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AstroNews: Il Sole la nostra stella

Da sempre l’umanità ha rivolto la sua attenzione alla luce del sole, interpretando per lungo tempo la luce ed il calore dei suoi raggi come segni di una suprema divinità.
Verbania
AstroNews: Il Sole la nostra stella
Nei millenni della storia umana il Sole è sempre stato considerato una delle più importanti divinità. Nella mitologia Germanica si parlava di Sol e in quella Greca di Elio e (talvolta) di Apollo.

Successivamente nell’impero romano la più importante divinità solare era Apollo/Febo, e veniva celebrata la festa della nascita del Sol Invictus (o Dies Natalis Solis Invicti). Nell'antico egitto Ra era il Dio-Sole, emerso dalle acque primordiali del Nun e portato tra le corna della vacca celeste, la dea Mehetueret. Era spesso raffigurato simbolicamente con un occhio (l'occhio di Ra). Aton era la divinità del sole regnante nella regione di Akhenaton.

A differenza delle altre divinità, Aton non aveva forme multiple, perchè la sua sola immagine era un disco, simbolo del sole. Nella mitologia degli Aztechi il dio del sole era Toniatiuh. I popoli Aztechi lo consideravano il capo del Tollan, il cielo. Uno dei più sacri tra gli inni Indù è considerato il Mantra Gayatri, dedicato al Sole.

L'osservazione della traiettoria del Sole in Indonesia ha dato vita all'idea che la divinità del Sole discenda negli inferi senza morire ed è in seguito capace di riuscirne ogni giorno all’alba. Per i Giapponesi la divinità solare Amaterasu è irritata dal comportamento di suo fratello Susanoo, e si nasconde in una caverna, sprofondando ogni notte il mondo nell'oscurità fino a quando non decide di riemergere.

Il Sole è la stella del nostro sistema planetario, appunto detto sistema solare, ed ha un diametro medio di 1.391.000 km, e dista mediamente circa 150 milioni di Km dalla nostra Terra. E’ l’unica stella “ vicina “ a noi, e di conseguenza l’unica della quale si possono osservare i numerosi fenomeni che avvengono sulla sua superficie. In questa pagina inizieremo a parlare delle cosiddette “ macchie solari “, che si possono osservare con uno strumento ottico come un binocolo o un cannocchiale, però assolutamente muniti di opportuno filtro anteriore appositamente studiato per proteggere l’occhio e la fotocamera dell’osservatore.
Immagine 1
Le macchie solari sono regioni della superficie del sole distinte da una temperatura minore dell'ambiente circostante, e da una forte attività magnetica. Nella loro osservazione si nota che appaiono scure rispetto alle superfici circostanti, perché la loro temperatura di 4000 gradi Kelvin è sensibilmente inferiore alla temperatura della superficie solare che le circonda, e che si attesta sui 6000 gradi kelvin. Le macchie solari spesso appaiono immerse in zone più chiare, generalmente grigie e filamentose, che prendono il nome di zone di penombra, e che conseguentemente hanno una temperatura superiore a quella delle macchie vere e proprie.

Sulla superficie solare, che è denominata fotosfera, spesso si possono notare le cosiddette facole, che sono regioni intensamente brillanti, prodotte da una concentrazione di linee magnetiche. Nella foto scattata da me a Verbania- Possaccio il giorno 16 giugno 2012 con fotocamera reflex digitale applicata al fuoco diretto di un telescopio Schmidt-Cassegrain, munito di filtro solare in vetro ottico Thousand Oaks, si possono notare macchie e zone di penombra, che a prima vista sembrano di piccole dimensioni, se paragonate a quelle del disco solare, ma che spesso, come nel caso delle macchie che compaiono nella foto, sono più grandi della nostra Terra.

Questo in relazione al diametro del nostro pianeta, che è di 12.742 Km, mentre il diametro del disco solare è di 1.391.000 Km, per cui il disco solare potrebbe contenere la Terra oltre 109 volte lungo il suo diametro. Prossimamente avremo modo di parlare ancora della nostra stella, per vedere la strumentazione adatta ad osservarla, per parlare di altri fenomeni che avvengono sul Sole, e per osservarlo evitando il pericolo che la luce solare può rappresentare per i nostri occhi. Ricordo a tutti i neofiti di non osservare mai direttamente il sole con binocoli, cannocchiali o telescopi, se non hanno un filtro apposito posto davanti agli obbiettivi.

I filtri appositi sono quelli in vetro ottico specifico, tipo Thousand Oaks , oppure in Astrosolar o Mylar. E’ da evitare l’uso di filtri tipo vetro da saldatore o vetro affumicato, perché lasciano passare le pericolose frequenze luminose anche nell’ultravioletto ed infrarosso, letali per la nostra retina oculare.

Alla prossima.
Valter Schemmari.



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