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Mostra "Il ritorno dei Visconti"

Per tutta l’estate rimarrà aperta la mostra a Bellinzona: pergamene, monete, un’intera collezione di armi, oltre a ricostruzioni fedeli dei gioielli e degli abiti del tempo raccontano prosperità dell’antico Ducato di Milano con i suoi castelli.
Canton Ticino
Mostra "Il ritorno dei Visconti"
Una breve gita oltreconfine per ammirare gioielli, ricche armature, tessuti intarsiati, incunaboli, medaglioni e monete, ma anche oggetti della vita di tutti i giorni nel XIV secolo.

Allestita con pezzi provenienti dai musei svizzeri e italiani e da raccolte private, la mostra “Il ritorno dei Visconti” illustra la grandezza e la prosperità del Ducato di Milano, nello splendido scenario del Museo di Castelgrande di Bellinzona.

Valeria Marone, Presidente di Bellinzona Turismo, così spiega gli obiettivi che l’hanno indotta a realizzare la mostra, aperta fino al 9 novembre: “Abbiamo voluto rivolgerci non solo al target degli specialisti, che apprezzeranno il rigore scientifico su cui si basa, ma anche al pubblico, allo scopo di avvicinare anche i più giovani ai temi della storia partendo dalle tradizioni e dalla vita quotidiana, dagli oggetti presenti sulle tavole imbandite, alle monete, alle armi”.

Prosegue Marone: “Il forte legame tra Bellinzona e Milano ai tempi del Ducato di Milano era già stato evidenziato nel progetto europeo “Castelli del Ducato”, di cui questa mostra vuole essere l’ideale continuazione, proiettandosi anche verso EXPO 2015”.

Moda e design a Milano da oltre 500 anni
Pinuccia Brunella, progettista della mostra, e Mirella Motta, curatrice della mostra, entrambe partner nel progetto dedicato ai castelli del Ducato, hanno reso evidente il rapporto tra moda, creatività, sensibilità estetica e competenze tecniche proprie del periodo, tra il 1300 e il 1500, nel quale possiamo immaginare Milano già in un certo senso “centro della moda e del design”.

L’abbigliamento del tempo, ricostruito con gli abiti delle scuole di moda AFOL di Milano e Polimoda Firenze, ci rimanda ad una corte dove la giovanissime Beatrice d’Este, donna colta e raffinata, dettava il gusto e le tendenze della moda anche alle maggiori corti europee, veicolando lo stile e la potenza della corte di Milano nel suo ruolo di ambasciatrice per conto del marito Ludovico il Moro.

Un prezioso monile realizzato dal gioielliere milanese Fulvio Maria Scavia ispirandosi ai gioielli viscontei, racchiude l’essenza dell’epoca ducale, quando Milano divenne culla di lavorazioni preziose nell’oreficeria e nella tessitura di filati preziosi.

I castelli difensivi del novarese e le armi del Ducato di Milano
Tra i castelli del novarese partecipanti alla mostra ha particolare rilievo il castello di Vogogna, importante baluardo a difesa della Val D’Ossola nel percorso ideale tracciato tra i castelli e le fortificazioni viscontee da Milano a Bellinzona, che la mostra ripercorre disegnando una mappa del potere del Ducato Visconteo.

Una grande varietà di armi del tempo provengono dalla collezione Manera a Vogogna: il collezionista ha prestato per l’esposizione la ricostruzione di una ricca rassegna di armi: alabarde, daghe, spingarde, balestre, bombardelle da assedio, una piccola colubrina, e anche una gabbia per tortura.

Ricordiamo che le armi del Ducato venivano richieste anche  dai re di Francia e d’Inghilterra e che a Milano tra il 1300 e il 1500 erano attivi più di  cento produttori di corazze, ed intere vie erano dedicate a questi mestieri:
 Via degli Spadari, via dei Speronari, via degli Armorari.

Gli stemmi e le imprese
Potenti strumenti di creazione del consenso nell’epoca sforzesca erano gli stemmi che rievocavano le gloriose imprese milanesi, ben rappresentati nella mostra di Castelgrande. Mescolando abilmente elementi storici e mitologici, le imprese vennero spesso utilizzate da Francesco Sforza prima e da Ludovico Il Moro poi per ampliamenti onorifici a favore di alcune famiglie del Ducato, ma col passare del tempo vennero inserite negli stemmi di quelle casate. Colpiscono in particolare nella mostra di Castelgrande le “rotelle”, scudi di forma circolare in legno e ricoperti di cuoio dipinto che raffiguravano le gesta degli Sforza.

