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"Ul nostar bel dialett" secondo appuntamento

Sabato 14 febbraio 2015 alle ore 17.00 prosegue a Villa Olimpia di Pallanza il ciclo d’incontri sul dialetto locale iniziato lo scorso 31 gennaio con una relazione dell’archeologa Elena Poletti che ha presentato il quadro dei ritrovamenti e degli studi sulle prime popolazioni che hanno abitato le terre attorno al Lago Maggiore.
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"Ul nostar bel dialett" secondo appuntamento
Il tema trattato e la riconosciuta competenza della relatrice hanno assicurato a questo primo incontro una partecipazione superiore alle previsioni: oltre cento persone hanno seguito con grande interesse l’esposizione dei risultati di queste ricerche che hanno permesso di ricostruire tratti essenziali (usi, costumi ed economia) della presenza, a partire dall’età del ferro di insediamenti importanti in contatto non solo con popolazioni del nord Europa ma anche dai paesi del Mediterraneo e dell’Oriente.

L’incontro di sabato prossimo entra nel vivo delle riflessioni sul dialetto affrontando il tema “Origini ed evoluzione del dialetto locale”. Anche questo appuntamento avrà come relatori due noti studiosi di dialetto: Elena Wetzel Weber, curatrice di diverse pubblicazioni sul dialetto locale ed in particolare, in collaborazione con Giuliana Rossi Marchisio, curatrice del glossario etimologico del dialetto di Pallanza pubblicato nel 2010, e Silvano Ragozza, appassionato studioso di dialetti curatore di particolari ricerche e pubblicazioni sugli antichi cognomi ossolani e su cognomi italiani derivati da toponimi delle terre d’Ossola.

I dialetti della sponda piemontese del Verbano nascono dal latino dopo il crollo dell’impero in un territorio che, in epoca pre-romana, fu di lingua celtica. Un’analisi attenta delle parole dialettali consente di scoprire anche gli apporti dovuti a successivi contatti con altre lingue.

Questo tema sarà oggetto in particolare dell’intervento del dr Silvano Ragozza, anche lui appassionato studioso di dialetti, dedicato a “Storie di parole e di cognomi”. Ragozza parlerà delle sue ricerche sulla storia delle parole nelle lingue e nei dialetti che portano alla scoperta delle radici della comune cultura europea, mentre dall’esame dei cognomi diffusi nel Verbano è interessante risalire a particolari significati e distribuzione geografica.

L’intervento su parole e cognomi sarà preceduto da una “conversazione in dialetto” preparata da Carla Della Savina e Maria Grazia Parnisari sul tema dei “soprannomi” che fino alla metà del secolo scorso erano molto diffusi nelle comunità locali del Verbano.

Il ciclo si conclude sabato 21 febbraio con l’intervento del dr. Gianfranco Pavesi, Academia dal Rison di Novara, sul tema: “Dialetto quale futuro?”. Dopo aver recuperato la storia e scoperto la ricchezza e l’espressività delle lingue dialettali locali è giusto interrogarsi e riflettere sul possibile ruolo dei dialetti nel presente e futuro delle comunità locali. Questo tema sarà sviluppato nell’intervento di Pavesi che partendo dai risultati di alcune indagini sulla “salute” del dialetto nell’Italia del Nord solleciterà una riflessione sul valore del dialetto ponendosi l’interrogativo che nasce spontaneo: sarà possibile salvarlo? Che fare?

Questa serata conclusiva verrà aperta con una “pieces” in dialetto, interpretata da attori di teatro dialettale verbanese.

La bellezza espressiva del dialetto, apprezzata nella prima serata con le lettura di poesie e nelle introduzioni dei due incontri successivi con le conversazioni in dialetto, verrà infine richiamata nella sua espressione musicale da una breve rassegna di canti popolari verbanesi, interpretati da Nino Fasoli e i suoi amici.

Il ciclo d’incontri è realizzato con il patrocinio del Comune di Verbania e la collaborazione delle Associazioni: Amici dell’Archivio di Stato di Verbania, del Museo del Paesaggio e della Società dei Verbanisti.

L’associazione IL PALLANZOTTO, il cui obiettivo è la conservazione e la promozione del patrimonio culturale locale, da alcuni anni si impegna in particolare nella valorizzazione della storia e del dialetto verbanese. Vengono ripubblicati documenti, in particolare testi poetici dialettali, risalenti ai tempi in cui il dialetto era la lingua di comunicazione di tutti, intellettuali, operai, persone di alto prestigio sociale e gente del popolo minuto e promuove gli scritti di persone per le quali ancor oggi il dialetto è la lingua del cuore; nel 2010 il Pallanzotto ha sostenuto anche finanziariamente la pubblicazione, patrocinata dal Comune, del volume “Palanza e ul sò bèll dialètt”, glossario etimologico del dialetto di Pallanza e note sulla storia e la vita dei Pallanzesi, con riferimenti al dialetto e alla storia di Intra e delle altre frazioni.
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