Osservazioni del Comitato difesa torrente San Bernardino

Riceviamo e pubblichiamo, un lungo documento del Comitato per la Difesa e la Valorizzazione del torrente San Bernardino riguardante il progetto di centralina una idroelettrica

  
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Il Comitato per la Difesa e la Valorizzazione del torrente San Bernardino, in relazione al progetto di un impianto idroelettrico a coclea da realizzarsi in località Trobaso in sponda sinistra, nel tratto di fiume sottostante il Circolo Arci Casa del Popolo, attualmente in fase di valutazione in sede provinciale (PRATICA n. 595 - L.R. 40/1998 e s.m.i. - FASE DI VALUTAZIONE DI VIA PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO IDROELETTRICO (COCLEA) CON DERIVAZIONE DAL TORRENTE SAN BERNARDINO IN LOC. TROBASO, IN COMUNE DI VERBANIA (VB). esprime le seguenti osservazioni:

1- la tutela e la valorizzazione di detto torrente e delle sue sponde sono obiettivi da sempre presenti nelle intenzioni degli abitanti del  quartiere;

2- negli anni settanta sono state perseguite numerose azioni anche legali e processuali tese ad allontanare un'attività insalubre di vagliatura degli inerti e di produzione di calcestruzzo, posta alla confluenza tra il rio Gabbiane e il san Bernardino, che operava ai limiti della legalità ed era fonte di inquinamento acustico e atmosferico;

3- all'indomani della dismissione di detta attività, è iniziato un percorso di riqualificazione ambientale del tratto di sponda compromesso con interventi di sagomatura, riempimento e piantumazione concordati tra l'Amministrazione comunale e la Cooperativa Risorse di Verbania;

4- in quest'area riqualificata l'Amministrazione Comunale, su proposta della locale omonima associazione, ha realizzato il parco oggi denominato “La Gèra” che è ampiamente utilizzato a scopo ricreativo;

5- nel 1993 la sezione verbanese del WWF ha presentato all'allora Sindaco Reschigna una proposta per la realizzazione di una "Riserva naturale sul torrente San Bernardino", nel suo tratto urbano dalla foce al ponte di Santino, corredata da suggerimenti concreti per la creazione di spazi fruibili sia della sponda sinistra che del laghetto di Santino, una pozza di significativo interesse naturalistico molto frequentata per la balneazione, e dall' invito a costruire una pista ciclopedonale sempre in sponda sinistra;

6- detta pista ciclabile fu sostenuta anche dall'allora Circoscrizione Nord, dalle parrocchie di Renco e Trobaso e da soggetti portatori di interesse anche sportivo e fu pertanto realizzata nel corso degli anni novanta;

7- negli anni successivi, l'associazione “La Gèra”, la Società Operaia e il Circolo Arci di Trobaso si sono  regolarmente impegnati a coinvolgere le scuole e i cittadini nella consueta Giornata Ecologica di primavera allo scopo di mantenere pulita e monitorata la sponda sinistra del torrente da Renco al Ponte di Santino;

8- negli anni scolastici 1997/98 e 98/99 la scuola media "Ranzoni" e la scuola elementare "Bachelet" hanno realizzato un progetto di continuità didattica e di ricerca d'ambiente incentrato sul torrente San Bernardino e sulle sue sponde con la pubblicazione del libro "Dalla chiesa di Renco al Ponte di Santino" a testimonianza dell'interesse per una risorsa del territorio;

9- nel 2008 cittadini e associazioni locali si sono opposti al progetto di una devastante centralina nel laghetto di Santino con una petizione popolare di 1077 firme;

10- nel 2009 il Consiglio Comunale di Verbania ha approvato all’unanimità un ordine del giorno della lista civica "Cittadini con Voi" che impegnava l’amministrazione a “tutelare le aste fluviali del San Bernardino e del San Giovanni mediante progettazione integrata allo scopo di realizzare dei parchi fluviali urbani” (Deliberazione n° 84 in data 09/09/2009), quindi relativo alla realizzazione di un Parco Fluviale sul torrente San Bernardino;

11- nel 2011 è stata istituita la riserva di pesca sul torrente San Bernardino dal laghetto di Santino alla foce.

