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Dall'Unione Industriale Vco segnali positivi

"Dopo quasi quattro anni di crisi, anche le aziende del Verbano Cusio Ossola tornano a vedere il sereno: crescono infatti tutti gli indicatori principali oggetto dell’indagine relativa al secondo trimestre 2015, quelli relativi all’occupazione, agli ordinativi e alla produzione".
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Dall'Unione Industriale Vco segnali positivi
Tale miglioramento è in linea con il complessivo rafforzamento dello scenario internazionale e nazionale, anche per merito di condizioni di mercato più favorevoli dovute a un euro debole, al Quantitative Easing nonché al calo del prezzo del petrolio.

Il saldo ottimisti-pessimisti relativo alla variabile occupazionale cresce da -11,3 a 0: segnali positivi vengono sia dal numero di aziende che prevede di assumere (il 10,3%, quasi il doppio rispetto al 5,8% di gennaio marzo 2015), sia per quasi l’80% delle aziende (a fronte del 77,1% di inizio 2015) che dichiara di prevedere una forza lavoro costante.

Migliora rispetto allo scorso trimestre anche il dato relativo alla Cassa Integrazione Guadagni, che riguarderà il 17,9% delle aziende interpellate (il valore più basso registrato negli ultimi due anni di rilevazioni), a fronte del 28,6% registrato nel primo trimestre 2015.

Migliora ulteriormente il dato relativo alla produzione, che passa dal valore nullo registrato a gennaio-marzo 2015, a 10,3 di aprile-giugno 2015: continua a diminuire il numero di aziende che dichiara produzione in calo (si passa dal 20% del primo trimestre 2015 al 12,8% del secondo), e per il 64,1% delle stesse il dato non subirà variazioni (in aumento rispetto al 60% registrato a marzo 2015).

Entrambi gli indicatori relativi agli ordinativi tornano a registrare valori positivi: aumenta di circa 20 punti quello relativo agli ordinativi totali, che passa da -5,7 di inizio 2015 a 12,8 di aprile-giugno (il valore più alto registrato negli ultimi due anni), mentre l’indicatore dell’export cresce di circa 25 punti rispetto allo scorso trimestre, passando da -6,7 a 17,3: raddoppia in questo caso il numero di aziende che prevedono un aumento delle proprie esportazioni (da 13,3% a 27,6%).

La redditività delle aziende interpellate migliora notevolmente rispetto a quella registrata nello scorso trimestre; infatti, per il 13,2% degli imprenditori si verificherà un miglioramento della stessa (era solamente il 2,9% nel primo trimestre 2015), mentre il 13,2% degli stessi ne prevede un peggioramento (in calo rispetto al 25,7% del trimestre gennaio-marzo), con un saldo ottimisti-pessimisti che passa da -22,8 a zero.

Migliora anche il dato relativo alla propensione ad investire da parte delle aziende del VCO: solamente il 28,2% delle aziende interpellate dichiara di non prevedere investimenti nel secondo trimestre del 2015, a fronte del 37,1% registrato a marzo, mentre aumenta dal 62,9% al 71,8% anche la percentuale di chi dichiara di voler effettuare investimenti nella propria azienda (e il 20,5% delle stesse prevede investimenti significativi).

Per quel che concerne l’analisi dei dati a consuntivo relativi al 1° trimestre 2015, cala di quasi due punti percentuali il dato relativo al grado di utilizzo degli impianti, che passa dal 69,5% di fine 2014 al 67,9% di gennaio-marzo 2015; migliora invece il dato relativo al carnet ordini, poiché la percentuale di aziende che dichiara ordinativi superiori ai 30 giorni aumenta dal 71,7% del trimestre ottobre-dicembre 2014 al 74,4% di inizio 2015, e di queste il 25,6% (in crescita rispetto al 17,2% della scorsa rilevazione) ne dichiara superiori ai 3 mesi.

Aumentano inoltre i tempi di pagamento medi, sia nel caso di clientela rappresentata da enti pubblici (le aziende dichiarano infatti tempi di attesa pari a circa 7 mesi - 208 giorni precisamente, a fronte dei 160 registrati nel 4° trimestre 2014), sia nei rapporti tra privati, sempre attorno ai tre mesi, ma in lieve crescita (dai 90 giorni registrati a dicembre 2014 si passa ai 93 di inizio 2015).

Infine, aumenta di poco il numero di aziende che lamenta ritardi negli incassi, passando dal 34,3% del quarto trimestre 2014 al 41% del primo trimestre 2015.



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