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TimeMachine: Aumento drammatico di malware per smartphone.

Un rapporto pubblicato da McAfee pone l’attenzione sul malware per smartphone: I software malevoli sono cresciuti in maniera esponenziale, complice anche la guardia molto bassa che gli utenti tengono sul proprio dispositivo.
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TimeMachine: Aumento drammatico di malware per smartphone.
L'avvento del web, unito a una evoluzione tecnologica votata alla miniaturizzazione e alla diffusione di connettività wireless, ha cambiato radicalmente il modo di lavorare o di interagire con i propri dispositivi. Con uno smartphone oggi possiamo fare cose impensabili fino a qualche anno fa accedendo a mail, social network, web nel suo insieme, oltre a una miriade di funzionalità messe a disposizione da app specifiche.

Da quando esiste l'informatica, però, c'è anche chi ne sfrutta le potenzialità per scopi malevoli, andando a sondare quel "lato oscuro" della programmazione rivolta alla sottrazione di dati in maniera illecita, o finalizzata alle innumerevoli forme di infezione e danneggiamento che solo in parte conosciamo.

Le cose di complicano ulteriormente pensando appunto al boom del mondo mobile, percepito ormai come estensione della normale esperienza PC ma con il plus della mobilità. Se però sui PC troviamo quasi sempre un antivirus o qualcosa del genere, la guardia è molto più bassa per quanto riguarda gli smartphone. Ed è proprio lì che chi scrive malware concentra le proprie attenzioni, consapevole di questa mancanza e interessato alla grandissima diffusione di cui questi dispositivi godono.

Il 57% di tutti i malware individuati da McAfee giungono da 3 app store russi. Come avveniva in passato con i software per PC, questo paese ospita molti server con applicazioni e strumenti normalmente a pagamento in forma gratuita.

Solo il 3% del malware rilevato era ospitato nel sito ufficiale Google Play, per giunta in app sospette e poco scaricate, sempre gratuite. L'attenzione quindi deve sempre essere alta e non scaricare tutto ciò che è gratuito (ho conoscenze personali che non fanno che confermarmi quanto questa usanza sia diffusa).

Sempre avere un occhio di riguardo per quello che si installa, sul numero di utilizzatori, sui pareri degli utenti e magari documentandosi online prima. Non dire nemmeno "sì" a tutto quello che un'app può fare, nel momento in cui all'utente viene richiesto nell'atto dell'installazione.



Per quasi il 50% dei casi , il malware si "limita" a inviare informazioni sul dispositivo e a spiare ciò che facciamo. A seguire troviamo azioni per aprire backdoor finalizzate alla creazione di una botnet, passando ad una "partecipazione" più attiva per adware e installer. Circa il 10% mandano SMS premium (pagamenti via SMS, spesso con cifre molto basse), mentre quelli distruttivi sono davvero limitati.



L'invito è quello di essere prudenti, non installare app a casaccio con troppa leggerezza e seguire l'argomento sicurezza in ambito mobile. Molti problemi sono stati rilevati anche con iOS, soprattutto con dispositivi "jailbreakati".

Per una miglior comprensione del problema vi consiglio di leggere l'intero articolo cliccando il link "Fonte della notizia" riportato più in basso.
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