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Spazio Bimbi: Bambini troppo vivaci: che fare?

Molti genitori si trovano a dover fare i conti con bambini eccessivamente irrequieti, che corrono dappertutto, urlano, si distraggono troppo facilmente e fanno fatica a mantenere la concentrazione, agiscono impulsivamente e non tollerano la frustrazione. Queste manifestazioni potrebbero essere attribuite al disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD). Oltre ad essere una condizione difficile per il bambino, lo è spesso anche per chi vive accanto a lui. Ecco alcuni consigli per gestire al meglio la situazione.
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Spazio Bimbi: Bambini troppo vivaci: che fare?
ADHD (Attention Deficit HyperactivityDisorder) è l’acronimo inglese usato per indicare il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività. Nel DSM 5 rientra tra i disturbi del neurosviluppo ed è caratterizzato dall’incapacità a mantenere attenzione prolungata, da impulsività e iperattività. I sintomi si manifestano entro i 12 anni e sono presenti in diversi contesti sociali (ad esempio a casa, con gli amici e a scuola).

Per prima cosa quando si sospetta la presenza diquesto disturbo il bambino va sottoposto ad un’accurata valutazione psicologica condotta da uno psicologo e/o da un neuropsichiatra infantile. L’iter diagnostico prevede di solito la raccolta di informazioni da diverse fonti (come genitori, insegnanti e il bambino stesso) con interviste semistrutturate e/o questionari, colloqui con paziente e familiari e unavalutazione testistica approfondita per conoscere le difficoltà e i punti di forza del soggetto in questione.

Un bambino che manifesta questa sindrome è generalmente di intelligenza del tutto normale; tuttavia presenta un basso livello di attenzione, un eccesso di impulsività ed iperattività. E' bene sottolineare come in alcuni bambini possa prevalere maggiormente l'impulsività (il classico bambino che "agisce prima di pensare"), in altri di più il problema dell'attenzione, in altri ancora l'eccesso di attività. Di solito comunque i tre sintomi, pur con intensità diversa, coesistono.

Vediamo di seguito alcune strategie ed accorgimenti utili per gestire al meglio questa condizione.

Mantenete il più possibile un atteggiamento positivo. Arrabbiarsi o alzare la voce non serve a niente, non fa che peggiorare la situazione.Cercare di mantenere la calma, assumere una posizione ferma ed un tono di voce pacato.

Stabilire routine fisse e regole chiare. Concordate in anticipo con il vostro bambino l’orario per i compiti, la TV, il gioco e le varie attività. Il bambino iperattivo ha bisogno di situazioni ben strutturate. Non modificate la routine stabilita senza prima comunicarla a vostro figlio. Adottate poche regole ben precise per indicare quello che vi aspettate dal bambino in certe situazioni. Scrivete tali regole e stabilite in anticipo anche le conseguenze cui il bambino andrà incontro per ogni infrazione.

Aumentate le gratificazioni per i comportamenti desiderabili. Cercate di lodare le azioni positive, invece di criticare gli errori. Inizialmente si possono usare premi tangibili (adesivi, giochi) e successivamente gli elogi. Inoltre, evitate di dire al bambino quali comportamenti non deve tenere, piuttosto ditegli che cosa desiderate che faccia e spiegategli perché. Ricordiamoci che più il bambino riesce nel proprio intento e viene gratificato, più inizia a riconoscersi come una persona di successo, innalzando il proprio livello di autostima, necessaria per avere maggiore successo in futuro.

Dare al bambino dei momenti durante il giorno per poter correre liberamente, muoversi o fare dello sport. L’attività fisica è uno dei modi più facili ed efficaci per ridurre i sintomi del disturbo, perché stimola l’attenzione e la concentrazione.

Suddividete i compiti complessi in obiettivi più piccoli. Quando fate qualche richiesta al bambino o gli date delle istruzioni, siate molto chiari e non date mai più di una o due istruzioni per volta. Chiedete al bambino di ripetere quello che gli avete spiegato prima che inizi a fare qualcosa. Suddividere le richieste (es. riordina la tua stanza) in compiti più piccoli e limitati (es. raccogli i giocattoli, metti i vestiti nell’armadio, ecc.).

Infine, come genitori cercate di ricavare alcuni momenti da dedicare a voi stessi, senza sensi di colpa, ne avete bisogno.I genitori di un bambino con ADHD si confrontano quotidianamente con diverse difficoltà legate sia alla gestione del proprio figlio che alle lamentele di insegnanti e di altri genitori. Tutto ciò porta a tensioni famigliari, alla rinuncia di certe attività, e suscita sentimenti di impotenza e frustrazione che non fanno altro che alimentare il rapporto conflittuale con il bambino, rischiando di esacerbare le sue problematiche.

Per questo motivo, oltre ad un aiuto individualizzato al bambino,è importante che vengano supportati dagli esperti anche i genitori, sia spiegando loro una serie di tecniche che permettono al figlio di gestire in modo più adeguato e consapevole le sue difficoltà, sia offrendo loro un sostegno psicologico nei momenti particolarmente critici.

Dott.ssa Michela Bottacchi
La Girandola
lagirandola.spe@outlook.it



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