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La Cultura fa bene anche nel Vco

28 musei, 26 biblioteche, 8 Parchi, 42 tra monumenti architetture, molti eventi di rilievo tra teatro rassegne letterarie sagre e mostre: questi sono alcuni dei numeri della cultura nel VCO.
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La Cultura fa bene anche nel Vco
Cultura che non fa solo bene alla mente e all’anima ma anche all’economia: sfiorano infatti i 6.500 gli addetti nel settore “culturale” nel VCO, quasi il 10% del totale degli occupati in provincia.

È quanto emerge dall’analisi realizzata dalla Camera di commercio del VCO, sulla base di dati SMAIL, il sistema di monitoraggio annuale delle imprese e del lavoro e del Piano strategico culturale per il VCO, progetto per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale realizzato insieme a Provincia e Distretto dei Laghi, con il supporto e finanziamento della Fondazione Cariplo.

Il sistema imprenditoriale attivo nel comparto culturale, inteso in senso allargato come l’insieme delle attività di edilizia ed architettura, enogastronomia e produzioni tipiche, industrie culturali e produzioni di natura artigiana, conta 6.480 addetti e 2.370 unità locali, circa il 16% del totale provinciale.

Dall’analisi dei dati SMAIL è evidente come gli addetti operanti in attività culturali tra cui l’organizzazione di corsi di formazione e spettacoli di intrattenimento: +6,2% nell’ultimo anno analizzato, registrino performance migliori rispetto all’andamento generale del mercato del lavoro provinciale -1%, anche se in valore assoluto l’incremento riguarda poco più di una decina di unità. I dati negativi legati al settore culturale in generale (-2,6% tra il 2011 e 2012) sono influenzati soprattutto dal momento di difficoltà del comparto edile e delle imprese artigiane, che hanno visto una rapida e costante flessione del numero degli addetti rispetto agli anni pre crisi.

A questi vanno aggiunti gli oltre 14.000 volontari censiti dal Censimento Istat delle istituzioni non profit (vedi dettaglio infra) e gli addetti della Pubblica Amministrazione che non trovano evidenza all’interno dell’archivio SMAIL.

Analizzando nel dettaglio l’occupazione del comparto culturale allargato del VCO si evidenzia che la produzione di natura artigiana e industriale sia fortemente influenzata dalle dinamiche dei servizi connessi alla legatoria ed alla stampa (circa 36% del totale comparto) in flessione di un centinaio di addetti rispetto al 2007.

Quasi 3 addetti su 10 trovano occupazione nel commercio al dettaglio di oggetti d’arte e chincaglierie: quasi 150 addetti, in aumento rispetto al 2007. Sono invece circa 200 (3% del totale) gli addetti alla produzione di beni e attività legate a cultura e creazioni artistiche – non molti forse – ma rappresentano il core business del comparto culturale.

La dinamica legata al mercato del lavoro è positiva, seppur legata a piccoli numeri (32 addetti in più rispetto al 2007). Oltre la metà degli addetti, circa un centinaio in provincia, si occupa di organizzazione e gestione di corsi di formazione e aggiornamento professionale, +3 addetti rispetto al 2011.

Il settore culturale del VCO può essere analizzato e confrontato con le performance degli altri territori, utilizzando i dati 2012 elaborati da Unioncamere e Fondazione Symbola nel rapporto annuale “Io Sono Cultura. L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”. Dall’analisi di questi dati la provincia del Verbano Cusio Ossola presenta un’incidenza pari al 4,5% del settore culturale sul totale dell’economia e si posiziona al 54°posto tra le province italiane. Il valore aggiunto complessivo del settore culturale per il VCO è stimato pari a circa 146 milioni di euro.

Prendendo in esame le province alpine1, con caratteristiche economiche, morfologiche e demografiche simili, si registra per il VCO una migliore performance rispetto a Sondrio e Belluno, rispettivamente al 57esimo e 66esimo posto della classifica nazionale: meno del 5% del totale addetti opera nel comparto culturale.

Osservando il numero di occupati, circa il 5% degli addetti della provincia del VCO lavora nel settore culturale (47°posto a livello nazionale), l’incidenza sul totale degli occupati è superiore rispetto alle province piemontesi di Vercelli (67° posto) e Biella (60°posto).

Rapportando il valore aggiunto prodotto dal sistema cultura con la popolazione residente nelle province piemontesi si registra come nel VCO ogni abitante produca circa 900 € di valore aggiunto, un valore inferiore alle altre province piemontesi (la media regionale sfiora i 1.500 €).

A livello nazionale, le imprese del sistema produttivo culturale sono quasi 460 mila, il 7,5% del totale delle attività economiche nazionali. A queste imprese dobbiamo 75,5 miliardi di euro di valore aggiunto. In queste imprese lavora il 5,7% del totale degli occupati del Paese, quasi 1,5 milioni di persone: +0,5% in un anno, mentre l’economia perdeva lo 0,3%.

La cultura non è solo una risorsa anticiclica ma ha anche una forte
“capacità moltiplicativa”. Infatti il settore culturale possiede un moltiplicatore pari a 1,7: ogni euro di valore aggiunto ne attiva – nel commercio, nel turismo, nei trasporti ma anche in edilizia e agricoltura – altri 1,7. Gli 80,8 miliardi prodotti nel 2012 dal sistema culturale nel suo complesso, ne mettono in moto altri 133, arrivando tra diretto ed indotto, a circa 214,2 miliardi. Il 15,3% dell’economia nazionale.

Il Censimento Istat delle istituzioni non profit, la cui rilevazione è stata condotta dalla Camera di commercio nei mesi da ottobre a dicembre 2012, conferma la forte presenza di associazioni culturali e sportive nella provincia del VCO. Delle oltre 1.300 associazioni non profit censite, oltre il 68% sono impegnate in attività di cultura, sport e ricreazione (in v.a. 920 associazioni).

Sfiorano i 22.500 i volontari che prestano gratuitamente il loro tempo nelle associazioni, di questi 14.500 sono impegnati in attività culturali e sportive. Nel dettaglio: circa 6.000 in attività ricreative di socializzazione, 4.000 in attività artistiche e 4.600 nello sport. Il settore culturale nel VCO è gestito principalmente da forze volontarie: sono circa il 6% gli addetti che lavorano nel settore (92 in v.a. su circa 1.450 addetti in totale censiti).

Il raffronto con gli altri territori conferma come il VCO sia terra votata al “sociale”. Rapporto il numero dei volontari con i residenti (*100) il VCO registra un indicatore di 14, dato più elevato della media italiana (8) e regionale (9,5). Inoltre è evidente come le associazioni locali siano numericamente strutturate al loro interno: circa 17 volontari per associazione, dato superiore, seppur di poco, con la media nazionale e regionale.
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