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Comunità.vb su progetto Outlet

Riceviamo e pubblichiamo, un comunicato del gruppo consiliare Comunità.vb, riguardante le notizie di un progetto oer un polo commerciale nell'area ex Acetati.
Verbania
Comunità.vb su progetto Outlet
Per una volta il sindaco Marchionini e il Pd si sono messi d’accordo, ma contro i commercianti. Tutelare il commercio, garantire la bonifica e la salute dei verbanesi, evitare “spezzatini” che lascino nel degrado una parte della città sono i capisaldi che Comunità.vb sosterrà – se sarà chiamata a farlo, dal momento che sembra tutto già deciso – nella conversione dell’area ex Acetati di Pallanza. Già due anni fa, raccogliendo fonti smentite dall’Amministrazione che oggi si smentisce da sé, ammonimmo sugli effetti che un outlet a Sant’Anna avrebbe avuto sulla città. Fummo liquidati come speculatori. Ora, invece, siamo qui perché con una fretta inusitata la giunta di Verbania a maggioranza Pd ha dato il via alla più grande e incisiva operazione urbanistica pensata dal secondo dopoguerra a oggi senza consultare nessuno: gruppi politici, associazioni di categoria, cittadini, sindacati…

Il Masterplan di Acetati è un documento che si fonda sui bisogni di una proprietà che nei decenni da Verbania ha preso più di quanto abbia dato; su una mera speculazione immobiliare; su impegni ambientali tutt’altro che chiari.

Decine di migliaia di metri quadrati di negozi nell’ex Acetati equivalgono alla morte del cuore commerciale di Verbania: il centro di Intra. È paradossale che chi si vanta degli incentivi del progetto Apribottega voglia veder chiuse tutte le altre botteghe cittadine. È paradossale che chi vuole rivitalizzare Pallanza e via Tacchini ammassi tutte le attività a Sant’Anna. È paradossale anche che ci sia il sostegno di qualche consigliere di maggioranza eletto perché portavoce proprio delle necessità dei negozi di periferia.

Quanto è credibile il progetto di un interlocutore che dichiara di voler solo vendere gli immobili per fare cassa facendo dell’ex compendio industriale uno “spezzatino” da riqualificare (forse) “a rate”, non si sa da parte di chi e con quali garanzie? Venduti gli immobili di pregio, chi garantisce che la parte più scadente della fabbrica non resti così com’è per decenni? Perché le opere viabilistiche, le prime che andrebbero fatte, sono rimandate alle fasi successive?

Queste e altre domande attendono una risposta, che pretendiamo dall’Amministrazione comunale dalla quale pretendiamo, come punto fermo, la bonifica integrale dell’ex fabbrica. Mossi e Ghisolfi, è bene ricordarlo, nel 2010 delocalizzò in Cina l’attività vendendo la tecnologia, chiudendo lo stabilimento e infischiandosene dei suoi dipendenti verbanesi. Avrebbe dovuto iniziare subito il progetto di bonifica, accantonando i soldi, invece ha cincischiato fino a oggi per otto lunghi anni. Se mai un mattone dovrà essere mosso nell’ex Acetati dovrà essere contestuale alla bonifica di tutto il sito.



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