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"Il Punto" di Marco Zacchera N.470

Riportiamo da sito di Marco Zacchera l'ultimo numero della newsletter "Il Punto", argomenti trattati in questo numero il Porcellum, responsabilità per il Vco, i morti di Prato e Verbania Center.
Verbania
"Il Punto" di Marco Zacchera N.470
PORCELLUM SPRINT
Con uno scatto di velocità dopo 8 anni e ben 3 elezioni politiche la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale gran parte del sistema di elezione di Camera e Senato, volgarmente detto “Porcellum”, votato nell’ormai lontano 2005. Viene da chiedersi se in un paese minimamente serio sia logico aspettare 8 anni per avere una sentenza su una questione così importante e tra l’altro grazie solo a una causa promossa da un gruppo di cittadini-avvocati perché l’apparato si era ben guardato dal porre la questione.
Non solo, resta un mistero a questo punto il perché la stessa Corte Costituzionale l’anno scorso dichiarò non ammissibile un referendum proposto da oltre un milione di persone che chiedevano appunto di abrogare questa stessa legge che solo oggi viene dichiarata in gran parte incostituzionale. Spiegano gli azzeccagarbugli che – in un certo senso – quei cittadini avevano solo troppo anticipato i tempi. Che il “Porcellum” sia una porcheria l’ammettono comunque quasi tutti visto che ha permesso di far eleggere senza alcun filtro degli elettori persone spesso poco capaci. Resta da chiedersi come mai il Parlamento in tanti anni non abbia mai voluto cambiare regole sempre più assurde, ma la questione è semplice semplice: nessun cappone mangia mai sé stesso e questo sistema andava e va benissimo per tutti i capataz di tutti i partiti che ne hanno largamente approfittato per infilare in cima alle liste amici, amiche ed amichette, con i risultati che si sono visti.
Piccola soddisfazione personale: 8 anni fa questa legge io non l’avevo votata..

Come ultimo appunto (e faccio apposta a fare così) alla fine di questo numero de IL PUNTO una riflessione sul “mio” sistema elettorale preferito, spiegando quello che mi sembra più logico.

RESPONSABILITA’ PER IL FUTURO DEL VCO
Come ricordato sul numero scorso la provincia del VCO rischia di scomparire anche perché non è in grado di approvare il proprio bilancio “preventivo” 2013 a causa dei nuovi e recenti tagli imposti da regione e governo anche se lo Stato deve alla provincia 8 milioni e non li paga nonostante i decreti ingiuntivi. In questa babele quando mi appello al senso di responsabilità di tutti critico spesso il centro-destra che - anche in questo caso - ha brillato per divisioni ed assenze, ma voglio esplicitamente riferirmi anche al PD che si picca di essere più o meno un partito responsabile. Preso atto che la maggioranza in provincia – salvo ripensamenti - non è in grado di avere i numeri qualificanti per votare il bilancio tecnico dell’Ente che si è incagliato per i nuovi ed imprevedibili tagli regionali del mese scorso credo che senso di responsabilità del PD sarebbe comunque quello di restare in aula per senso delle istituzioni e – pur dichiarando critiche e dissenso - non facendo almeno mancare il numero legale. Se invece la politica è fatta all’insegna dello “spacchiamo tutto, più spacchiamo meglio è” illudendosi così di fare bottino la prossima volta il PD dimostra che non pensa né all’oggi né al domani. Nessuno ci guadagna – a parte i demagoghi - a far sparire la provincia prima di capire bene che ne sarà delle sue funzioni e dei fondi da impegnare in alcune importanti opere pubbliche. Oltretutto si dimostrerebbe che il futuro del territorio viene (o dovrebbe venire) prima degli interessi dei singoli partiti...

