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Regione Piemonte: Bonus Bebè

Da lunedì prossimo 24 febbraio è possibile presentare domanda per ottenere il bonus bebè 2013. Il contributo previsto ammonta a 250€.
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Regione Piemonte: Bonus Bebè
La Regione Piemonte mette a disposizione delle famiglie il bonus utile per l'acquisto di prodotti per l'igiene e per l'alimentazione della prima infanzia: il valore del bonus è di 250 euro per ogni nuovo nato.

I genitori aventi diritto possono presentare, dal 24 febbraio la documentazione agli sportelli della propria ASL (Ufficio "Scelta e revoca del medico/pediatra" o altro ufficio individuato dall'ASL stessa) per i bambini nati dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013.

Tutta la documentazione, per la quale sarà rilasciata apposita ricevuta, dovrà essere consegnata entro e non oltre il 30 agosto 2014. I genitori aventi diritto riceveranno una lettera inviata dalla Regione con l'indicazione del numero e della data del mandato di pagamento.

Il genitore avente diritto, munito di documento di identità, codice fiscale e comunicazione ricevuta dalla Regione Piemonte, si potrà recare presso qualsiasi sportello UNICREDIT, ubicato sul territorio piemontese, per incassare in contanti la somma di 250 euro. Il bonus bebè verrà erogato tramite liquidazione per cassa, presso sportello bancario, direttamente al genitore avente diritto, ossia al genitore che ha presentato i documenti per ottenere il bonus.

Chi ne ha diritto:

- Ogni bambino, nato dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 residente in Piemonte la cui famiglia abbia un reddito ISEE non superiore a 38.000 euro;

- I minori in tutela, nati del 2013, in affidamento familiare o in comunità alloggio e in affidamento pre-adottivo;

- I bambini adottati che hanno compiuto 3 anni entro il 31.12.2013 e la cui pratica di adozione si è conclusa nell'anno 2013. Anche in questo caso, la famiglia adottiva deve avere un reddito ISEE non superiore ai 38.000 euro. La pratica di adozione si ritiene conclusa quando il minore, dopo il deposito della sentenza di adozione, ha assunto il cognome della famiglia adottiva e risulta iscritto sullo stato di famiglia dei genitori adottivi come "figlio".

"Si tratta di un aiuto concreto e diretto alle famiglie - osserva il Presidente Valerio Cattaneo - in un momento certamente delicato e problematico per tutti e in particolare per i nuclei familiari più giovani che si ritrovano ad affrontare, spesso da soli, difficoltà legate alla precarietà lavoro che ancora non concede la possibilità di guardare in prospettiva con sufficiente serenità. E quando si è in presenza di un bimbo è necessario quantomeno sentirsi supportati sia pur in minima parte anche dalle istituzioni."
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