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VerbaniaArte: Le “Parole Posate” evocatrici di Marco Meier

E’ stata - l’ho detto e ripetuto entusiasta alla sua organizzatrice, Nicoletta Mongini, responsabile culturale alla Fondazione Monte Verità - una delle “vernici” più belle cui mi sia trovato a presenziare, venerdì 26 luglio ad Ascona (CH).
Canton Ticino
VerbaniaArte: Le “Parole Posate” evocatrici di Marco Meier
Organizzata in tutta fretta nell’imminenza e nel timore di un temporale devastante, che poi non c’è stato, trasportandola dalla sede originaria (la piccola Casa dei Russi, scelta come luogo d’elezione, sul Monte Verità alle spalle della città svizzera sul Verbano) alla sala Balint dell’Hotel Monte Verità, “Parole Posate” è molto di più di una mostra di tipo installativo.

Realizzate tra il 2018 e il 2019, utilizzando materiali diversi (legno, carte, stoffe), ma soprattutto avendo come protagoniste le vecchie posate d’argento di zia Lucrezia, queste dodici opere sono infatti la testimonianza ancora attuale di una violenza subita da una donna, tra le mura domestiche, di cui nessuno allora parlava e voleva parlare, in un Canton Ticino arcaico e primordiale.
Ma oggi forse è diverso. E il dolore si apre a una speranza…

Provvisoriamente spostata in un ambito più grande (e ora ritornata a Casa dei Russi), è stato così possibile per i fortunati presenti osservare meglio le dodici “variazioni” di queste vecchie Posate, piegate dall’artista a recitare una sorta di atto unico, sullo sfondo di una scenografia floreale di preziose carte orientali…

La presentazione è stata vieppiù “esaltata” dall’intensa performance di due giovani, talentuose artiste - il duo “Les Pralines”: se la voce di Moira Albertalli, con profondità mistiche e paganeggianti, ha trasmesso brividi indimenticabili… il suono della fisarmonica di Sara Calvanelli, e il suo approccio sincopato e straniante, vagamente espressionistico, ha stravolto la tradizionale sonorità di uno strumento antico e popolare, come la fisarmonica, ridisegnandone con strappi e sussulti una musicalità tutta contemporanea…

Insomma, una commozione generale e un sotterraneo brivido interiore hanno attraversato la sala dall’inizio alla fine.
Anche quando Meier ha letto alcune delle Parole (senza Posate), scritte da lui…
Sospese, più che posate, in un universo parallelo, baciato dall’ispirazione divina…

Del resto eravamo lì, sul Monte Verità. Che molti nell’Ottocento credevano sorgente di energia e magnetismo, un luogo magico.
Qui lo stesso Meier ha detto di essersi sentito accolto, per lavorare in pace alla realizzazione di questo suo progetto, accarezzato da tempo, con risultati così rari e ineffabili…

La mostra è visitabile solo dal giovedì alla domenica, presso la Casa di Russi, sul Monte Verità.
L’artista accoglierà personalmente i visitatori per tutto il periodo di apertura, fino all’11 agosto…
L’esposizione è completata da un libro dallo stesso titolo, edito dall’autore…

Dove
Casa dei Russi, Monte Verità, fino all’11 agosto
Da giovedì a domenica, ore 15-20.
Entrata libera

Immagine 1Marco Meier al vernissage della mostra

Immagine 2L’artista con Nicoletta Mongini

Immagine 3Il duo “Les Pralines”

Immagine 4Una delle installazioni di Meier

Immagine 5Un’altra installazione con due Posate tormentate

Immagine 6L’attesa angosciante di una Posata rannicchiata



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