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PsicoNews: La strategia del datore di lavoro

Chi è alla ricerca di lavoro spesso non tiene in considerazione le modalità con cui un datore di lavoro cerca di ricoprire un posto vacante, il rischio è che domanda e offerta non riescano sempre ad incontrarsi.
Verbania
PsicoNews: La strategia del datore di lavoro
Durante la scorsa settimana, mi è capitato di parlare con una persona del suo lavoro, si tratta di un lavoro di nicchia, dove il mercato non è particolarmente ampio, ma quello che mi ha interessato molto è stato che questa persona ha scelto lei l’azienda in cui avrebbe gradito lavorare e, da lì in avanti, ha cercato in ogni modo di farsi assumere, non mollando mai; quando mi ha raccontato questa divertente storia, ricca anche d’incontri “casuali” e appostamenti simil stalker, mi sono detta che io una persona tanto motivata a entrare nella mia azienda l’avrei assunta, ma non per le capacità effettive rispetto alla propria mansione, per la caparbietà e la determinazione dimostrate.

Non intendo che sia necessario rischiare una denuncia per stalking per ottenere un posto di lavoro, ma alle volte è necessario guardare la situazione da una prospettiva un po’ diversa … ossia dalla prospettiva del datore di lavoro.

Forse non ci avete mai pensato, la maggior parte delle persone cerca lavoro facendo una serie di azioni che tutti compiono, senza distinguersi dalla massa (purtroppo numerosissima), invece non pensa a come un datore di lavoro cerchi realmente un collaboratore, anzi per dirla tutta: chi cerca lavoro lo fa all’esatto contrario rispetto a chi il lavoro lo può dare.

Un datore di lavoro ricopre un posto vacante generalmente nei seguenti modi:
1. Dall’interno: tramite la promozione di qualche dipendente, assumendo un proprio consulente esterno, modificando un contratto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato. Il datore utilizza una strategia a basso rischio, assumendo qualcuno di cui conosce le competenze, poiché vuole portare a casa un risultato utile all’azienda. Sarebbe utile provare a ottenere una collaborazione, anche temporanea, con un’azienda che v’interessa, nella speranza che in caso di necessità siate tenuti in considerazione.

2. Basandosi su prove concrete di possesso delle competenze richieste: il datore assume una persona sconosciuta ma ha bisogno di prove tangibili sulle competenze utili all’azienda (progettazione d’interventi, resoconto di casi seguiti ecc.). Nel mercato esiste una specie di “media”, le persone tendono ad acquistare un servizio dopo esserne venuti in contatto circa 7 volte, questo significa averne provato una parte, aver parlato con qualcuno che il servizio l’ha provato sulla propria pelle e molto altro; anche nel mercato del lavoro più classico funziona un po’ così, tirate fuori l’argentaria quando cercate lavoro, presentatevi con una specie di portfolio (non posso sapere che tipo di lavoro ognuno stia cercando quindi provate ad adattarlo alla vostra necessità), ma mi raccomando che sia tarato sulle esigenze del datore di lavoro.

3. Facendosi consigliare qualcuno da assumere dalle proprie persone di fiducia (amici o colleghi): il datore ha bisogno di avere la garanzia della vostra competenza da qualcuno che per lui sia una persona di fiducia. Trovate qualcuno che conosca come lavorate e vi possa presentare al datore di lavoro di vostro interesse. Tenete presente che in economia esiste il principio di Pareto, la legge 80/20, secondo la quale la maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause (80 % degli effetti è dovuto al 20% delle cause), nel nostro caso applicabile in questo senso: l’80% di quello che guadagnate grazie alle vostre relazioni professionali deriva dal 20% delle persone che conoscete. Aumentate il vostro 20% ;)

4. Usando un’agenzia di fiducia: selezione da parte di agenzia specializzata.
5. Pubblicando un annuncio: giornali o internet.
6. Ricorrendo al Curriculum Vitae: quando gli altri canali non funzionano, il datore attinge dai CV presenti in azienda, anche quelli inviati spontaneamente.

Alla luce di tutto questo, non è strano, invece, che chi cerca lavoro, generalmente, lo faccia al contrario?
Riuscire a usare più strategie insieme nella ricerca di lavoro, non il solo CV, aumenta le probabilità di ottenere qualcosa, quindi perché non tentare? In fondo non si perde nulla, al massimo si guadagna qualcosa.

E voi? Come cercate lavoro di solito?

Buona Pasqua a tutti
Mara Rongo

Fonte:
“Il trova Lavoro. Manuale di sopravvivenza”, di Richard N. Bolles, ed. Sonda, 2010



1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Giovanni% 1E invece funziona così....
Giovanni%
23 Marzo 2016 - 09:14
 
In Italia in linea di massima per il posto di lavoro reale e decente si ricorre al canale delle conoscenze, segnalati, amci ecc.
Gli altri canali permangono per le seguenti categorie:
- l'azienda, quando proprio avverte la nessità e sta con l'acua alla gola, cerca uno specialista per una tale tipologia di lavoro;
- lavori di infimo livello, precariato, caporalato ecc.
Non c'è tanta psicologia....



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