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Game Over – La dipendenza dal gioco non è un gioco

Dopo aver letto alcuni post scritti da noi sul problema gioco d'azzardo, riceviamo dall'associazione Primo Consumo la segnalazione di un progetto chiamato Game Over che si impegna a combattere la ludopatia ed i suoi effetti.
Verbania
Game Over – La dipendenza dal gioco non è un gioco
Se per molti il gioco d’azzardo è un innocuo e sano passatempo, per altri, tuttavia, il giocare può trasformarsi da semplice evasione a sintomo di un vero e proprio disturbo patologico definito ludopatia.

Già dal 1980 gli studiosi del fenomeno hanno riconosciuto la dipendenza da gioco come patologia. Nel 1992 l’OMS ha definito il gioco d’azzardo compulsivo una “forma morbosa chiaramente identificata”. Studi scientifici stimano che attualmente la percentuale di persone che possono essere colpite da gioco d’azzardo patologico (GAP) può raggiungere il 3% della popolazione.

Alla luce di ciò Primo Consumo, in partnership con Codere italia spa, si preoccupa, con il progetto “Game Over – La dipendenza dal gioco non è un gioco”, di tutelare la salute psicofisica dei giocatori attraverso una serie di iniziative e servizi volti a promuovere il gioco responsabile e a prevenire il diffondersi della ludopatia.

Nell’ambito del progetto è stato attivato da settembre 2011 per i giocatori e loro familiari

CENTRO DI ASCOLTO PSICOLOGICO NAZIONALE GAME OVER
NUMERO VERDE 800.185.453
Sostegno psicologico – Informazioni - Orientamento
attivo 5 giorni su 7, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00
(chiamata gratuita sia da telefono fisso che da cellulare)

il servizio è coordinato da psicologi e psicoterapeuti esperti di problematiche psicologiche legate al gioco d’azzardo che direttamente accolgono le chiamate dei giocatori e dei familiari, rispondendo in modo efficace, mirato e personalizzato alle richieste delle persone che contattano il Centro.

Il Centro di ascolto Game Over:
1. prevede un immediato intervento sulla crisi, con servizi di informazione e orientamento personalizzati in base alle richieste e alla specifica situazione.
2. prevede percorsi di sostegno con uno psicologo di riferimento volti ad accompagnare la persona verso strategie e soluzioni più funzionali alla gestione della sua condizione di gioco;
3. garantisce agli utenti il completo anonimato, tutela della privacy e segreto professionale
4. dispone, inoltre, di un database nazionale aggiornato sulle principali risorse e centri pubblici o privati convenzionati presenti in Italia che si dedicano alla cura e al trattamento delle ludopatie. Gli psicologi del centro d’ascolto sono in grado di dare informazioni chiare che possano garantire la maggiore facilità di accesso possibile ai servizi in base al bisogno dell’utente

Grazie al Centro d’Ascolto Game Over è possibile quindi intervenire per prevenire l’insorgere di condizioni patologiche e l’aggravarsi di situazioni già problematiche legate alla dipendenza da gioco d’azzardo e, laddove necessiti, è possibile indirizzare l’utente presso strutture territoriali specifiche per il problema.

L’attivazione del NUMERO VERDE 800.185.453 consente di offrire un servizio totalmente gratuito (sia da telefono fisso che da cellulare), agevolando l’accesso anche alle persone con disagio economico che possono contattare il Centro per ricevere i servizi di sostegno psicologico e informazioni. La gratuità del servizio si rileva particolarmente utile per una popolazione che, proprio in virtù delle problematicità legate al gioco, spesso può trovarsi in condizioni economiche anche molto critiche.

Un’ulteriore caratteristica del servizio è il rispetto dell’anonimato della persona che contatta il Centro d’ascolto. Tale aspetto può consentire di formulare una prima richiesta d’aiuto tutelando la propria intimità e la propria riservatezza, mantenendo quella che può essere percepita dal giocatore come una sorta di “distanza di sicurezza” nella quale poter esprimere il proprio disagio.

Il giocatore patologico è spesso vittima di sentimenti di colpa e di vergogna che rappresentano un ostacolo notevole alla formulazione di una richiesta di aiuto. La consapevolezza di poter contattare su specialisti in forma totalmente anonima rappresenta uno stimolo a compiere quel primo, difficile passo nell’ammissione, in primo luogo a se stessi, di avere un problema legato al gioco.

