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Zacchera: Sanità, lettera aperta a sindaci e operatori

È stato presentato stamane in sala giunta, il documento con il quale il sindaco di Verbania, Marco Zacchera, lancia l’autunno caldo della sanità provinciale. E scrive una lettera ai primari.
Verbania
Zacchera: Sanità, lettera aperta a sindaci e operatori
Alla presenza di parte dei gruppi consiliari di maggioranza e minoranza e di un rappresentante dei Comitati verbanesi in difesa della salute, Zacchera a affermato:

"Le notizie che vengono dalla Regione e dall’Asl sono preoccupanti. Sono previsti già su quest’anno ulteriori tagli e, visto il debito della Regione, ci attendono tempi ancor più difficili. In questa situazione dobbiamo tutti riflettere sulla sanità provinciale e sul ruolo che avrà il "Castelli".

Il rischio è che, in pratica, i servizi legati all’emergenza finiscano a Domodossola insieme a Emodinamica. Non è una battaglia di campanile ma la necessità di chiarezza. Ciascuno deve assumersi le sue responsabilità: propongo quindi un documento che chiede dati e notizie certi e che chiami in causa, oltre ai sindaci, anche i primari e i responsabili delle strutture complesse dell’Asl".

Tra le proposte emerse anche quella, presentata da Vladimiro Di Gregorio dei
Comunisti italiani-Rifondazione comunista, di un consiglio comunale aperto.


Lettera ai Primari:
al Direttore generale dell’ASL del VCO
al Direttore sanitario dell'ASL del VCO
ai Primari e responsabili delle strutture complesse
e p.c. ai Sindaci del Verbano e del Cusio
ai Comitati ed associazioni sindacali

Carissimi,
la sempre più grave situazione economica regionale, i tagli imposti alla sanità ad ogni livello e la prossima installazione di Emodinamica all’ospedale San Biagio di Domodossola condizioneranno fortemente la sanità nella nostra provincia e – conseguentemente – il concetto di “Ospedale Unico Plurisede” sviluppato sui due presidi di Verbania e Domodossola.

Credo che in un momento di gravi difficoltà sia doveroso non atteggiarsi a spirito campanilistico ma cercare di avere comunque risposte reciproche chiare e leali sul nostro futuro, senza aver timori di dire la verità ma senza – a mio parere – neppure farsi condizionare da pressioni di piazza tese a privilegiare scelte non prettamente tecnico-sanitarie.

In questa prospettiva pongo ai responsabili delle Strutture Complesse dell’ASL la questione se ritengono che la loro (specifica e singola) specialità di competenza sarà gestibile in modo adeguato e paritario sia a Verbania che a Domodossola, quale sarà il grado di integrazione dei due presidi e/o se si svolgerà invece solo in uno dei due ospedali.

Per quanto riguarda specificatamente la scelta di installare emodinamica a Domo e la conseguente logica scelta di accentrare alcuni servizi, in particolare l’UTIC, se ciò permetterà di mantenere su tutto il territorio provinciale, quindi anche nel Verbano e nel Cusio una adeguata assistenza cardiologia di urgenza.

L’ospedale di Verbania sarà insomma in grado di dare (e come) comunque in futuro una risposta alle necessità urgenti, di DEA, rianimazione e di cure intensive considerando che si parla di attivare solo a Domodossola oltre l’UTIC anche la Rianimazione? E quale sarà quindi la conseguente “fotografia” dei servizi espressi dalle due singole sedi ospedaliere?

Se poi di fatto il San Biagio sarà il “cuore pulsante” delle due sedi e Verbania un riferimento accessorio, credo sia doveroso dirlo, senza infingimenti né preconcette polemiche, ma ciascuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte e quindi ogni dirigente sanitario chiarisca ai vertici dell’ASL ed alla popolazione l’esatta verità.

Credo che la chiarezza sia oggi l’aspetto più serio da richiedere a tutti, anche in sede di conferenza e rappresentanza dei sindaci, visto che nel recente passato quanto si era proposto è stato poi vanificato o cambiato senza dare adeguate giustificazioni, come dimostrato dal caso di emodinamica che nell’estate 2011 doveva essere installata a Verbania e poi si optò per Domodossola.

Tutto ciò non senza sottolineare fin d’ora (e che “resti a verbale”!) che se questa struttura non avrà a Domo sufficienti possibilità di utilizzo – come temo - credo sia ipocrisia ipotizzare un suo futuribile trasferimento a Verbania e quindi, anche su questo, lealtà e chiarezza sarebbero oltremodo necessarie nei riguardi di tutti.

Mi auguro che queste concrete risposte verranno, intanto un cordiale saluto.
Marco Zacchera
Sindaco di Verbania
 Fonte di questo post



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