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Basta pubblicità al gioco d’azzardo

Il sindaco di Reggio Calabria nonchè presidente dell'Anci (associazione nazionale comuni italiani), chiede al governo una legge anti pubbilcità sul gioco d'azzardo, e il potere ai sindaci di regolamentare gli orari di gioco, onde scongiurare un'altro caso Verbania.
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 Basta pubblicità al gioco d’azzardo
Per contrastare il gioco d'azzardo – che oltre ad essere divenuta un emergenza sociale, è il settore in cui è più facile e conveniente per la malavita il “lavaggio” del denaro sporco – le richieste che il sindaco di Reggio e presidente dell'Anci , Graziano Delrio, rivolge a governo e a parlamento sono poche e mirate.

Nessuna regola da “far west”, ma il potere di intervenire senza rischiare, come è accaduto al primo cittadino di Verbania, di vedersi recapitare una richiesta di danni milionaria per aver cercato di limitare l'orario in cui le slot machine possono essere in funzione nel suo paese.

Per il primo cittadino di Reggio occorre che «lo Stato smetta di fare pubblicità al gioco, così come ha fatto per il fumo, e riconosca la patologia derivante dalla dipendenza da gioco per i giocatori compulsivi. Inoltre, ai sindaci deve essere data la possibilità di regolamentare la presenza delle slot machine sul proprio territorio».

Il che significa, in pratica, dare ai sindaci la possibilità di poter chiudere i locali in cui sono presenti le macchinette “mangiasoldi”, se non rispettano le regole e di poter regolare gli orari di apertura e il numero delle macchinette.

Tutte richieste che sono il linea con quelle del Conagga, (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d'azzardo) e del Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), di cui il referente è il reggiano Matteo Iori, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, sottolinea Delrio.

La richiesta dei sindaci di un intervento da parte dello Stato è ormai una costante. Basta scorrere il sito dell'Anci per rendersi conto di come il gioco di azzardo sia considerata una emergenza nazionale. A Torino, Udine, Verbania solo per citare gli ultimi casi.

Nel capoluogo piemontese, il Comune in stretta collaborazione con la Questura, analizzerà il fenomeno dei giochi, sia legali sia illegali, per tutelare le vittime e smantellare gli esercizi commerciali di copertura di attività illegali e l'usura.

A Udine, invece, il primo cittadino ha sospeso per un anno tutte le autorizzazioni per i locali dedicati al gioco di azzardo, mentre a Verbania il primo cittadino Zacchera ha dovuto fare i conti con la sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima l'ordinanza del Comune che limitava l'orario di funzionamento delle slot machine dalle 15 alle 22 e ha deciso di ricorrere contro la richiesta di risarcimento di oltre un milione di euro avanzata da una delle ditte che gestiscono slot machine.

Sono tuttavia misure limitate attraverso le quali i sindaci cercano di farsi sentire, ma che richiedono evidentemente una presa di posizione forte da parte di chi può di più: lo Stato.
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