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Palmiro Togliatti a Toceno: la Mostra

La Mostra “Convalescenza a Toceno dopo l'attentato del 14 luglio 1948” documenta, in 12 pannelli e 84 fotografie, momenti salienti della vita e dell'opera di Palmiro Togliatti, incominciando dagli indimenticabili giorni di serenità e riposo trascorsi in Val Vigezzo nel settembre di quell'anno.
Toceno
Palmiro Togliatti a Toceno: la Mostra
A Toceno, presso l'albergo Miravalle, Togliatti era giunto in incognito. Solo l'albergatore conosceva la sua vera identità. Quando fu scoperta, ci furono manifestazioni di stima e affetto.

Togliatti giocava a scopone e a bocce, faceva lunghe passeggiate e si sentiva a proprio agio. In lui si era ridestato l'amore mai spento per la natura e in particolare per i paesaggi alpini.

L'attentato aveva colpito Togliatti a Roma mentre usciva da Montecitorio per la porta laterale di via della Missione diretto insieme a Nilde Iotti verso la sede della Direzione PCI.

Tre colpi di pistola lo ferirono gravemente mettendone a repentaglio la vita.
Operato d'urgenza dal prof. Valdoni presso il Policlinico, dopo momenti di attesa e molte trasfusioni di sangue, fu dichiarato fuori pericolo.

Quando si diffuse la notizia dell'attentato, l'Italia si bloccò. Ci furono manifestazioni di dolore e protesta e si verificò uno sciopero generale prima ancora che lo stesso fosse proclamato dalle organizzazioni sindacali.

I dirigenti del PCI ovviarono al rischio che si protraessero violenze e disordini pubblicando le parole dette da Togliatti sulla barella prima di svenire “Tenete i nervi saldi!”.
In merito all'attentato il PCI espresse accuse pesanti contro il Governo e in particolare contro il Ministro dell'Interno per avere omesso di tutelare adeguatamente l'incolumità di Togliatti da minacce crescenti e di escludere qualsiasi ricerca su eventuali connivenze e complicità di Antonio Pallante, l‘esecutore materiale del delitto.

Togliatti era tornato in Italia nel marzo 1944 dopo diciotto anni di esilio. Nel 1926, scontati alcuni mesi nelle carceri fasciste, accusato di aver fondato il PCI insieme ad Antonio Gramsci e Camilla Ravera, era riuscito a scappare e rifugiarsi in Svizzera, Francia, Spagna e poi in Russia.

Al ritorno trovò un'Italia sconfitta, umiliata, divisa. L'esercito a brandelli, il re assente, il governo privo di autorità, il nord nella tenaglia nazista, il sud occupato dagli eserciti anglo-americani.

Con la proposta di unità di tutte le forze antifasciste, il sostegno politico alla Resistenza, alcuni provvedimenti rivolti ai problemi vitali della gente, Togliatti contribuì grandemente alla ricomposizione della Nazione italiana e al suo riscatto.
Il 2 giugno 1946, scelta la Repubblica ed eletto il Parlamento, Togliatti, deputato, divenne uno dei protagonisti nell'elaborazione della Costituzione.

Si trattò di conferire nuova linfa, democratica e popolare, allo Stato unitario sorto nel 1861 con il Risorgimento, la cui esistenza era stata messa a rischio dalla guerra nazifascista.

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