La mostra “Il ritorno dei Visconti” ospita le “rotelle” provenienti dal Museo storico di Lucerna: fanno parte del cospicuo bottino recuperato dai confederati in seguito alla battaglia di Giornico, durante la quale le truppe di Giangaleazzo Sforza subirono una clamorosa sconfitta.

Ospite a Castelgrande è anche la preziosa pergamena Torriani, bolla papale del 1453 con la quale Niccolò V accordava alla famiglia Della Torre il permesso di erigere un convento per i padri Serviti, e un calice tramandato insieme ad altri preziosi oggetti a Mendrisio dalla Fondazione Prioria della Torre.

Una mostra e un museo in un luogo “Patrimonio dell’Umanità”
La mostra di Castelgrande è strategicamente posizionata di fronte al Museo del Castelgrande, con le sue interessanti tavolette decorate del soffitto di Palazzo Ghiringhelli a Bellinzona.

La cornice della mostra e del museo è Castelgrande, che insieme a Montebello e Sasso Corbaro è suggestiva testimonianza dell’architettura fortificata medievale dell’arco alpino. Frutto della intensa attività edilizia promossa dai Duchi di Milano nel 1400, il complesso di fortificazioni di Bellinzona con le sue mura merlate – dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità -rende l’idea di quello che doveva essere il possente impianto difensivo, con torri e porte, che sbarrava la valle del Ticino in tutta la sua larghezza per arrestare l’avanzata dei confederati svizzeri.

Una visita alla mostra è anche l’occasione per conoscere Bellinzona e percorrere l’area pedonale con i suoi vicoli e piazze, i cortili e le vecchie case, che raccontano secoli di storia scritta da romani e longobardi, svizzeri e milanesi.

ORARI, COSTI & CONTATTI, OFFERTA TURISTICA “A PACCHETTO”
“Il ritorno dei Visconti”
10 maggio – 9 novembre
Bellinzona Castelgrande
Sala Arsenale e Museo

ORARI
Maggio – giugno / settembre - novembre
Lun-Dom: 10.00-18.00

Luglio – agosto
Lun-Dom: 10.00-19.00

COSTI
Biglietto intero CHF 15 – 12 euro
Biglietto studenti CHF 7.50 – 6 euro (fino ai 6 anni gratuito)
Biglietto Famiglie CHF 20 – 16 euro

CONTATTI
Bellinzona Turismo
Tel. +41 91 825 21 31
Palazzo Civico info@bellinzonaturismo.ch
CH-6500 Bellinzona www.bellinzonaturismo.ch
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2 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Martino l'erba del vicino.. svizzero
Martino
30 Luglio 2014 - 10:43
 
Perché ad un evento culturale qualsiasi (concerto, mostra, evento magari di opere ed artisti italiani di alto o basso livello) purché organizzato in Svizzera gli italiani partecipano, fanno chilometri, pagano biglietti costosi..
mentre agli analoghi, stessi o eventi migliori in Italia gli stessi cittadini non partcipano se chiedi un biglietto maggiore di 10 euro?
Vedi il profilo di Kiryienka x martino
Kiryienka
30 Luglio 2014 - 18:13
 
''Organizzazione'',questa potrebbe essere una chiave di lettura ed una risposta alla tua domanda.Intanto rileggi l'offerta riportata dall'articolo...''ricca''.....poi la location,ma su quello ,anche noi ne abbiamo di grandiose,poi anche un poco per evadere dalle solite ''facce da evento'' che ti ritrovi come il prezzemolo in tutte le manifestazioni qua da noi,dalla sagra del pesce persico,alla mostra itinerante sulle abitudini culinarie dei popoli eritreo/afgano /induisti dell'emisfero austro papuasico......che ti guardano come un alieno xche' pensano di essere un'elite radical chic unta dal signore.....e poi,mi sembra che in ''zona'' non ci sia poi questa gran offerta che potrebbe far concorrenza agli svizzeri,parlando nello specifico.Sottolineo che NON sono un filo-helvetico.,anzi....pero' bisogna essere oggettivi e riconoscere che in questo campo ci bagnano il naso e ci affascinano,come la moglie del vicino,uguale alla nostra,ma diversamernte casalinga......ciao



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