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Identificativi sulle divise: polemiche in Regione

La proposta di legge al Parlamento nazionale presentata dal consigliere regionale Davide Bono (M5S), sull'identificativo sulle divise delle forze dell'ordine ha generato grandi polemiche in Consiglio regionale.
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Identificativi sulle divise: polemiche in Regione
Alla fine, respingendo l’articolo 1 con 29 voti contrari della maggioranza (si sono espressi a favore solo M5S, Sel, FdS e Biolè del Gruppo misto), la stessa è stata bocciata dal Consiglio.

I gruppi di maggioranza (sono intervenuti i consiglieri Mario Carossa e Michele Marinello della Lega Nord; Augusta Montaruli e Massimiliano Motta di Fratelli d’Italia; Giampiero Leo del Pdl e Sara Franchino dei Pensionati), nel condannare fermamente le recenti violenze anti-Tav nell’area valsusina, hanno assunto una netta posizione contraria alla proposta di legge, sostenendo come “la stessa arrivi nel momento sbagliato, in un periodo di forti tensioni sociali capaci di generare anche fatti di violenza collettiva. Invece di prendere le distanze dalla guerriglia, quella che si maschera i volti e brandisce le bombe molotov, c’è chi dimostra di apprezzare e approva implicitamente questi sistemi contro l’ordine pubblico”.

Tutti i consiglieri della maggioranza hanno poi espresso solidarietà alle stesse forze dell’ordine, sempre più costrette a operare in carenza di mezzi e di organici.
Il presentatore Bono ha giustificato la sua proposta con il fatto che “nell’anonimato delle uniformi e dei caschi, alcuni appartenenti alle forze di polizia, non rispettosi della legge e della funzione che svolgono, riescono a compiere abusi e atti arbitrari senza pagare pegno”.

Nell’opposizione (sono intervenuti i consiglieri Davide Gariglio, Aldo Reschigna, Wilmer Ronzani, Nino Boeti, Mauro Laus e Giuliana Manica del Pd; Fabrizio Biolè del Gruppo misto; Eleonora Artesio di FdS; Monica Cerutti di Sel e Giovanni Negro dell’Udc) si è evidenziata la posizione del Pd e dell’Udc, che non hanno partecipato al voto.

“A chi ci ha accusati di avere due anime al nostro interno e in contrasto tra loro, tanto da aver generato la non partecipazione al voto, diciamo che non ci stiamo a puerili strumentalizzazioni. La nostra posizione è una presa di distanza dalla proposta del M5S; la politica deve mettere in atto anticorpi positivi che ci portino a condannare tutte le forme di violenza. La forza della democrazia è però anche quella di aver avuto il coraggio di denunciare e condannare gli abusi dei poliziotti alla caserma Diaz di Genova”, ha detto il capogruppo Aldo Reschigna.
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