Lo psicologo del Centro di ascolto è quindi presente, pronto ad accogliere, sostenere, orientare ed informare con professionalità anche in una sola telefonata. È tuttavia previsto che la persona, sia essa il giocatore o il familiare, possa contattare ulteriormente lo psicologo ed intraprendere un percorso di accompagnamento e di sostegno, avvalendosi delle risorse presenti sul territorio.

Nel gioco d’azzardo patologico sono frequenti menzogne, segreti e le “cose non dette” tendono ad invadere l’esperienza del soggetto e della famiglia. Nel supporto psicologico il mezzo telefonico può rappresentare uno “spazio” particolarmente “abitabile” che il chiamante fa proprio ed utilizza per l’espressione di sentimenti che ha altrove difficoltà a manifestare.

È utile ricordare che nel momento in cui una persona decide di contattare un numero verde sta già attuando un processo complesso che si fonda sulla consapevolezza di avere un problema, consapevolezza che è alla base di un percorso terapeutico e riabilitativo. La persona apre uno spiraglio nella sua sofferenza verso l’esterno, lo specialista all’altro capo del telefono coglie il gesto, l’intenzione e il bisogno del soggetto con gli strumenti professionali e umani necessari ad un intervento mirato ed efficace.
Il Centro di ascolto eroga tre principali servizi: “Sostegno psicologico”, “informazione” e “orientamento”.

Sostenere psicologicamente. È l’attività che impegna maggiormente gli psicologi del Centro di ascolto. Il servizio di sostegno psicologico, può contribuire in modo sistematico e scientificamente valido, all’attivazione di risorse della persona, alla soluzione di problemi, alla sperimentazione di vissuti di sollievo, al miglioramento di capacità comunicative, alla correzione di idee disfunzionali.

Ecco perché parliamo di “terapia di sostegno psicologico”. Questa può attuarsi nella sola prima telefonata, oppure svilupparsi nel tempo. Chi contatta il centro d’ascolto può, infatti, instaurare un rapporto di sostegno duraturo e sistematico con uno stesso psicologo, lungo il corso delle fasi problematiche legate al rapporto con il gioco; si attua così una vera e propria presa in carico della persona.

Alcuni dei più frequenti interventi di sostegno mirano ad affrontare e gestire le emozioni spiacevoli quali vergogna, colpa, ansia, depressione; la difficoltà a chiedere aiuto; le crisi delle relazioni in famiglia; i problemi di comunicazione; i disagi indotti dalla ludopatia nelle sue varie fasi.

Informare. Per raggiungere le risorse che soddisfano i propri bisogni, si necessita fondamentalmente di informazioni. Per motivi di urgenza del disagio e di complessità del bisogno, la persona può non essere in grado di ottenere da sola le informazioni corrette e mirate. Deve quindi rivolgersi ad “esperti” o a specifiche fonti.

Il Centro di ascolto è una di queste fonti e fino a questo punto svolge una funzione simile a quella di tanti altri call center, sportelli informativi o siti internet. L’aspetto che lo distingue da altri servizi “dispensatori” di informazioni è che queste sono offerte in modo attivo, mirato e centrato su bisogni specifici di ciascuna persona che contatta il Centro.

Le informazioni offerte riguardano le risorse sociali e sanitarie nazionali per la diagnosi, la cura, l’assistenza nell’ambito del gioco d’azzardo patologico (Sert, comunità, centri clinici, Giocatori anonimi, ecc.)

Orientare. La parola “orientamento” richiama alla mente il suo contrario: “disorientamento”, “smarrimento”, e ciò lascia trasparire l’area dei bisogni che questo servizio mira a soddisfare. Nella ludopatia la persona si trova in una condizione sociale, psicologica, fisica, affettiva ed economica di sbandamento, di perdita di certezze, di fronteggiamento di problemi complessi, multipli e pressanti.

La persona può sentirsi “confusa”, “smarrita”, “in balia degli eventi”, “disorientata”. Come per le informazioni anche l’orientamento è offerto dal Centro in modo propositivo. Orientare è un’arte che richiede innanzi tutto ascolto competente. Sarebbe più corretto dire che si aiuta la persona (processo di empowerment) ad orientarsi piuttosto che “orientarla”. Le si forniscono comunque sostegno e informazioni precise, chiare, essenziali per poter riprendere la strada smarrita o tracciare un nuovo sentiero.



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