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PsicoNews: Identità e casa

La casa è in psicologia un concetto tanto semplice quanto complesso, è un simbolo che rispecchia una moltitudine di aspetti del proprietario o affittuario.
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PsicoNews: Identità e casa
Proprio perché simbolo deve essere declinata tenendo sempre presente l’individualità di ognuno, il contesto familiare e personale, di cui va a costituire non solo gli aspetti psicologici individuali ma anche quelli sociali.

Come il nostro corpo, la nostra casa è costruita per soddisfare le nostre esigenze: mangiare, dormire, riprodursi e altro.

Qualche domenica fa, sono finalmente riuscita a passare ventiquattro ore a casa mia, evento che non mi capitava da un bel po’ di tempo.

Quello che mi ha reso contenta è stato potermi godere tutte le comodità di un luogo che ho arredato, cercando di calzarlo su di me e i miei bisogni, come un abito fatto su misura.

Il fatto di non poter dedicare sempre a casa mia il tempo che vorrei (non parlo di riordinare ma anche di stare semplicemente a casa) è una cosa che proprio non mi va!

Tempo fa, un caro professore mi disse che curare la propria casa è come curare se stessi, prima di arredare quella degli altri devi pensare alla tua, perché è da qui che passa una parte di benessere e d’identità.

Vi è mai capitato di entrare in case che proprio non vi piacevano, nonostante magari fossero davvero belle oppure di entrare in case non perfette e/o ordinate però di pensare che fossero delle belle case in cui vivere? La nostra casa ci identifica, è come se simbolicamente mettessimo in oggetti quello che siamo e come stiamo.

“La casa risponde al bisogno del riparo materiale, ma anche a quello della sicurezza e dell'appartenenza a un territorio. La casa quindi, oltre a essere una risposta a un bisogno materiale, è anche un riferimento simbolico che evoca da un lato le proprie radici, l'appartenenza a una famiglia, e dall'altro segna visibilmente la delimitazione di uno spazio agibile rispetto a un altro spazio inagibile, una separazione tra "noi" e gli "altri".

In casa, infatti, si sviluppa il processo di crescita del bambino e della bambina; in casa si impara ad essere autonomi, anche se la vera autonomia si acquista quando si esce di casa e si diventa protagonisti delle proprie scelte. In quest'ottica, infatti, la casa assume un significato ambiguo, perché lo stesso luogo che sostiene e alimenta la crescita e l'autonomia diventa il luogo dei limiti e della separazione. Ciò emerge chiaramente nei percorsi evolutivi dei bambini e degli adolescenti, per i quali l'uscire di casa è un obiettivo che segna la loro maturazione.

Un tempo, per un adolescente ricevere le chiavi di casa era segno di fiducia e di responsabilità ed era una tappa che doveva essere conquistata.”1
Le parole del famoso sociologo Renzo Scortegagna chiariscono bene ciò che significa casa, secondo me.

La casa quindi rappresenta simbolicamente il percorso interiore svolto dal singolo individuo, il proprio percorso di crescita, come spesso mostrato in famose favole, come quella dei Tre Porcellini.

Lavorando in case di riposo, dove spesso gli anziani che sono ricoverati non faranno ritorno alla propria, mi capita di affrontare il loro dolore per la separazione dalla propria casa e la loro dignità.

Generalmente quello di cui gli anziani ricoverati sentono la mancanza non sono i familiari, anzi in struttura hanno molta più vita sociale che a casa propria, ma è proprio l’assenza di alcuni oggetti, che simbolicamente danno corpo a un legame, a una parte della vita ormai passata e a sensazioni che, tramite il proprio luogo, è più facile rievocare e rivivere.

Mi è capitato anche di conoscere persone che non riescono a sopportare una casa e la sfuggono; la vogliono, desiderano averne una, ma è troppo per loro, e non mi riferisco all’aspetto economico, parlo proprio della difficoltà anche solo a pensarsi all’interno di una casa. La difficoltà a volte è quella di crearsi qualcosa di proprio, di avere delle responsabilità, già perché la propria casa è questo: la propria identità di adulto responsabile, con una stabilità e routine, che purtroppo non tutte le persone accettano.
E voi come vi sentite in casa vostra? Provate a osservarla e raccontateci: com’è, come vi rispecchia?

1 Di Renzo Scortegagna - Da Animazione Sociale Gennaio 2013



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