:23
Riceviamo e pubblichiamo, una lettera aperta dei dipendenti dell’UT Verbania – Agenzia delle Entrate, con cui vogliono ringraziare per la professionalità e l'umanità il dirigente uscente.
raffaele - nei commenti
Casa della Resistenza: 10 febbraio Giorno del Ricordo - 10 Febbraio 2017 - 18:39
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Robi commette il solito er
Caro robi a parte che hai iniziato tu scrivendo:"...voi si, guardate la storia in modo parziale e demagogico...", continuando poi a parlare di comunismo... Il mio pensiero è esattamente l'opposto! Basta guardare al 25 aprile come una "festa di sinistra" e alle foibe come un "ricordo di destra"! Così come è assolutamente sbagliato pensare alla resistenza come ad un fenomeno solamene di sinistra, fu trasversale, a cui vi hanno partecipato persone di diverse estrazioni e pensieri! Lo dimostra la biografia di raffaele Cadorna. Inoltre, basta con la contabilità dei morti di "destra" e di "sinistra", la seconda guerra mondiale è stato un conflitto pieno di orrori, perpetrati da ambo le parti! E molti di questi orrori, nascono da visoni "ottocentesche" degli anni l'hanno preceduta. Un esempio è l'effetto sulla crescita del nazismo in Germania che hanno avuto i trattati "di pace" post prima guerra mondiale! La mia speranza è che negli anni dieci (abbondanti) del secondo millennio, la si smetta di ragionare come nel novecento! Soprattutto non si guardi alla storia con l'occhio della scheda elettorale! Saluti Maurilio
Teatro: "Non ti pago" - 15 Novembre 2016 - 17:02
non ti pago
NOTE DI REGIA PREMESSA I "giochi di sorte" hanno origini antichissime; per correttezza di informazione, occorre dire che l'origine del gioco del lotto si può individuare a Genova, nella prima metà del Cinquecento e consisteva nello scommettere sui nomi dei cittadini candidati a cariche pubbliche. Era un gioco che prevedeva l'estrazione di cinque nomi di candidati che, su un totale di 120 possibili, sarebbero diventati Membri del Maggiore Consiglio della Repubblica. Si chiamava "giuoco del Seminario", presto ai nomi si sostituirono i numeri ed erano previsti estratti, ambi e terni. L'estrazione, con la possibilità per i vincitori di avere benefici economici significativi, avveniva due sole volte all'anno. Verso la fine del Seicento il gioco del Lotto si diffuse a Napoli, che però del gioco è, nell'immaginario collettivo, la capitale indiscussa. Indubbiamente, tutte le derivazioni relative alle indicazioni che nel sogno arrivano a chi gioca, sono di origine partenopea. Tutto ciò avvenne non senza danni. “Il lotto è il largo sogno, che consola la fantasia napoletana: è l’idea fissa di quei cervelli infuocati; è la grande visione felice che appaga la gente oppressa; è la vasta allucinazione che si prende le anime. […] Il popolo napoletano non si corrompe per l’acquavite, non muore di delirium tremens; esso si corrompe e muore pel lotto. Il lotto è l’acquavite di Napoli.” (da Il ventre di Napoli, di Matilde Serao 1884). Nel 1891, ne "il paese della cuccagna", la Serao prese in esame i danni morali, sociali, economici e psicologici che il gioco del lotto aveva apportato alla società napoletana: un gioco che, con la chimera di fare arricchire in beni materiali, finisce col fare perdere tutto ciò che il poveretto di turno possiede poiché egli,sfidando la propria sorte e sperando di essere sostenuto dalla Dea Bendata, punta tutti i suoi beni in assurde scommesse. LO SPETTACOLO Oggi, che il gioco d'azzardo patologico rovina un numero impressionante di esistenze, con continue sollecitazioni che entrano nelle case turbando e distruggendo la vita di moltissime famiglie, il "Non ti pago" di Eduardo riporta ad un mondo nel quale l'estrazione dei numeri vincenti avveniva una sola volta la settimana... un mondo quasi idilliaco, se rapportato al nostro... un mondo in cui il banco lotto di Ferdinando Quagliolo appare come un'artigianale "fabbrica dei sogni", che ingloba la vita del protagonista,che ha ricevuto in eredità dal padre la proprietà di un banco Lotto a Napoli. Ferdinando si ostina ad inseguire la fortuna interpretando nottetempo le forme delle nuvole, appollaiato sul tetto di casa insieme al fedele e squinternato Agliatiello. Ferdinando è un insieme di testardaggine, fatalismo, ottimismo, rabbia e speranza. Straordinariamente sfortunato, non ne azzecca una, ma ci riprova sempre. La moglie Concetta lo rimprovera di continuo e lui si accanisce sempre di più. La figlia Stella frequenta un giovane sfacciatamente fortunato, che appena chiude gli occhi viene visitato da defunti che gli consegnano numeri che puntualmente escono e per questo Ferdinando soffre di un'invidia che definisce "sete di giustizia". Quando il giovane Mario vince una cifra esorbitante grazie a quattro numeri che gli sono stati portati in sogno dal padre di Ferdinando, tutto si complica. "Non ti pago", dichiara il proprietario del Banco Lotto... e da lì, ricerca di giustizia umana (con l'avvocato Strummillo) e divina (con don raffaele), tensione familiare, figlia piangente, domestica sull'orlo di una crisi di nervi, moglie alla perenne ricerca di una possibile pace, vicine di casa accusatrici, una stiratrice sognatrice a sostegno della tesi del protagonista, aiutante di casa e bottega, che cerca nel vino la soluzione a tutto o quasi, maledizioni che raggiungono il bersaglio e affliggono una desolata zia; il tutto in un crescendo paradossale che arriva a rasentare la tragedia.