I MORTI DI PRATO
I 7 operai cinesi (dei quali 6 sconosciuti) morti carbonizzati a Prato in un capannone sprangato che anzichè essere un magazzino era diventato un dormitorio abusivo sono già usciti dagli onori della cronaca.
Danno fastidio alle nostre coscienze, ma soprattutto sono la dimostrazione della mancanza di assunzione di responsabilità personali in questo balordo sistema politico-amministrativo dove i “vertici” sono lautamente pagati per farlo, ma se la filano quando non fanno il proprio dovere.
Si annebbiano così le responsabilità di chi a Prato doveva intervenire per i controlli. Mentre se ne esasperano altri a colpire solo i pesci piccoli.
Un esempio? Due mesi fa i NAS del Piemonte hanno attentamente visitato decine di aziende della nostra zona e in una struttura alberghiera di Verbania, dopo attento sopralluogo durato ore, hanno riscontrato due reati gravissimi: 1) A uno dei frigoriferi e congelatori dell’albergo (oltre una decina) mancava la firma dell’addetto attestante le temperature verificate nel giorno precedente il controllo. Forse non tutti sanno infatti che esternamente a ogni frigorifero due volte al giorno bisogna segnare la temperatura, quasi che non ci si accorgesse immediatamente di eventuali guasti. 2) Non è stato fornito il certificato attestante che l’apparecchiatura (seminuova) che deve provvedere alla sterilizzazione dei coltelli da cucina fosse a norma. Pochi lo sanno, ma i coltelli da cucina non possono (o non dovrebbero) essere lavati con gli altri quasi che anche qui non ci siano lavastoviglie moderne ad alta temperatura. Che lo sterilizza-coltelli fosse a norma era evidente visto il tipo e la marca, ma l’attestazione non si è trovata e quindi per questi due gravissimi reati l’ammenda è stata di 6.000 (seimila) euro liquidabili in 2.000 euro “pronta cassa” con la netta sensazione che “comunque” si dovesse trovare qualcosa non a posto e soprattutto – appunto - per “far cassa”.
Vorrei allora sapere chi a Prato concede o abbia concesso le licenze edilizie e chi le verifica, quando l’Ufficio del Lavoro sia stato in quell’azienda a fare una verifica, come fosse possibile non solo avere personale “in nero” ma neppure identificabile e che cosa sia stato fatto (almeno dopo il disastro) per FAR CHIUDERE aziende similari che platealmente lavorano fuori dalle regole, non fatturano, invadono il mercato di falsi, distruggono le nostre imprese con una concorrenza ovviamente spietata e soprattutto schiavizzano impuniti i propri dipendenti. Mi sarà sfuggito, ma non ho letto dell’arresto del responsabile di quell’azienda, ammesso che ci sia.
Non mi può bastare che alla locale Procura della Repubblica dicano “Il caos l’ abbiamo segnalato più volte, ma siamo impotenti” perché questa presunta impotenza non è accettabile quando si è pagati (bene) per controllare e a Prato ci saranno cento, mille aziende “sospette” non decine di migliaia e quindi se le attività non sono in regola per cose gravi SI FANNO CHIUDERE E SI ESPELLONO O SI IMPRIGIONANO I RESPONSABILI.
Non se ne può più da una parte di vedere sfrontato sfruttamento e abusivismo e poi per contro di assistere ad una ricerca esasperata di “peli nell’uovo” pur di romper l’anima e taglieggiare gli imprenditori che più o meno cercano di seguire normative cervellotiche, assurde, costose e alla fine spesso del tutto inutili. Si vive nel terrore di sbagliare, di non conoscere qualche nuova “grida” edita dallo Stato, dalla Regione, dagli uffici provinciali o comunali, dall’ASL, dall’INPS e dall’INAIL, dall’Ispettorato del Lavoro, dai Vigili del Fuoco, dalle norme antinfortunistiche, dai Carabinieri del NAS. Oppure – a livello fiscale – dai vari Uffici che a volte si contraddicono tra loro.
Di solito gli imprenditori non sono mafiosi, ma purtroppo i veri mafiosi veri la fanno franca e oggi la mafia cinese è più infiltrata e pericolosa di quella di Corleone. Su queste cose è giusto che il Governo, lo Stato, la Magistratura e le Forze dell’Ordine diano concretamente delle risposte perché non ci può essere ripresa economica davanti a queste evidenti, ingiuste, mafiose ed omertose diversità di comportamento ! Finale: a Prato, per quei poveri morti, adesso chi paga?


APPUNTAMENTO A CERANO
GIOVEDI' 12 DICEMBRE ALLE ORE 21 PRESSO LA SALA CONSIGLIARE DI PIAZZA CRESPI A CERANO (NO) TERRO' UNA CONFERENZA-DIBATTITO SUL TEMA "IL RUOLO DEL SINDACO E IL FUTURO DEGLI ENTI LOCALI". PRESENTE ANCHE IL CONSIGLIERE PROVINCIALE CERANESE DR. ALESSANDRO ALBANESE CHE ESPORRA' VALUTAZIONI SUL RUOLO E IL FUTURO DELL'ENTE PROVINCIA


VERBANIA CENTER
In allegato il 32° rapporto annuale del FONDO VERBANIA CENTER che dal 1981 opera concretamente in molti paesi del mondo. Grazie ai lettori che leggeranno e come ogni anno vorranno anche dare una mano. La nostra iniziativa è semplice, operativa e trasparente: nessuna spesa amministrativa o di viaggio, con tutto quello che viene raccolto che è subito rendicontato ed utilizzato. Nel 2013 si è particolarmente operato in Mozambico e in Zambia. In questi anni sono stati raccolti ed utilizzati quasi 500.000 euro. Date un’occhiata e…grazie!!

