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Discorso eccidio di Fondotoce - Sindaco Marchionini

Riportiamo il discorso effettuato ieri, domenica 21 giugno 2015, dal sindaco Silvia Marchionini, alle celebrazioni in memoria dell'eccidio di Fondotoce.
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Discorso eccidio di Fondotoce - Sindaco Marchionini
Un caloroso saluto alle autorità militari e civili, ai colleghi sindaci, alla delegazione di amministratori venuti qui oggi, ai partigiani, ai familiari di partigiani caduti, ai giovani che per la prima volta partecipate alla cerimonia.

Fondotoce è per le genti della città e della provincia, per chi viene dal milanese, dal varesotto, è il luogo consacrato del nostro e vostro ricordo.

La Val Grande che fa da corona al lago col rastrellamento del giugno di 71 anni fa, è l'altro luogo del cuore, simbolo per le genti delle montagne verbanesi e della confinante Ossola, in cui si fonda la nostra vita comunitaria.

Con un sentimento di inadeguatezza e ritegno guardo ai nomi del sacrario alle spalle, a quelli riportati nelle lapidi,nei cippi sparsi: una forma di rispetto che deriva dalla necessità di non compiere mai gesti retorici soprattutto nei confronti di coloro cui si deve qualcosa.

Questa storia non ci appartiene solo per il coraggio dimostrato al termine della vita. Infatti il loro estremo sacrificio ci ripropone la loro vita intera e vissuta insieme a quanti, consapevoli o no, conducevano la quotidiana lotta alle ingiustizie sociali.

Sono dunque i motivi della libertà e della condizione sociale della gente che devono restare indissolubilmente uniti anche di fronte ai problemi di oggi, mantenendo in tal modo alla Resistenza il suo ruolo storico e il suo significato ancora attuale.

E allora pensiamo alla processione dei 43, fra cui tanti diciottenni, che sfilarono come banditi da Intra, Pallanza, Suna, Fondotoce;e al loro fiero silenzio nonostante le torture. Quanti di noi oggi lo saprebbero fare?

Perchè vedete il silenzio dei torturati che sapevano il proprio destino, e la forza che trasmise Cleonice Tommasetti, la più grande fra tutte, interroga le nostre coscienze.

Ci trasmette il senso che vivere, per dirla come Antonio Gramsci è essere partigiani:”chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano”. La nostra lotta è contro l'indifferenza, quel pensare che non tocchi a noi, ma sentirsi invece chiamati ogni giorno a compiere il nostro dovere e perché ciò che succede non è dovuto al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. E richiede il nostro impegno.

E allora ha un senso ritrovarci qui, oggi, e ricordare ai cittadini e ai giovani questi nomi, dei 42 martiri fucilati a Fondotoce. Per la nostra libertà.

Grazie



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