12- il torrente San Bernardino è inserito nel territorio verbanese che entrerà nel Parco della Valgrande: le procedure in tal senso sono in fase di evoluzione secondo quanto approvato all’unanimità in Consiglio Comunale di Verbania con delibera n. 125 del 29/11/2010; si citano a proposito anche la Del. Di Giunta n. 139 del 6/8/2012 con cui si dà “Avvio alla procedura di richiesta di adesione al Parco Valgrande”, la Del. n. 10 del 10/4/2014 del Commissario Straordinario con cui si approva la “Proposta di ampliamento del Parco Valgrande sul territorio della città di Verbania”e ancora la Del. di Consiglio n.140 dell’8/10/2015 in cui “l’amministrazione comunale si impegna a promuovere presso il Parco Valgrande e il Ministero dell’Ambiente un’iniziativa di sensibilizzazione atta a riattivare il procedimento” di inclusione di Verbania, in considerazione dell’opportunità che ne deriva per la città e del fatto che anche il Comune di Cossogno ha deliberato “l’Inserimento del corridoio fluviale quale passo necessario per conseguire la contiguità territoriale di Verbania col Parco”

Relativamente alle caratteristiche del progetto:
1 - dal punto di vista ambientale e paesaggistico, lo sbarramento mediante traversa finirà per cancellare, per sedimentazione,  una delle zone più pregevoli del corso d’acqua per il suo aspetto naturalistico, e cioè l’andamento torrentizio che contorna l’antichissima frana proveniente dalle pendici del Monte Rosso, si divide in due rami da cui si diparte il ramo destro,  che forma una profonda pozza, ben conosciuta da pescatori e bagnanti locali;

2 - è noto che i terreni di fondazione della traversa sono costituiti da limi di origine lacustre, per cui le fondazioni della briglia saranno inevitabilmente instabili, se non attraverso l’esecuzione di opere costose;

3 - il progetto desta notevoli perplessità anche dal punto di vista economico, non potendo ottenere incentivi, in quanto non realizzato su briglie o traverse esistenti, secondo quanto dettato dalle PROCEDURE APPLICATIVE DEL D.M. 23 giugno 2016 (Ai sensi dell’articolo 26, comma 1 del D.M. 23 giugno 2016) Allegato 1.d – Linee guida per il riconoscimento delle sub-tipologie di impianti idroelettrici di cui all’art. 4, comma 3, lettera b) e art. 10, comma 3, lettera f), del D.M. 23 giungo 2016. Inoltre la sintesi Non tecnica del progetto è PRIVA del piano finanziario delle opere progettate come disposto dal Regolamento Regionale 29 luglio 2003, n. 10/R – All. A, parte II: “Deve essere indicato il costo presuntivo dei lavori per la realizzazione della derivazione nel suo complesso ai prezzi correnti. Il proponente deve dimostrare di disporre delle necessarie risorse finanziarie, allegando apposite attestazioni di credito da parte di banche e/o istituzioni equivalenti, ovvero dimostrare di disporre di idonei finanziamenti concessi dalla Pubblica Amministrazione”. Ad oggi, quindi, non è possibile sapere neppure se questo progetto è economicamente sostenibile per il proponente;

4 relativamente alla potenza effettiva del progetto, essa appare assolutamente irrisoria di soli 91 KW (potenza nominale 120 KW), a fronte di un considerevole impatto ambientale e paesaggistico e del costo di progetto di € 670.000; una simile potenza si può produrre con l'installazione di un modesto numero di normali pannelli fotovoltaici; in tal caso la produzione di energia si avrebbe con fonte altrettanto naturale e rinnovabile;

5 - relativamente all’ubicazione dell’impianto, richiamiamo le direttive dell’Autorità di Bacino del fiume Po laddove, a proposito della scelta del sito dell’intervento, si sostiene che deve essere ispirata al criterio di “salvaguardare i tratti dei corsi d’acqua ancora in condizioni di prevalente naturalità e di favorire ovunque possibile l’evoluzione naturale del fiume” (pag 7, 3) e in tal senso si invitano i soggetti istituzionali interessati a verificare direttamente le oggettive reali condizioni di intatta naturalità del tratto prescelto per l’opera; le direttive proseguono con l’ulteriore criterio che “in primo luogo, prima di ogni altra ipotesi si valuti la possibilità di utilizzare opere trasversali esistenti” (pag 8, 3.1);

6 - a proposito di quest’ultima Direttiva, si sottolinea che nel PIANO D’AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE (PAES) adottato dal Comune di Verbani(Deliberazione di Consiglio Comunale n° 118 del 30/07/2015) a, a pagina 100 dello stesso si legge “con riferimento al piano di energia idroelettrica, doto l’attuale ampio sfruttamento dei torrenti, permangono possibilità di posizionare impianti solo su acquedotti e su salti presenti”.