COME PREANNUNCIATO IL FINALE E’ DEDICATO AI LETTORI INTERESSATI ALLA MATERIA ELETTORALE, AGLI ALTRI CHE LEGGONO VERRA’ FORSE IL MAL DI TESTA, MA SONO STATI AVVERTITI…

Qual’ è il sistema elettorale migliore? Non esiste, perché tutti i sistemi hanno dei pro e contro, ma credo che con un po’ di buona voglia si possa trovare una sintesi.
Mi sono sempre interessato a queste cose e sono affezionato ad un sistema semplice ma efficace che garantisca un rapporto diretto tra elettori ed eletti, premi la qualità dei candidati e dia maggioranze solide senza il proliferare dei micro-partiti. E’ più o meno quello usato per le elezioni provinciali con la scelta – in collegi uninominali – dei candidati più votati all’interno della propria lista se nel loro collegio non ottengono il 50,01 % dei voti.
Nel caso concreto si dovrebbero dividere nuovamente gli elettori in collegi uninominali, ad oggi circa 100.000 abitanti per la Camera e 200.000 per il Senato, in attesa che – finalmente – si riduca il numero dei parlamentari e magari si cambino anche le competenze del Senato, oggi inutile ed antistorico doppione. I collegi verrebbero raggruppati in circoscrizioni elettorali che abbiano tutte circa 20-25 seggi per assegnare un seggio a chi conquista nella circoscrizione almeno più o meno al 5% dei voti, tagliando fuori i micropartitini. L’importante è che tutte le circoscrizioni abbiano più o meno gli stessi deputati o senatori da eleggere per dare a tutti uguali possibilità.
I candidati che ottengono la maggioranza assoluta dei voti nel proprio collegio sono subito eletti mentre i voti e i seggi non assegnati vanno sommati e conteggiati in un collegio unico di circoscrizione che assegna alle singole liste un numero di eletti in modo proporzionale. I seggi vengono a quel punto assegnati a quei candidati nei collegi uninominali che – pur non eletti – hanno però avuto la più alta percentuale dei voti nel proprio collegio rapportati agli altri candidati della loro stessa lista. Chi non fa neppure un seggio nella circoscrizione perde tutti i suoi “resti” (che non confluiscono più ad un collegio unico nazionale) e quindi si evitano frammentazioni favorendo le coalizioni e le maggioranze. Sembra difficile ma non lo è ed applicandolo si avrebbe la garanzia che gli eletti sarebbero comunque le persone più in gamba ed apprezzate, con i partiti obbligati a candidarle per portare a casa più voti e seggi.
Con questo sistema si eviterebbero anche candidati presentati in più circoscrizioni (come l’ultima volta dove Berlusconi, Bersani, Fini ecc. erano candidati ovunque) che poi optano dove vogliono, si avrebbe un diretto rapporto eletto-elettori (io non voto nel mio collegio uno che non conosco o di cui mi fido!) e tutti – anche i meno abbienti – potrebbero candidarsi, perché se ritorna la logica delle preferenze ad essere eletti saranno solo quelli che possono spendere somme folli per farsi conoscere e votare in aree troppo vaste, oppure che prendono voti per “amicizie” pericolose. I partiti “territoriali” (Lega, altoatesini ecc.) sono sicuri di avere proprie rappresentanze perché le concentrano dove sono i loro voti e il dover arrivare ad avere una percentuale vicino al 5% impone di fatto le aggregazioni tra i partiti piccoli. Il sistema favorisce le coalizioni che unendo più partiti così possono così arrivare più facilmente al 50% dei voti nei singoli collegi portando a casa più seggi. Un singolo candidato “indipendente” ma apprezzato può farsi eleggere anche senza avere un partito ufficiale alle spall,e ma evidentemente dovrà prendere il 50% dei voti nel proprio collegio, dando così garanzie di qualità e di apprezzamento territoriale..

Un saluto a tutti !!! Marco Zacchera
 Fonte di questo post



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Vedi il profilo di lupusinfabula Prato
lupusinfabula
9 Dicembre 2013 - 11:15
 
Ancora una volta si mischiano le carte: cosa c'entrino i NAS in tutto sto discorso non si sa; i Nas si occupano di igiene e sicurezza degli alimenti non di norme sulla prevenzione nei luoghi di lavoro. Diciamo piuttosto che in Italia gli addetti alle ispezioni ed alla verifica del rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro sono un decimo di quelli che operano in Germania: questa è la realtà. E sempre a proposito di NAS ancora una volta non si precisa che questi operatori si limitano ad applicare norme non pensate e non scritte da loro, ma leggi promulgate dal parlamento organo al quale spetta di cambiarle se si rivelano inutili, inadeguate o superflue. Troppo spesso ci si dimentica che le leggi non le fa chi opera, e chi opera è spesso costretto ad applicarle anche se conscio della idiozia di chi le ha pensate e scritte. Certo, poi il discorso su Prato potrebbe continuare anche sulle norme colabrodo dell'immigrazione che abbiamo nel nostro paese e su chi sostiene che gli immigrati siano una risorsa per il paese: ma si sa, la Cina è un paese economicamente emergente con il quale non è opportuno esasperare i rapporti; puro pragmatismo politico, pecunia non olet.



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