Bucatini all'amatriciana pro terremotati - 30 Agosto 2016 - 13:37
Auguri!
Armando e raffaele ci mettono la faccia! Auguri per tantissimi piatti di "Bucatini...."!
Sanità, esami e tempi di attesa - 29 Ottobre 2015 - 09:41
tiket
istituto raffaele Garofalo di Gravellona costo Privatamente Euro 50 asl pubblica ticket Euro 36,15 Val la pena di pagare tasse su tasse per la sanità se poi il vantaggio è così poco? Non è meglio una bella assicurazione privata obbligatoria? O forse mandare a casa valanghe di politici che si preoccupano solo dei propri interessi personali?
Una nota sulla questione Liberazione - 25 Aprile 2015 - 01:46
Io non ci sto!
Ancora una volta, molta gente parla senza conoscere la storia, conoscendone solo una parte o peggio commentando la storia con i ragionamenti, o faziosità, di oggi. Anche tra i commenti, c'è chi cade nell'inganno dell'equazione Resistenza=Comunismo...questa equazione è sbagliata!!! Nel mio commento precedente, ho citato Cadorna, ma sembra che nessuno si sia preso la briga di leggere i suoi cenni biografici. Basta lui, comandante in capo dei partigiani italiani, attraverso il CVL, per capire che la Resistenza non coinvolge solo l'ambiente di comunista. Il PCI diede un grande contributo, e fu abile nell'appropriarsi dei valori della resistenza. Ma pensate che nell'Ossola, durante i 40 giorni della Repubblica Partigina dell'Ossola erano tutti comunisti? Oppure i 42 partigiani trucidati a Fondotoce (ma anche quelli di Trarego, Pogallo, Gravellona,...) erano tutti comunisti anche loro? Non è plausibile, anche perchè per la maggior parte di loro, cresciuti in epoca fascista e influenzati, nemmeno conoscevano il significato di fascismo. So che ognuno si terrà le proprie idee, ma la Resistenza è stata molto di più che una guerra tra fazioni, e lo dimostra il fatto che gli alleati lasciarono l'onore di liberare le grandi città del nord ai partigiani. La foto allegata è stata scattata a Milano durante la sfilata del 5 maggio 1945, Sono ritratti i comandanti del Corpo Volontari della Libertà (legggasi partigiani), e sono, da sinistra: Enrico Mattei, Luigi Longo, raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Quanti comunisti ci sono?
