"I livelli del lago Maggiore vanno monitorati"

"I livelli del lago Maggiore vanno monitorati per evitare il rischio delle “bombe d’acqua”. Vanno contemperate tutte le esigenze, a monte e a valle". Inizia così la missiva dei Comuni della sponda piemontese del Lago, Verbania, Stresa, Cannobio, Oggebbio, Ghiffa, Baveno, Meina, Lesa, Belgirate, Arona, Dormelletto e Castelletto.

  
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Scriviamo per esporre il nostro punto di vista sulla questione dei livelli delle acque del Lago Maggiore. Rappresentiamo i Comuni della sponda piemontese del Lago, Verbania, Stresa, Cannobio, Oggebbio, Ghiffa, Baveno, Meina, Lesa, Belgirate, Arona, Dormelletto e Castelletto riuniti in gestione Associata.

Da due anni è in vigore un protocollo sperimentale di innalzamento del livello del Lago Maggiore .

Le portate del fiume Ticino sono gestite in modo artificiale dalla traversa del Pan Perduto, che a sua volta, dipende dai prelievi effettuati a monte e dalla regolazione dello sbarramento artificiale della Miorina, che regola l’utilizzo dell'acqua dal lago.

A fronte dell'evento meteorologico di fine giugno (26-29) in cui si è passati da un livello giornaliero di 211 m3/sec ad uno di 942,09 m3/sec, nonostante le previsioni meteo di criticità ordinaria (ARPA Piemonte 26 e 28 giugno), nonostante le previsioni di Meteo Svizzera con previsione di allerta grado 4 (27 giugno, con punte massime di precipitazione di 300 m3/sec -24 ore), il Consorzio del Ticino solo a partire dal 28 giugno ha effettuato una simulazione ed un'effettuazione di manovra, sottostimando le previsioni.

Di fatto, le manovre per aumentare l'erogazione delle portate dal Lago Maggiore sono iniziate quando il livello aveva già raggiunto il massimo consentito dalla sperimentazione in corso.

Il livello di qualche giorno fa delle acque del Lago Maggiore era prossimo al suo massimo e ciò implica, in piena stagione turistica, un'ulteriore diminuzione delle aree fruibili a lago, cioè delle spiagge, moli di attracco e opere di difesa.

Un'ulteriore annotazione: i livelli raggiunto dall'evento di fine giugno non hanno destato particolare preoccupazione sul piano della sicurezza. Tuttavia si rileva come, all'interno della sperimentazione, lo “svaso” preventivo da effettuarsi sulla base delle previsioni di afflusso sia l'unico strumento che può tutelare i territori rivieraschi da un aumento del rischio alluvionale, ma a noi non sembra che in occasioni di questi eventi minori questo strumento sia stato pienamente utilizzato.

Vanno contemperate tutte le esigenze, a monte e a valle.

In caso di previsioni di eventi meteo eccezionali intensi, le cosiddette “bombe d'acqua”, è necessario effettuare manovre di abbattimento preventivo completo dell'opera di regolazione entro 54-78 ore dall'inizio dell'evento.

A partire dalle osservazioni sopra riportate ribadiamo che l’approccio proposto, che considera il lago Maggiore un serbatoio da utilizzare a esclusivo servizio delle esigenze di valle, deve essere ripensato: il Ticino e il lago Maggiore sono parti interconnesse dello stesso ecosistema e tanto gli aspetti ambientali, quanto quelli sociali ed economici devono essere visti nella loro totalità.

Alla luce degli studi effettuati sinora e dei risultati prodotti dalla sperimentazione sembra più opportuno rivedere le modalità di regolazione in modo tale che, di anno in anno, vi possano essere adattamenti della regolazione alle condizioni del sistema.

Il quadro conoscitivo relativo agli effetti economici, ambientali e in termini di sicurezza idraulica, infine, si ritiene debba essere approfondito e condiviso tra tutti i soggetti presenti al Tavolo Tecnico istituito dall'Autorità di Bacino e comprendere sia i territori rivieraschi che quelli del Ticino sub lacuale.

Una regolazione tesa a mantenere il livello del Lago il più alto possibile, associata all’impossibilità di prevedere in anticipo lunghi periodi di bassi livelli, non permette un’adeguata programmazione di verifiche e manutenzioni delle opere primarie presenti sulle sponde, aumentando il rischio di crolli o di incidenti per il degrado delle strutture stesse.

I Comuni della sponda piemontese del Lago, Verbania, Stresa, Cannobio, Oggebbio, Ghiffa, Baveno, Meina, Lesa, Belgirate, Arona, Dormelletto e Castelletto.
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