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Resoconto assemblea congressuale di Cittadinanzattiva

Riceviamo e pubblichiamo, il comunicato sull'Assemblea congressuale di Cittadinanzattiva svoltosi lo scorso 16 marzo.
Verbania
Resoconto assemblea congressuale di Cittadinanzattiva
Ogni associazione a carattere nazionale e che lavora con le diverse ramificazioni regionali ha la necessità di riunire periodicamente a congresso i propri associati, per fare il punto dell'azione ed elaborare una strategia per il futuro.

Anche "Cittadinanzattiva" non può essere da meno, soprattutto perché fra le sue molteplici attività esprime anche quella del "Tribunale per i diritti del malato", che tanto peso ha nella verifica della qualità e della funzionalità dei Servizi Sanitari erogati ai cittadini.

Per adempiere a questo dettato statutario, la sezione locale di Verbania-Omegna dell'Associazione la sera del 16 marzo ha tenuto la propria Assemblea congressuale per eleggere, oltre al Coordinatore locale, anche i delegati che rappresenteranno il territorio al Congresso regionale del 9 aprile a Torino.

La presenza del Direttore Generale dell'Asl 14 dr. Caruso e del Presidente provinciale della Federazione Medici di Medicina Generale (FIMMG) dr. Ravasio ha offerto ai presenti una preziosa opportunità di approfondimento sui temi sanitari locali, che il nostro Coordinatore, dr. Malavasi, ha puntualmente introdotto nella sua relazione di apertura.

Prima egli ha tracciato un quadro della situazione nazionale, con una progressiva diminuzione di risorse, che sta provocando lievitazione dei ticket, allungamento delle liste di attesa ecc., fatti che costringono i cittadini a rivolgersi al "Privato", causando oneri aggiuntivi all'Asl. Anche l'ultimo decreto sulla "appropriatezza", cioè sulla limitazione di esami e visite specialistiche, ha provocato la protesta di Cittadinanza attiva: "si tratta di un taglio lineare di risorse, che penalizza una consistente fascia di cittadini".

La Conferenza regionale, tenutasi a Torino nel dicembre 2015 e avente per tema "Sanità e comunità locali", ha prodotto un documento che indica tre azioni strategiche: la costruzione di un sistema regionale integrato dell’emergenza-urgenza; lo sviluppo del territorio e lo sviluppo della partecipazione, che sono state poi illustrate dal Segretario Regionale di "Cittadinanza attiva" dr. Terzi, presente all'Assemblea.

Sul piano locale, il dr. Malavasi si è soffermato sull'avvio dei Gruppi di lavoro, nell'ambito della Conferenza di partecipazione dell'ASL del VCO, nella quale sono presenti tutte le Associazioni che danno vita insieme ai funzionari dell'ASL 14 a due gruppi congiunti di lavoro: il primo focalizzato sulle fragilità, il secondo sui diritti/doveri relativi alla salute.

E ancora, lo scorso dicembre, la valutazione del grado di umanizzazione dei servizi sanitari erogati dagli ospedali del VCO, effettuata in collaborazione con i responsabili dell'ASL, ha prodotto un "Piano di miglioramento" in 8 punti, che è stato già sottoposto al Direttore Generale e che sarà realizzato nel 2016.

Per quanto riguarda la Sanità territoriale, il dr. Malavasi ha affermato che è compito dell’ASL promuovere e potenziare la medicina del territorio, attuando quanto previsto dal “Patto per la Salute", realizzando l’aggregazione dei medici di famiglia (le AFT) e la casa della salute. La bozza del programma, consegnata alla Regione tre mesi fa, prevede 11 interventi volti a risolvere le più importanti criticità riscontrate.

Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato (TdM) è un’organizzazione presente su tutto il territorio nazionale e lavora per la tutela dei diritti. Ciò significa essere prossimi ai bisogni delle persone, ma anche lavorare per qualificare la partecipazione e collaborare con tutti per migliorare la qualità dei servizi sanitari e assistenziali erogati ai cittadini. Per questo il dr. Malavasi ha concluso il suo intervento con un appello: "ll futuro ha bisogno di noi e noi abbiamo bisogno di pensare a un futuro migliore".

E veniamo agli interventi. Al dr. Ravasio, va riconosciuto il merito di aver sempre sostenuto che la medicina territoriale è indispensabile, non solo per superare una visione distorta di una sanità "ospedalocentrica", ma soprattutto per restituire alla funzione ospedaliera il ruolo di cura delle acuzie.

La regionalizzazione della sanità, a suo giudizio, ha anche prodotto una disomogeneità nei comportamenti e nell'organizzazione delle attività, acuendo differenze persino nell'erogazione dei servizi. Non si è partiti dalle necessità dei cittadini per costruire la rete dei servizi, ma in senso opposto.

Per presidiare efficacemente il territorio oggi non bastano gli studi medici associati. La Sanità tradizionale non è più adeguata alle nuove necessità; ma per cambiare, oltre a strutture e personale, è necessario un cambiamento culturale non solo nei cittadini, ma anche nei medici.

Per cominciare, il dr. Ravasio ha avanzato una proposta interessante, che potrebbe essere realizzata indipendentemente da altri cambiamenti organizzativi, ovvero quella di collegare i Medici di famiglia con gli specialisti dell'ospedale. I vantaggi non necessitano di spiegazione.

In riferimento al decreto "appropriatezza" il dr. Ravasio rileva che diverse cose scritte nel documento non sono realizzabili e questo dimostra ancora una volta che questo Governo, al pari dei precedenti, non si sta occupando seriamente di Sanità.

Il dr.Caruso, ha espresso la convinzione che un accentramento decisionale della sanità non risolverebbe il problema della cattiva gestione che si rileva in alcune Regioni. Ritiene, invece, che sia più utile valutare il modo di operare delle Amministrazioni regionali. Alcune hanno lavorato bene, altre meno bene.

Bisogna essere consapevoli che le risorse sono finite e che anche per il futuro non c'è da aspettarsi che aumentino. I debiti accumulati in passato vanno, quindi, pagati con i soldi dei cittadini.

Per quanto riguarda la sanità territoriale, il dr. Caruso, ha rilevato che in un territorio come il V.C.O. il Piano di Assistenza Territoriale (P.A.T.), non può essere unico perché, a suo avviso, le tre aree della provincia hanno necessità e storie diverse e vanno, quindi, trattate separatamente. La sola cosa che può essere in comune è la Centrale di Emergenza Territoriale.

La bozza del PAT, consegnata alla Regione alla fine di dicembre, è in corso di valutazione e si presume che sarà approvata entro la fine del corrente mese di marzo.

Al termine dell'intervento del dr.Caruso, l'Assemblea ha proceduto all'elezione del nuovo Coordinatore. Per il prossimo biennio è stato confermato il dr. Romano Malavasi, mentre i delegati che parteciperanno al Congresso Regionale saranno lo stesso Romano Malavasi, Roberto Gentina e Bruno Lo Duca di Verbania, Francesco Baldioli e Guido Caldi di Omegna.



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