Una nota sulla questione Liberazione - 24 Aprile 2015 - 15:11
Grazie Luigi
Grazie Luigi per le belle parole e il quadro che ci ha fatto di quegli anni. A sostegno della sua tesi, va ricordato che fu la Repubblica Sociale Italiane nacque in contrapposizione al Regno d'Italia, che legittimamente governava, il quale aveva accettato del dimissioni di Mussolini (25 luglio), firmato la resa (3 settembre, resa pubblica l'8) e schieandosi, con lo status di nazione co-belligerante, con gli alleati. Da sempre si motiva la nascita della Repubblica Sociale Italiana con la tesi di aver voluto tenere alto l'onore italiano, mantenendo fede gli impegni presi con l'alleato tedesco e non voler combattere a fianco con quelli che erano nemici fino al 8 settembre. Tesi romantica, ma falsa, proprio perché andava contro un chiaro principio di fedeltà alla patria e alla corona, a cui militari e politici avevano prestato giuramento. Può piacere o meno, ma questi sono punti fermi della storia, indiscutibili! Quindi c'era solo una parte giusta, stare dalla parte del Re, anche se non brillò per acume e coraggio, e del Regno d'Italia, chi si schierò contro stava sbagliando, perché si stava schierando contro l'Italia. Ovviamente, per i soldati di truppa e chi dovette comunque coesistere con una situazione subita, valgono considerazioni diverse da caso a caso. Molto interessante è stata l'intervista a Dario Fò, trasmessa poche settimane fa nella trasmissione di RaiTre "D-Day", sulla sua esperienza di militare, allora diciassettenne, nella RSI. Un esempio di chi fece fino in fondo il suo dovere da soldato è nel nostro concittadino, il generale raffaele Cadorna (http://it.wikipedia.org/wiki/raffaele_Cadorna_%281889-1973%29), figlio del Luigi sepolto nel mausoleo di Pallanza, che da generale del Regio Esercito, divenne il comandante del Corpo volontari della libertà, il legittimo braccio militare della Resistenza. Chiudo con le parole, prese dall'intervista pubblicata oggi su "la Repubblica", del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "...Ha ragione Calvino: pietà per i morti ma è impossibile equiparare i giovani di Salò e i partigiani...nella Resistenza ci sono stati atti di una deviazione grave. Ma le stragi e i campi di sterminio erano lo sbocco di una ideologia totalitaria...Abolire questa festa è senza senso. Sarebbe come dire : non celebriamo il nostro Risorgimento ma la Rivoluzione americana" Saluti a tutti e buon 25 aprile Maurilio
Gruppo "Una Verbania Possibile" su sanità a Verbania - 13 Luglio 2014 - 19:21
Nadia
Gentile Sig.ra Nadia, non so che professione faccia ma credo molte persone possano avere avuto esperienze positive al San raffaele e negative nei nostri ospedalini o viceversa. Io farei un discorso più ad ampio raggio, ad esempio sul tipo di sanità che vogliamo in Italia. Diversa da regione a regione o più razionale? Vogliamo che gli ospedali siano efficienti o basta che ci siano? Vogliamo che la marea di tasse che paghiamo possa offrirci un servizio "gratuito", ovvero che i ticket non siano necessari perchè già coperti con le nostre tasse o si deve continuare a pagare per avere servizi inefficienti? Vogliamo avere ospedali piccoli ed economicamente in perdita o strutture più organizzate che possano offrire un servizio a 360 gradi senza rimbalzare da un ospedale ad un altro, magari rimettendoci le penne? Vede, io sono dell'idea che uno stato che funzioni debba offrire ai cittadini una controprestazione ad un pagamento, come un qualsiasi scambio commerciale. A fronte di una tassa esigo, pretendo, voglio un servizio efficiente. Come dicono gli statunitensi, no taxation without representation. Ovviamente la salute non è una caramella, ma il principio è lo stesso. Abbiamo passato anni a sprecare e disperdere soldi pubblici per costruire ospedali e poi abbandonarli, per non parlare di altro. La questione come vede si allarga al rapporto tra stato e cittadino. Parafrasando Totò: siamo sudditi o cittadini? Comunque rimango dell'idea che una sanità efficiente debba prevedere ospedali multifunzionali e all'avanguardia. Pochi ma buoni. Il problema dello spostamento delle persone può, anzi deve essere affrontato migliorando le infrastrutture, i trasporti, l'efficienza dei soccorsi. Non serve avere 5 ospedali sotto casa per poi non essere in grado di assistere un ferito con una particolare criticità. L'elisoccorso non deve fare il giro degli ospedali del VCO o del Piemonte, ma mirare immediatamente alla struttura più adatta, che però deve essere efficiente alla massima potenza. Come si può pensare di trasformare le strutture di Verbania e Domo in ospedali con queste caratteristiche? Vede, purtroppo le condizioni in cui versa il nostro paese sono anche e forse soprattutto colpa di una idea di società che definirei simil socialista, in cui il cittadino subisce lo stato in una logica di sudditanza legata a principi ideologici comunisti, invece che evolvere in una democrazia occidentale liberale. E questo condiziona tutta la nostra vita, compreso il diritto ad essere curati, che viene distorto ad arte con l'idea che la sanità deve essere pubblica, che la spesa sanitaria non si deve toccare, che gli ospedali devono rimanere anche se fanno perdere soldi e non sono efficienti. Perchè? Perchè lo dicono la Costituzione, la Chiesa, il sindacato, i no TAV, i girotondini, il CSM. Ovvero chi non vuole che le cose cambino, a prescindere. Speriamo, Sig.ra Nadia, che questo pistolotto che ho patrorito non l'abbia annoiata troppo.
Gruppo "Una Verbania Possibile" su sanità a Verbania - 13 Luglio 2014 - 17:43
robi
Infatti io che di sanità ne capisco (visto la professione) non mi farei curare nel privato!il san raffaele certamente fa ricerca con i soldi pubblici! Però l'applicazione .....mio papà in un mese di ricovero non è mai riuscito ad avere un pasto caldo perchè doveva aspettare per ore qualcuno che gli facesse l'insulina ! Due infermieri per turno in ch vascolare e cardiochirurgia! Però....ha un bel nome!se il pubblico facesse una cosa simile ....quanti come lei griderebbero allo scandalo?
