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Nobili: "Da Poste Italiane ci si aspetta uno sforzo in più"

Razionalizzazione del personale e degli sportelli postali. Nobili: “Da Poste Italiane ci si aspetta un sforzo in più. Non possono sempre procedere con tagli orizzontali. Vanno individuati nuovi servizi che amplino l’offerta dei loro uffici, soprattutto nei paesi di montagna”.
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Nobili: "Da Poste Italiane ci si aspetta uno sforzo in più"
Il Presidente Massimo Nobili ha scritto ai vertici regionali – interessando altresì i parlamentari locali – sulla preoccupante situazione che potrebbe crearsi nei numeri del personale e sportelli postali stando alle segnalazioni sindacali. Il Piemonte di fatto rientrerebbe in una sperimentazione che comporterebbe su base regionale tagli per centinaia di addetti. Il piano di razionalizzazione di Poste Italiane proseguirebbe inoltre con un’ulteriore riduzione degli uffici su tutto il territorio nazionale, non risparmiando le zone più marginali e meno densamente abitate come quelle di montagna.

“Per il VCO si parla di una ventina di esuberi. Se questo fosse confermato – dice il Presidente Massimo Nobili – sarebbe un ulteriore indebolimento sul piano occupazionale e del servizio di Poste nella nostra Provincia, che già è stata sacrificata con la sperimentazione aziendale del 2007 quando si sono persi una quarantina di posti di lavoro e il Centro Postale Operativo di Domodossola, a cui si è aggiunto il taglio di 15 portalettere nel 2010. Tutto questo in un momento di particolare debolezza dell’assetto occupazionale ed economico locale, con tutti i riflessi che ciò comporta sul piano dell’erogazione dei servizi al cittadino”.

“Apprendo con favore che il Presidente del Consiglio Regionale Cattaneo si sia immediatamente fatto firmatario di un ordine del giorno per porre freno a questa continua spogliazione del servizio postale in un territorio quale il VCO che non è assolutamente assimilabile a quello urbano. Nei nostri paesi di montagna l’ufficio postale è un punto di riferimento essenziale per tante necessità. Come più volte rimarcato è sull’offerta dei servizi erogati che Poste Italiane dovrebbe lavorare e non sulla chiusura degli sportelli” afferma Nobili.

“Oggi Poste Italiane punta moltissimo sull’attività bancaria e gestione del risparmio. Dovrebbero invece – quale società pubblica – compiere uno sforzo nell’ampliamento dei servizi a favore dei cittadini, soprattutto degli anziani e coloro che con disagio continuano ad abitare in luoghi decentrati come le nostre valli. Dovrebbero mettere in campo – continua il Presidente della Provincia – sinergie con altri enti e consentire, ad esempio, il disbrigo di pratiche burocratiche, il ricevimento di certificati, la prenotazione di esami sanitari o di referti medici”.
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