7 - nel progetto si afferma che l’opera migliorerebbe addirittura le condizioni di risalita della fauna ittica: questa affermazione appare del tutto priva di fondamento. Una traversa, anche se realizzata con l’aggiunta di un passaggio per i pesci, sarà sempre meno funzionale alla fauna ittica del tratto fluviale precedente in condizioni naturali. Inoltre la realizzazione dell’opera mal si concilia con gli intenti di conservazione della fauna ittica pianificati e in fase di realizzazione all’interno del progetto LIFE Natura “IdroLIFE”, realizzato in partenariato tra CNR-Ise, Provincia del VCO, Parco Valgrande e inaugurato nel mese di febbraio 2017. Questo progetto, che interessa anche il san Bernardino, è uno dei 6 progetti LIFE approvati in Italia nel 2015 e una sua penalizzazione andrebbe a danneggiare inevitabilmente l’immagine del territorio e degli Enti, sia a livello nazionale, sia a livello europeo;

8 - la realizzazione di una traversa, se pur con l’aggiunta di un passaggio per i pesci, va a intaccare il continuum fluviale del torrente proprio in quell’area che il progetto IdroLIFE vuole andare a tutelare. E’ chiaro che interferenze sulla qualità del progetto andrebbero a inficiare il suo risultato finale, con un feedback negativo sull’immagine del partenariato e, forse, anche sulla parte economica (ovvero la quota che l’Unione Europea andrà a corrispondere ai partners);

9 - la realizzazione di una traversa, nonostante l’aggiunta di una ”scala di rimonta”, impedisce quantomeno parzialmente la risalita dei grandi pesci migratori provenienti dal Lago Maggiore. L’impianto a coclea non è un impianto fish frendly: soprattutto i pesci di medie e grandi dimensioni, discenderebbero verso valle danneggiati dalle lame della coclea, di conseguenza l’impianto risulta poco rispettoso delle specie ittiche tutelate dalla UE (inserite nella Direttiva Habitat), quali la trota marmorata, che migrano lungo il fiume;

10 - non ci risulta tra gli elaborati uno studio che valuti la possibilità di esondazione del torrente causate dall’innalzamento a monte della traversa di oltre 4 mt durante la piena a tempo di ritorno 200 anni, sulla sponda sinistra, dove esistono degli insediamenti artigianali;

11 - la zona oggetto dell’intervento è piana di esondazione naturale, con letto che chiaramente può divagare, aspetto particolarmente importante da un punto di vista idromorfologico ed ecosistemico. La presenza di un manufatto artificiale che artificializza parte del fondo e delle sponde va a impattare sul naturale equilibrio ecologico e idraulico del tratto di corso d’acqua; oltre al fatto cha tale presenza può innescare fenomeni evolutivi fluviali importanti, sia a monte che a valle dell'opera, difficili da quantificare e da prevedere in modo preciso;

12 - nel progetto non risultano esaurienti i dati che riguardano la misura delle portate che dovrebbe essere valutata su un lungo periodo anche in relazione a eventi di piena; per quanto riguarda invece l’aspetto idrologico i dati delle precipitazioni sono ricavate dal PAI, non vengono specificate quali sono le stazioni meteo prese in considerazione, né si fa accenno ad un’analisi relativa alle piogge più intense e a quelle più prolungate nel tempo;

13 - nel progetto si sostiene che “la sponda sinistra ha caratteristiche geomorfologiche che favoriscono la realizzazione dell’impianto con un buon livello di protezione in caso di ondate di piena”: tale affermazione non rispecchia affatto la reale consapevolezza della natura rovinosa di certe piene, ben note alla memoria dei residenti, e del fatto che proprio nel tratto in questione la velocità di flusso ha un impatto imprevedibile: già negli anni ’80 infatti si è dovuto rinforzare l’argine proprio nel punto in cui il corso piega in direzione del Monte Rosso con un’arginatura in massi di cava della lunghezza di circa 200 mt, mentre Enel ha dovuto rinforzare la fondazione di un traliccio della linea ad alta tensione a rischio di crollo a causa della forte erosione spondale. Quindi risulta ulteriormente impropria l’asserzione che “tutto il complesso dell'impianto resta posizionato posteriormente all'allineamento della sponda sinistra sfruttando una rientranza naturale, in posizione protetta da eventuali urti di massi o grossi tronchi trasportati dalla corrente ”;

14 - l’affermazione che ricorre spesso nel progetto che l’opera verrebbe impostata su un "salto naturale” appare priva di ogni fondamento, poichè la morfologia del corso d'acqua potrebbe cambiare in occasioni di eventi futuri, così come peraltro è cambiata nel corso del tempo;