Gruppo "Una Verbania Possibile" su sanità a Verbania - 13 Luglio 2014 - 16:19
ospedali pubblici vs privati inutile diatriba
Già Dott. Paolino. Mentre il San raffaele ha i suoi problemi ma fa ricerca e cura le persone gli ospedai pubblici, pagati con i nostri soldi, fanno acqua da tutte le parti, oltre che curarci male. Come del resto molti ospedali privati. Come ripeto, la diatriba pubblico provato ha poco senso. Ci sono ospedali efficienti e non, pubblici e privati. Rimaniamo al problema del VCO che è la mobilità esterna verso altre province e regioni. Cordialmente
Gruppo "Una Verbania Possibile" su sanità a Verbania - 12 Luglio 2014 - 21:25
dettaglio
la gestione privata del san raffaele ha fatto un buco di un miliardo (UN MILIARDO) di euro. nostri. dettagli insignificanti,immagino.
Gruppo "Una Verbania Possibile" su sanità a Verbania - 12 Luglio 2014 - 20:43
Infatti i verbanesi vanno anche al San raffaele...
Cara Nadia, se ne facciamo uina questione pubblico-privato abbiamo poca strada da fare. I verbanesi vanno volentieri al san raffaele piuttosto che al San Biagio.....Direi i Suoi sono riferimenti per una sanità .......peggiore.
Gruppo "Una Verbania Possibile" su sanità a Verbania - 12 Luglio 2014 - 18:41
sanità
Mamma mia ma quali sono i vostri riferimenti per una sanità migliore? Chi pensa che l'ospedale unico (oltretutto localizzato a Piedimulera) non ha certo ampi orizzonti! Noi a Milano a proposito di sanità privata abbiamo l'esempio dell'onestà del San raffaele e la Santa Rita! Tanto per dire chi ci mangia e quanto la politica entri nel privato!
Piemonte, Giovine decade da consigliere - 20 Marzo 2014 - 13:37
Carino scherzare sulle malattie e la salute altrui
Signor Bacchi Mellini, davvero un gesto sintomo di una grande altezza morale; bravo, i miei complimenti. Comunque, per la cronaca, l'uveite è una brutta malattia, che spesso porta anche alla cecità, e il 50% delle volte non si riesce neppure a capirne la causa ma, al massimo e neppure sempre, a combatterne i sintomi. Sono andato al San raffaele semplicemente perché è il numero in Europa per la cura delle uveiti e per l'oculistica in generale, l'altro centro di altissima specializzazione è a Trieste. La differenza tra me e berlusconi, o meglio, tra i suoi giudici ed i miei, fu che a lui venne concesso un rinvio dell'udienza, a me neppure quello, neppure un breve rinvio di 2 settimane. E mentre si svolgeva una delle udienze più importanti (almeno mediaticamente) io non avevo possibilità di difesa perché ero ricoverato a Milano: l'udienza si svolse lo stesso. Certe bugie, che non ho più avuto modo di smentire, sarebbero state smascherate subito. Pensi che perfino il giudice, nella sentenza, dice di un testimone che "in effetti non è del tutto affidabile.." perché "non pare credibile" questa parte della deposizione... Comunque, ciò precisato, complimenti, scherzi pure sulle malattie altrui, le fa molto onore.
Piemonte, Giovine decade da consigliere - 18 Marzo 2014 - 20:28
Ribattuta
Giovine è decaduto quale conseguenza della legge Severino. Come Berlusconi che, dopo la condanna definitiva per frode fiscale, è stato cacciato dall'assemblea di palazzo Madama. Strana coincidenza: entrambi, nel corso dei rispettivi processi, erano stati colpiti da uveite e ricoverati o visitati all'ospedale San raffaele di Milano. Dunque impossibilitati a prendere parte ad un'udienza. Per primo toccò a Giovine, il 16 febbraio 2011. Oltre due anni dopo, 8 marzo 2013 per la precisione, a Berlusconi. Che sia l'uveite a portare iella?
Piemonte, Giovine decade da consigliere - 18 Marzo 2014 - 20:19
Che coincidenza!
Giovine è decaduto quale conseguenza della legge Severino. Come Berlusconi che, dopo la condanna definitiva per frode fiscale, è stato cacciato dall'assemblea di palazzo Madama. Strana coincidenza: entrambi, nel corso dei rispettivi processi, erano stati colpiti da uveite e ricoverati o visitati all'ospedale San raffaele di Milano. Dunque impossibilitati a prendere parte ad un'udienza. Per primo toccò a Giovine, il 16 febbraio 2013. Quasi tre settimane dopo, 8 marzo per la precisione, a Berlusconi. Che sia l'uveite a portare jella?
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