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Comitato Salute Vco: "Non c'è mai limite al peggio"

Riceviamo un comunicato del Comitato Salute Vco, riguardante le preoccuopazioni sul Bilancio preventivo del 2013 non ancora approvato dalla Regione Piemonte
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Comitato Salute Vco: "Non c'è mai limite al peggio"
Non abbiamo notizia che il Bilancio preventivo del 2013 sia stato approvato dal Consiglio regionale del Piemonte, sappiamo solo che se questa approvazione non avvenisse entro il 31 marzo, la paralisi amministrativa della Regione sarebbe totale.

Considerati i gravi problemi della sanità si possono solo immaginare le conseguenze di questa assenza di responsabilità.

La protervia decisionale e l'insipienza strategica di questa Amministrazione è sotto gli occhi di tutti. Oltre a perdere pezzi per ragioni giudiziarie e da espulsioni comminate ai dissidenti, resta ancora in sospeso il giudizio di illegittimità sull'elezione del Presidente avvenuta con i voti raccolti da una lista ritenuta irregolare. Ma Cota intanto si è già preparato una via di fuga sicura rimanendo abbarbicato ai 14 mila euro mensili, che gli spettano come parlamentare. Ogni commento è superfluo.

Nonostante questi "successi" , con un Assessore "tecnico" alla sanità che considera una perdita di tempo le discussioni ed il confronto democratico, arriva una nuova brillante "pensata" del nostri governanti. La novità riguarda la costituzione di un fondo immobiliare nel quale far confluire tutte le proprietà della Regione Piemonte che hanno un utilizzo nel settore sanitario. A prima vista parrebbe una decisione razionale , se non provocasse effetti collaterali preoccupanti.

Primo: Tutte le attività ospitate in questi immobili, da proprietari diventerebbero affittuari. Assurdo. Chi, proprietario della propria abitazione, acquistata con fatica, accetterebbe oggi di tornare a pagare l'affitto , in nome di un vantaggio, effimero, rappresentato da una temporanea disponibilità di quattrini? Solo un folle.
Secondo: Questo fondo immobiliare, consentirebbe al Presidente una incontrollata gestione, lontana dal confronto democratico, foriera di decisioni difficilmente contrastabili non esclusa la vendita dell'intero patrimonio ai privati. Una privatizzazione coatta decisa da un uomo solo.

Terzo: Anche questo tentativo si configura come uno degli atti tesi ad escludere il Consiglio Regionale dalle decisioni strategiche che i rappresentanti dei cittadini hanno ricevuto come mandato in elezioni democratiche. Se a ciò aggiungiamo la creazione delle cosiddette "Federazioni" e l'accentramento di ogni decisione non solo sulle politiche, ma anche nella gestione dell'Assistenza, lo sconfortante panorama si completa.

BASTA!
Questo perverso disegno, non deve passare!
Chiediamo che tutte le formazioni politiche, per il bene della comunità, prendano coscienza della necessità di contrastare con forza un tale progetto che sancirebbe la fine della Sanità pubblica.



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