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I verbanesi alla Costituente: Luigi Zappelli

Riceviamo e pubblichiamo, l'articolo conclusivo della ricerca di Verbania documenti su "I verbanesi alla Costituente, 1946". riguardante Luigi Zappelli.
Verbania
I verbanesi alla Costituente: Luigi Zappelli
Questo articolo, del dicembre 1945 sarà seguito da altri lungo tutto il suo mandato all’Assemblea Costituente. Luigi Zappelli, avendo il PSI deciso la sua candidatura per le elezioni amministrative di aprile 1946 e politiche di giugno per l’Assemblea Costituente, iniziò, come nelle sue abitudini, una puntigliosa preparazione per raggiungere i due obiettivi.
“Ci avviciniamo alle lotte elettorali e per me la battaglia è come un invito a nozze”.

Ad Intra, Pallanza, per la candidatura a sindaco di Verbania, ad Omegna, Gravellona, Stresa, ovunque nella circoscrizione, per la candidatura al Parlamento, la folla degli estimatori e compagni si riunisce per esprimere l’accorata richiesta di un governo che, attraverso la Costituzione, possa raggiungere una soddisfacente sistemazione economica e sociale.

“E’ un quarto di secolo che i cittadini non vanno alle urne……”

Non tralascia nessuna iniziativa propagandistica. Intitola “Coppa Costituente” il premio che mette in palio, in una gara ciclistica, organizzata dalla Unione Sportiva Cannobiese.

Eletto sindaco di Verbania, entra in Assemblea Costituente con un risultato clamoroso nella sua città. A Verbania la Repubblica prende 9582 voti e la Monarchia solo 5481.

Tra i lineamenti della Costituzione repubblicana, Zappelli affronta una delle questioni, che sarà oggetto di giudizi diversi: quella delle due camere.

Per il suo concittadino Perassi non ci sono dubbi: è per un sistema bicamerale, ma con composizioni diverse. La collettività degli individui vota i rappresentanti alla Camera dei deputati; le istituzioni sociali, culturali, economiche e sindacali (oltre le future Regioni) compongono il Senato.

Luigi Zappelli, invece, dopo essersi astenuto come tutti i socialisti e i comunisti, su un o.d.g. “Le Regioni e i Comuni eleggeranno il Senato” finisce con l’adeguarsi al testo definitivo che prevede questa elezione a suffragio universale e diretto.

I due si trovano, invece, perfettamente d’accordo sul Referendum poiché realizza i principi della democrazia nella sua pienezza, come dimostra l’esperienza della Svizzera. E’ una suggestione in Zappelli che ha passato più di venti anni nella Confederazione, che si tramuta in un voto assolutamente convinto.

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