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Carta europea per il Parco Val Grande e Aree Protette dell’Ossola

A Bruxelles, lo scorso 30 novembre nove parchi italiani sono stati premiati con la Carta europea per lo sviluppo sostenibile (Cets), una certificazione di qualità assegnata da Europarc, la più grande rete di aree protette europea.
Fuori Provincia
Carta europea per il Parco Val Grande e Aree Protette dell’Ossola
La cerimonia si è tenuta al Parlamento europeo dove il riconoscimento è stato assegnato alle Aree Protette dell’Ossola, l’ente regionale che gestisce il parchi naturali di Veglia, Devero e Valle Antrona e al Parco Nazionale
della Val Grande. A conclusione di un lungo processo partecipativo durato un anno, Europarc ha riconosciuto ai due parchi del VCO il rinnovo della certificazione di qualità del turismo sostenibile, un turismo responsabile, che punta alla conservazione della natura, la tutela del paesaggio, lo sviluppo della biodiversità e dei territori.

Al Parlamento europeo il presidente delle APO Crosa Lenz ha detto: “Le Aree Protette dell’Ossola tutelano da 40 anni (1978 – 2018) le Alpi Pennine e Lepontine. Proteggono la biodiversità e promuovono lo sviluppo sostenibile. I nostri parchi
sono il “cuore verde” delle Alpi. Le Alpi sono il cuore dell'Europa unita. La Cets sono le donne e gli uomini che convivono in armonia con la Natura.”

“La Carta è come un arazzo – ha invece dichiarato Massimo Bocci, presidente del Parco Nazionale Val Grande – fatto di tanti pezzi di stoffa colorati cuciti insieme dal Parco; l’arazzo che abbiamo creato rappresenta un parco accessibile in modo sostenibile e "lento", che fa crescere un’offerta turistica di qualità e che aiuta i giovani a scommettere sul territorio”.

La Cets manifesta la volontà delle istituzioni che gestiscono le aree protette e dei professionisti del turismo di favorire un turismo conforme ai principi dello sviluppo sostenibile e impegna i firmatari ad attuare una strategia a livello locale in favore
di un “turismo sostenibile”, definito come “qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo
economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette”.

La Carta riconosce che le aree protette non devono lavorare da sole nella gestione del turismo, ma tutti i soggetti interessati dal turismo nell’area e nelle vicinanze devono essere coinvolti nello sviluppo e nella gestione. La CETS può essere considerata come il “contenitore” entro il quale si sono sviluppate e continuano a crescere le “energie buone “ del territorio.

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