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Tavolo dei Presidenti delle Province di Veneto, Piemonte e Lombardia.

All'ordine del giorno la riforma del Governo. Discussione di un documento condiviso da presentare a Monti, UPI Nazionale, Parlamentari.
Fuori Provincia
Tavolo dei Presidenti delle Province di Veneto, Piemonte e Lombardia.
Si sono riuniti nella mattinata di lunedì 23 luglio, a Verona, tutti i presidenti delle Province del Veneto, del Piemonte e della Lombardia per discutere della riforma appena approvata dal Governo, per analizzare quanto i tagli lineari in corso penalizzeranno i servizi al territorio e soprattutto per porre con forza "la questione settentrionale".
Erano presenti, ospiti del presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi anche i presidenti di: UPI Veneto Leonardo Muraro; UPI Piemonte Massimo Nobili; UPI Lombardia Massimo Sertori, oltre ai 23 Presidenti delle tre regioni.

Obiettivo dell'incontro: arrivare a un documento unitario, condiviso trasversalmente da tutti i presidenti di Provincia, contenente proposte, azioni d'interventi diretto da portare avanti nei prossimi mesi come posizione dei 3 UPI regionali .

Tra le dichiarazioni rilasciate il presidente dell'UPI Veneto, Muraro ha sottolineato l'importanza del fatto che: “Oggi, per la prima volta i territori provinciali del Nord (Veneto, Lombardia e Piemonte) si sono riuniti ad un tavolo unico per discutere le istanze del nord da presentare al Governo. Queste tre Regioni, insieme, rappresentano interessi e numeri importanti che vanno ad influire a livello nazionale. Parlando di PIL rappresentiamo il 38,2 % del valore nazionale, il 32% della popolazione italiana vive nelle tre Regioni, infine le nostre esportazioni sono pari al 51% di quelle nazionali. Riteniamo che questi territori debbano essere non solo rappresentanti, ma anche tutelati di fronte alle prossime azioni che intraprenderà il Governo, inserite nella spending review. Due, a mio avviso, i punti determinanti: la richiesta del mantenimento dell'elezione diretta degli organi amministrativi degli enti di area vasta che resteranno e la definizione di competenze certe e tributi propri.

Oggi a Verona abbiamo discusso quali le azioni possibili da intraprendere come segnale 'eclatante': innanzittutto, lo sfratto di quegli Enti statali in affitto dalle Province che in base alla spending review non verseranno più l'affitto. Ma altre sono le proposte fatte dai presidenti che hanno fatto emergere tutto il malessere e le difficoltà di queste rappresentanze territoriali di fronte a certe scelte del Governo. Credo che questo sia solo l'inizio della sinergia fra enti del nord e auspico il coinvolgimento anche delle Regioni interessate. Perchè questa è una battaglia per la collettività!”

Ha aggiunto il Presidente UPI Piemonte - Nobili: “Qui non c'è in gioco tanto il futuro delle Province, quanto soprattutto quello dei servizi per la cittadinanza. Entro fine anno, infatti, si rischia di non garantire importanti attività per i cittadini come ad esempio la manutenzione delle scuole e delle strade, il trasporto scolastico, senza dimenticare la gestione dei rifiuti, tema di grande attualità. Non siamo qui per difendere i nostri ruoli, ma l'erogazione di questi servizi. Ci auguriamo che i cittadini comprendano la nostra battaglia e ci supportino. Se su questi tagli lineari non si interverrà con maggiore cognizione di causa i bilanci di tutte le Province – senza aspettare il riassetto che non ci trova concordi nelle modalità con cui questo sta avvenendo – porterà al disavanzo dei bilanci nel corso di questo esercizio, e al dissesto nel prossimo”.

“Come UPP – ribadisce Nobili - abbiamo dimostrato grande volontà nell’intervenire in un riordino che produca reali risparmi e insieme reale efficienza, ma chiediamo che restino enti di primo grado con competenze e funzioni ben definite, eliminando organismi di secondo grado che in questi anni hanno svolto compiti di cui le Province possono benissimo farsi carico in prima persona”.

Infine, il Presidente UPI Lombardia – Sertori ha ribadito: “I tagli che il Governo vuole portare avanti vanno a 'premiare' le Regioni che hanno gestito male finora i fondi stanziati e vanno invece a penalizzare le Province virtuose come le nostre che hanno sempre agito con lungimiranza e capacità. È necessario che le elezioni del Presidente e degli organi provinciali rimangano dirette per garantire il principio di rappresentatività democratica, salvaguardare l'indipendenza dei territori e il contatto diretto con i cittadini. Una delle principali funzioni delle Province, infatti, rimane quella di essere enti in grado di fare sintesi tra comuni e Regioni”.
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