Max Blardone: libro per Amatrice

In occasione dell’evento Media Apero svoltosi domenica 18 dicembre a La Villa Di Badia in Alta Badia, ha avuto luogo la presentazione del libro “Max Blardone – oggetti, aneddoti e pensieri del nostro campione”, dedicato al campione azzurro e realizzato dal suo attivissimo Fan club.

  
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L’intento è certamente di omaggiare la storia di Max Blardone ma anche quello di narrare, attraverso di essa, i valori e i principi dello sport e dello sci in particolare.

La passione, il sacrificio, l’impegno estremo, le vittorie, le storie di una carriera e di una vita, raccontate attraverso un volume per immagini che ricordano, incitano e emozionano, a volte, più di mille parole.

La storia di Max Blardone prende dunque corpo attraverso scatti fotografici intensi e aneddoti con i quali il Fan club svela attese ed emozioni di un’esistenza mettendo a disposizione anche oggetti e cimeli della collezione personale del proprio beniamino.

Teatro per eccellenza della narrazione è l’Alta Badia, set fotografico del volume e località alla quale Max è particolarmente legato sia affettivamente che come testimonial.

E se la costanza, il monito a perseverare e crederci, la resilienza sono valori cardine dello sport, lo sono anche della vita. Il ricavato della vendita del volume fotografico andrà, per volontà del Fan club ma soprattutto su indicazione di Max Blardone, interamente devoluto in beneficenza a supporto di progetti sportivi per i giovani delle località colpite dal terremoto lo scorso anno.

“Obiettivo chiaro per me come per il mio Fan club è stato fin dall’inizio che il ricavato di questo progetto sarebbe dovuto andare in beneficenza e quando abbiamo preso coscienza della tragedia del terremoto in centro Italia lo scorso anno abbiamo voluto subito attivarci per fare qualcosa di concreto” ha commentato Max.

“Il nostro progetto dal nome – In pista per Amatrice – prevede la realizzazione nel comune reatino di un centro sportivo in cui si potranno trovare una pista di sci sintetica per la pratica dello sci alpino e tre piste divertimento per consentire a grandi e piccini di scivolare su grosse ciambelle. È una prospettiva di futuro per quel territorio, un passo importante per il ritorno alla vita»” ha aggiunto il campione azzurro.

“Ad Amatrice e’ stato recentemente istituito il nuovo indirizzo per il nostro Liceo Scientifico che e’ diventato Internazionale, – ha dichiarato il sindaco Sergio Pirozzi – il primo nel suo genere dell’Italia Centrale, nato dalla collaborazione tra ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Comitato olimpico nazionale italiano. Oggi abbiamo 24 iscritti meta’ dei quali provengono da altre regioni; vogliamo mettere a sistema queste realta’ e siamo convinti che la realizzazione di un campo scuola sci possa essere utilizzato per le attivita’ sportive e didattiche e naturalmente come volano per la ripresa turistica ed economica di un territorio messo in ginocchio con il sisma del 24 agosto 2016. Sono felice che Max Blardone e il suo Fan Club abbiamo raccolto con entusiasmo il nostro desiderio, ad Amatrice non c’è più niente e dalle macerie si riparte con una visione del futuro, che passa per la scuola e per i giovani. Lo sport rappresenta la vita: e sono proprio gli atleti che insegnano che dopo ogni sconfitta bisogna allenarsi di più e mettersi sempre in discussione”.

Puntare in alto e continuare a sperare è inoltre anche il tema dell’opera “SuperMaxArciere” realizzata dall’amico artista Daniele Basso che con gran entusiasmo ha subito dimostrato vicinanza all’iniziativa.

“Quando Max – spiega Basso – caro amico e autentico campione nella vita come nello sport, mi parlò del suo progetto, pensai all’importanza anche dell’Arte nei processi di ricostruzione fisici e morali delle aree colpite dal terremoto, e mi riproposi di contribuire… Perché in mezzo alla tragedia e al dolore della distruzione della materia, occorre curare anche lo spirito con la bellezza! E’ nata un’opera per ringraziare concretamente con l’arte chi aiuta queste famiglie, private della casa, dei beni e a volte degli affetti più cari, a “non mollare mai”!

L’Arciere, ispirato alla silhouette di Super Max, diventa non solo un simbolo di vittoria a fine gara, ma anche di forza e determinazione di “chi non molla mai”. In cui la freccia è metafora per andare oltre le difficoltà. Oltre i propri limiti. Con coraggio e dignità. Trasformando la spinta alla sopravvivenza in desiderio e ricerca di un mondo migliore.

Le opere, declinate in 2 dimensioni, con tiratura limitata a 35 pezzi, sono state create come riconoscimento e incentivo ai benefattori che saranno stati più generosi a fine progetto.

Tratto da: http://www.maxblardone.com
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