15 - nell’elaborato non risulta chiaro come verrà ricollocato il materiale utilizzato per lo scavo in relazione alla sicurezza rispetto a eventuali portate di piena; inoltre, siccome tale intervento altererà non poco il contesto ambientale, risulta della massima importanza conoscere come verrebbero ripristinati gli spazi oggetto dei lavori, compresi i percorsi accessori del cantiere, per garantire la qualità e l’integrità ecologica dei luoghi, anche in relazione al ripristino delle essenze arboree e arbustive. Anche dal punto di vista paesaggistico non soddisfano le indicazioni fornite relativamente alla mitigazione dell’impatto, il solo accenno al materiale lapideo, in un contesto naturalistico, non è garanzia di ripristini adeguati;

16 - per quanto concerne l’impatto che l’opera avrà comunque sulla “QUALITÀ” ecologica del San Bernardino, il Comitato si identifica con le importanti valutazioni critiche espresse da ARPA, così come evidenziate nella specifica relazione allegata al verbale della Conferenza Servizi provinciale del 26/7/2017, che si rifanno a Direttiva Quadro sulle Acque e Direttiva Derivazioni.

Quali realistiche garanzie vengono fornite dai progettisti che non ci saranno conseguenze nel tempo in tal senso?
Nel contesto delle osservazioni sopra riportate, il Comitato ritiene del tutto impropria la scelta di approvare la realizzazione di un impianto di derivazione idroelettrica in un tratto torrentizio che si inserisce in una parte di territorio al quale i cittadini sono particolarmente legati e che, a fronte di molti altri interventi deturpanti di alcuni tratti di sponda, si conserva pregevole dal punto di vista naturalistico e come tale va preservato, tenendo presente che ogni costruzione che altera fondo e sponde di un corso d’acqua porta a degli impatti idromorfologici che comunque hanno conseguenze sulla biodiversità e l’ecosistema fluviale.
          Il Comitato invita nel contempo gli enti preposti ad orientare le proprie scelte alla luce di una rinnovata coscienza ecologica che si ispiri a tutelare le risorse ambientali anche a fronte degli innegabili effetti degli eventi  climatici e delle  reiterate conseguenze funeste che si verificano ormai regolarmente dato  l'uso sconsiderato del territorio.
       
  Il Comitato rilancia la proposta di tutelare e valorizzare l'asse del San Bernardino con la realizzazione di una riserva fluviale attrezzata che possa mettere in comunicazione il lago con l'entroterra montano del territorio della Valgrande, valorizzando anche i progetti e gli orientamenti europei attualmente in essere. In tutta Europa si stanno sviluppando progetti e interventi per preservare, ricostruire corridoi ecologici che facciano da collegamento tra fiume e città e noi, che abbiamo a disposizione una realtà favorevole, non possiamo permetterci di alterarla.

Tutto ciò al fine di utilizzare, nell’ottica della pubblica utilità multifunzionale, una risorsa cittadina che ben si presta per la fruizione di residenti e turisti favorendo le attività legate alla ricreazione, allo sport, al trekking, al tempo libero  e a quanto possa favorire il benessere di tutti. È quindi segno di una rinnovata cultura valorizzare in tal senso il torrente San Bernardino che, se in passato era sfruttato per esigenze rapportate alle condizioni socio-economiche di allora, oggi richiede interventi esclusivamente mirati a esaltarne la valenza ambientale.

Da ultimo, il Comitato si allinea idealmente con tutti coloro che attualmente nel territorio della nostra Provincia e a livello nazionale si stanno attivando per difendere i corsi d’acqua da ulteriori richieste di interventi che si stanno moltiplicando oltre ogni ragionevolezza e che rispecchiano l’esigenza di soddisfare interessi privati.
NB: se di utilità, siamo in grado di produrre la documentazione relativa alle situazioni sopra descritte.
Verbania, 9 ottobre 2017

Comitato per la Salvaguardia e la Valorizzazione del San Bernardino
Hanno aderito al Comitato le seguenti associazioni:
Associazione La Gèra di Trobaso
Società Operaia di Mutuo Soccorso di Trobaso
Casa del Popolo di Trobaso
Legambiente Circolo Il Brutto Anatroccolo
Comitato Salviamo il Paesaggio Valdossola
Arci Verbania
Gruppo Ecologisti Verbania

Ad oggi, hanno aderito al Comitato anche 75 cittadini.
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