Passeggiando fra streghe e fantasmi

L'Associazione SopraLeRighe di Pieve Vergonte, organizza e propone la quarta edizione de "La Notte di Samahin, il Capodanno Celtico". A Fomarco, la sera del 31 ottobre, dalle ore 20.30, si terrà una spettacolare e paurosa passeggiata nel Borgo Maledetto!

  
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Grandi e piccini sono invitati a camminare nelle stradine, illuminate solo da torce e lanterne, tra ragnatele giganti, zucche spaventose e pipistrelli svolazzanti.

Fomarco verrà popolata da spiriti, fantasmi, streghe, vampiri, e licantropi che saranno liberi di girare per i vicoli terrorizzando con scherzi e urla coloro che saranno tanto temerari da attraversare il borgo.

Per i "sopravvissuti" alla paura, sotto il portico della chiesa di Santa Maria, gran finale con musiche e balli celtici con il gruppo Balbalord, un caratteristico falò, dolci, castagne e vin brulè!

Sarà una notte spaventosamente divertente!

Bus navetta gratuito da Pieve Vergonte, piazza Mercato all’ingresso della “passeggiata” (e ritorno). Info: 342 14 14 094 oppure 340 89 80 725.

La Storia di Samhain
"La Notte di Samhain" non è la classica festa di Halloween in stile americano, per intenderci, ma è nata proprio per far conoscere le antichissime radici di questa festa, considerata da molti "profana", che nasce in Irlanda dalla cultura Celtica. Samhain è il nome del capodanno Celtico e veniva festeggiato il 31 ottobre.

I Celti erano prevalentemente un popolo di pastori, ed i ritmi della loro vita erano scanditi dai tempi che l'allevamento del bestiame imponeva. Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all'arrivo dell'inverno e all'inizio del nuovo anno. Per i Celti, infatti, l'anno nuovo non cominciava il 1° gennaio come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo, il tempo in cui ci si chiudeva in casa per molti mesi, riparandosi dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende.

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l'aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.

Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all'allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell'accensione del Fuoco

Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per tre giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.

In Irlanda si diffuse l'usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi.

A metà del 1800 una grave carestia colpì l'Irlanda costringendo molta gente ad emigrare in America dove formarono diverse comunità e lì continuarono a celebrare i loro culti. Ben presto questa usanza si diffuse in tutto il popolo americano, quasi a diventare una festa nazionale, perdendo, però i suoi significati religiosi e rituali.
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