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CittadiniconVoi: Dal flagello al progetto

Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo consiliare CittadiniconVoi, un comunicato che tratta delle problematiche paesaggistiche architettoniche di Verbania, che dopo il tornado si sono accentuate.
Verbania
CittadiniconVoi: Dal flagello al progetto
COMUNICATO:

La prima deprimente ondata emotiva conseguente agli effetti del tornado del 25 agosto sta pian piano rientrando.
Facendo nostro il principio del “fare di necessità virtù” e cercando di cogliere delle positività anche nelle disgrazie, potremmo dire che la disastrata situazione ambientale che ne è derivata e che richiederà grossi sforzi economici, fisici e di volontà per essere recuperata, potrebbe costituire un forte stimolo per un costruttivo prossimo/futuro riscatto.

Certo non potrà essere un cammino temporale rapido e privo di difficoltà, ma potrebbe essere un cammino coincidente finalmente con un’idea nuova di città. Una visione di ampio respiro. Un progetto della Verbania di domani. Una Verbania caratterizzata per una sua tipicità da ri/costruire. Una realtà che venga percepita dall’esterno nella sua unicità. Un luogo che il visitatore sia ansioso di frequentare per ammirare/gustare contesti ambientali che solo a Verbania si possono trovare.

Perché diciamocela ancora tutta: Verbania ha camminato finora senza un vero e proprio progetto ispiratore: e basta guardarsi intorno per rendersi conto di una situazione urbanistico-ambientale frammentaria, un po’ raffazzonata, proseguita un tant al tocc, pasticciata tipologicamente , dove non ci sono più spazi di riserva (prova ne sia che non si riesce neanche a individuare un francobollo di area per il turismo itinerante) e con poche cose proprio belle. Fortuna vuole che Madre Natura ci ha donato un contenitore paesaggistico pregevole che contribuisce a tenere in piedi una certa attrattiva.

L’attuale amministrazione poi si sta distinguendo mirabilmente per un’assenza di progetto reale, non ha proprio l’idea di un obiettivo guida. Stella polare uguale a zero, anzi 1, il Cem.
Isola sperduta in un mare indefinito: bellissima fin che vuoi, ma col vuoto attorno. Ha senso?

Vediamo cosa abbiamo attorno. Una centrale piazza Mercato/ex Camera del Lavoro tristi e squallide, una Casa Ceretti sottoutilizzata e infestata dalla vegetazione, dei lungo fiumi abbandonati e degradati, una storica villa Simonetta che sta cadendo a pezzi, una facciata dell’ edificio della Banca di Novara sul lungolago di Intra che peggio non si può, un ex albergo Eden degna residenza degli spiriti, l’ex caserma dei Carabinieri e l’ex cinema Sociale di Pallanza che stanno degenerando a vista d’occhio, il palazzo Cioia a Suna sempre più preda del degrado, un Museo del Paesaggio di cui non si sente più parlare in rischioso affanno, un’area Acetati che ristagna nel dimenticatoio, una piazza san Vittore riordinata sicuramente di cui però facciamo una gran fatica a comprenderne la funzione nella sua spoglia essenzialità e deturpata da una fatiscente facciata di privati, una quantità indefinita di edifici cadenti e dismessi.

Il colpo di grazia è arrivato col tornado: lungolaghi in ginocchio, le eccellenze di Villa Taranto e San Remigio spolpate, i parchi della città inagibili.
Ha un bel dire il Sindaco che Bregenz è rinata col teatro sul lago. Ma avete presente Bregenz e la sue caratteristiche urbane e ambientali, i pittoreschi vicoli del centro storico, le piste ciclabili sul lago, le offerte turistiche di tipo naturalistico e sportivo, la tradizione musicale austriaca? Quel teatro non è stato un fatto sporadico, ma il complemento di una realtà già predisposta dove cura, manutenzione, ordine, facciate degli edifici, strutture pubbliche e via dicendo non hanno nulla da dichiarare.

Ora si presenta l’opportunità per una riflessione importante: dove vogliamo andare?
Partiamo dalla necessità della ricostruzione del verde e dell’arredo urbano cittadino: sarà un’opera di tamponamento in svariati ambiti fine a se stessi o potrebbe essere il pretesto per incominciare a ridisegnare un’immagine estetica e tematica della città secondo un progetto che possa favorire in futuro un valore aggiunto e qualitativo in modo da poter consegnare un domani alle prossime generazioni ?
Uscendo dal porto di Intra fa capolino un mesto cartello di benvenuto a “Verbania Città dei Giardini “ che ora ha purtroppo perso anche quella modesta attualità che aveva. Così non possiamo fare a meno di ribattere il chiodo sul nostro sogno della Città Giardino che mai come ora si potrebbe incominciare ad accarezzare.

Partendo da una ferrea volontà di voler programmare per gradi le tappe che potrebbero scandire un percorso, dovremmo innanzitutto partire da una ricognizione dell’attuale patrimonio arboreo rimasto in termini di manutenzione, di sostituzione, di regolamentazione sia in vista di speriamo solo ipotetiche catastrofi, sia per rinnovare il look. Un ridisegno dei lungolaghi e dei parchi cittadini potrebbero essere improntato ad elementi distintivi con essenze e arredi specifici per fasce di utenza: ribadiamo che il parco Besozzi Benioli ad esempio potrebbe, data la sua storia, essere un parco interattivo dell’infanzia, mentre il Cavallotti dedicato alla terza età, quello di Villa Giulia della Musica, di Villa Maioni della cultura giovanile, la piazza Mercato il salotto luogo di incontro e socialità, l’Arena (ahimè!) il Parco dell’Acqua.

Se queste oasi tematiche avessero una loro continuità con i Parchi fluviali del San Bernardino e del San Giovanni lungo i quali disegnare sentieristica e percorsi ciclopedonali ricreativi che dal conteto urbano si dipanano verso l’interno in direzione di quella Val Grando di cui potremmo far parte prossimamente, la valenza naturalistico ambientale di Verbania incomincerebbe a diventare una prerogativa appetibile che potrebbe culminare nell’ipotizzato ed eccellente fulcro integrato di Villa Taranto-Villa San Remigio.

E’ questo uno dei filoni su cui lavorare in termini di economia turistica, certo non l’unico, ma siamo convinti che nell’ottica del territorio come risorsa qualche beneficio potrebbe portarlo.
Si tratterebbe di ricomporre una coreografia di sfondo all’interno della quale andrebbero inserite tante altre riflessioni, a partire dal recupero urbanistico fino a gettare le basi per conquistare una nuova tipologia di qualità di vita e di sostenibilità economica e sociale, che ci auguriamo diventino stimolo di discussione costruttiva.

Marcella Zorzit
Lista civica “cittadiniconVoi”



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