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Antologia Verbania for Women 2019

Sabato 18 maggio, alle ore 18.00, presso la Libreria Alberti di Verbania si terrà la presentazione del libro: ESSERCI Antologia di racconti del Premio letterario Verbania for Women 2019. A cura di: Mariangela Camocardi In collaborazione con: Città di Verbania, Biblioteca di Verbania e Premio Letterario Verbania for Women.
Verbania
Antologia Verbania for Women 2019
L’antologia è a cura della scrittrice verbanese Mariangela Camocardi, ed è dedicata alla memoria della giornalista e scrittrice Alessandra Appiano, da poco scomparsa. Il tema del concorso infatti è stato tratto dal titolo del libro di Alessandra Appiano “AMICHE DI SALVATAGGIO”, e sottolinea le tematiche della solidarietà e della speranza.
L’antologia racchiude 25 racconti: i primi tre classificati, più una selezione tra i numerosi racconti dei partecipanti a questa 4°edizione del Premio Letterario Verbania for Women. Tra questi, anche i racconti che hanno ricevuto il Premio Speciale “Legalità”, grazie alla generosità della famiglia della giornalista Patrizia Guglielmi.

Di seguito le motivazioni dei racconti vincitori:

MOTIVAZIONI 4ª EDIZIONE VERBANIA FOR WOMEN

1° CLASSIFICATO
IL VIAGGIO DI DARIFA di Manuela Chiarottino
Un racconto che rende onore alla vera amicizia, senza distinzioni di razza, religione e cultura, conferendo alla solidarietà e all’integrazione tra persone di diversa estrazione etnica, il giusto valore. La fusione tra realtà differenti che diventa arricchimento reciproco. Le parole ci portano lontano, oltre il mare che divide l’Italia dall’Africa, e mentre l’aroma esotico e intenso delle spezie avvolge quasi il lettore, la mente riesce a vedere luoghi dalla suggestiva bellezza, anche se devastati dalla guerra. Essere amiche, aiutarsi nelle difficoltà come chiunque di noi dovrebbe fare, e soprattutto imparare a volersi bene, nonostante tutto.

2° CLASSIFICATO
LA PROFEZIA SULLA MIA PELLE di Francesca Schranz
La storia denuncia la pratica ormai arcaica dell’infibulazione femminile. Attraverso la narrazione della protagonista, la quale sfugge all’atto barbaro cui è destinata grazie alla sciamana della tribù, si avverte tutta l’angoscia di lei. L’infibulazione è tuttora praticata in alcuni paesi del mondo su bimbe inermi, e le parole, incisive, narrano il dolore sopportato dalle donne per mano di altre donne, vittime a loro volta. L’autrice si affida alla delicatezza e alla sensibilità nel descrivere un genere di esperienza traumatizzante per chi deve subirla.

3° CLASSIFICATO
VICOLO BUSO di Valeria Groppelli
Un frammento della seconda guerra e dei suoi tanti orrori che permette di percorrere a ritroso il passato. Il racconto, proposto come un episodio della cronaca quotidiana di allora, esalta il coraggio delle donne nel sostenersi l’una con l’altra, incuranti delle conseguenze e della paura con cui giorno dopo giorno si doveva convivere. La cameriera di una casa di tolleranza e due mamme sfidano un momento buio della vita di quel tempo per salvare una bambina in pericolo.

PREMIO LEGALITÀ
In memoria di Patrizia Guglielmi
LE FOGLIE CHE NON VOGLIONO CADERE di Monica Trentin
La presa di coscienza di una ragazza che sta scontando un periodo di reclusione per una stupidaggine compiuta senza pensare al futuro. A volte è l’immaturità a spingere le persone ai passi falsi. Nel cuore c’è tuttavia la passione per lo sport e nelle gambe c’è il talento di chi è consapevole di poter dare il meglio di sé su un campo di calcio. Esiste anche la possibilità di evadere dal riformatorio… ma durante quell’impari partita scatta la presa di coscienza, e la volontà di redimersi prevale senza alcuna incertezza.

DI SLANCIO di Paolo Borsoni
Il racconto è una forte denuncia nei confronti di quei datori di lavoro che sfruttano i propri dipendenti senza alcuno scrupolo, imponendo agli operai, le donne in particolare, turni e orari insostenibili all’interno delle fabbriche. Se non si accettano quelle loro regole disumane, si rischia il licenziamento. Finché una donna, dopo un grave infortunio dovuto alla stanchezza, trova il coraggio di dire “basta” e di spezzare quella sorta di schiavitù a cui lei e le sue compagne non hanno mai osato ribellarsi.

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