M5S su referendum Verbania Cossogno

Riceviamo e pubblichiamo, un comunicato del MoVimento 5 Stelle Verbania, riguardante il referendum sulla fusione dei Comuni di Verbania e Cossogno.

  
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Fusione Verbania-Cossogno: esempio concreto di come le decisioni calate dall'alto, spacciate per “nate dal basso”, decidano il destino di due città. I proponenti non hanno indicato i dati oggettivi del progetto e le sue conseguenze a lungo termine, e al terzo si presenta come una guerra tra partiti, uno scontro tra tifoserie che, entrambe, tendono a mistificare la realtà. Nel mezzo ci sono i cittadini che si trovano ad essere vittime chiamate ad esprimersi su un qualcosa che non conoscono, o lo conoscono solo per sentito dire, e non hanno percepito che comunque esprimeranno un parere (è un referendum consultivo), non vincolante per chi poi dovrà veramente decidere.

Ma quale è la realtà delle cose?
Da un lato abbiamo un piccolo-grande comune, di soli 670 abitanti, ma con un estensione territoriale di ben 40,1 km quadrati. Dall'altro abbiamo un comune capoluogo di provincia che conta 50 volte gli abitanti di Cossogno (ca. 30.700), ma con la medesima estensione territoriale.
Il primo è un territorio montano, l’altro è prevalentemente lacustre.

Verbania non ha un identità territoriale unica, ma si distingue ancora tra Intra, Pallanza, Suna. Cossogno ha una forte identità territoriale a cui non vuole, giustamente e orgogliosamente, rinunciare.
Quale è il comune denominatore, ad oggi, tra Cossogno e Verbania? Uno solo: Silvia Marchionini, sindaco uscente del comune da “fondere” e attuale Sindaco del comune “incorporante”. Tutto ciò a fronte di qualche milione di euro che potrebbe ricevere, il nuovo comune "Verbania", a seguito della fusione.
Non siamo qui a sentenziare se questo sia un'opportunità o meno, certo l'arrivo di soldi pubblici è auspicabile, ma è evidente che tale condizione è stata facilitata dalla situazione politica, facendo si che le due amministrazioni si attivassero per il progetto di fusione.

Quali sono i VANTAGGI per Verbania?
1) Soldi, soldi pubblici che arriveranno “a pioggia” per 10 anni, che se saranno gestiti con lungimiranza dalle future amministrazioni potranno essere un'ottima opportunità per tutti, Verbanesi e Cossognesi, anche se di Cossogno rimarrà solo il nome "di località".
2) Lo sblocco delle assunzioni, per incrementare i servizi e migliorare le prestazioni della macchina comunale.
3) Verbania sarebbe il comune più vasto della regione Piemonte, capofila della Val Grande, avrebbe un forte peso in tutti i campi e potrebbe gestire egregiamente le potenzialità turistiche che il nostro territorio offre, con un'unica macchina organizzativa.

E gli SVANTAGGI?
1) L'entità dei soldi “a pioggia” per il comune sono definiti annualmente a livello nazionale con l'approvazione della legge finanziaria. Nessuno può dire al 100% che quei soldi arriveranno tutti, ma vero è che il governo, di fronte alla scelta eventuale di tagliare i fondi promessi, poi dovrà assumersene le responsabilità.
2) Se si assume nuovo personale o si investono soldi “extra” per le spese ordinarie, quando i 10 anni scadranno, le stesse spese fisse non saranno più sostenibili, a meno che non vi sia una progettazione lungimirante da qui a trent'anni, progettazione che, ad oggi, l'amministrazione Marchionini non ha fatto, o perlomeno non l'ha mai resa pubblica.
3) Maggiori costi per gestire un territorio molto vasto, trascurato nel passato.



E a Cossogno? Cosa succederebbe?
1) più servizi; Cossogno acquisirebbe tutti i vantaggi che ha una città grande come Verbania, sia a livello di macchina comunale amministrativa, con elevate professionalità, sia come servizi; basti pensare alla quota che pagherebbe una famiglia per l'asilo nido comunale che, ad oggi è di 300,00 € , domani sarebbe pari a zero;
2) Più soldi, se la nuova Verbania avrà nuove entrate queste non saranno solo per il centro ma per tutto il territorio comunale, quindi anche il nuovo territorio cossognese.
3) Migliore macchina amministrativa, Cossogno conta 3 dipendenti e per i servizi già gravità su Verbania. Con la fusione acquisirebbe tutta quella professionalità che solo un comune grande può avere e sostenere.

E gli SVANTAGGI?
1) Cossogno diverrebbe una mera località periferica al pari di altre come Unchio o Cavandone. Vero è però che, ad esempio, a Cavandone la comunità locale tiene viva ancora oggi la propria identità, seppur basata sul volontariato e la mobilitazione sociale.
2) Le promesse fatte dal Sindaco, ad oggi, non sappiamo se saranno mantenute dal Sindaco di domani, lo possiamo sapere per il nostro del MoVimento 5 Stelle, ma non lo possiamo garantire per gli altri. Anzi, la consuetudine vuole che chi arriva dopo, se di diversa estrazione politica, cancelli quanto fatto dal suo predecessore: Cossogno potrebbe veder sparire i soldi promessi per migliorare il suo territorio.
3) In consiglio comunale difficilmente Cossogno avrà un esponente politico del proprio territorio, ma in una visione di comunità forse questo aspetto dovrebbe esser meno problematico, anche se comunque degno di considerazione;
4) Per i primi 5 anni la tassazione rimarrà invariata, ma poi verrà adeguata a quella Verbanese dal 6° anno. Alcune tasse e imposte saranno maggiori per i Cossognesi, ma vero è, come detto, avranno molti più servizi.

E se la fusione non si fà?
Per Verbania nulla cambia, si sarà persa una potenziale opportunità.

E per Cossogno?
Ci sarebbe un'ulteriore ipotesi, ma che non ha mai trovato concretezza nel passato: quella dell'Unione dei Comuni. Ad oggi esiste l'unione dei comuni della Valle Intrasca, nata su imposizione della legge e che funziona come ente di secondo livello, permettendo di svolgere in modo associato diverse funzioni. Di fatto molti comuni hanno tenuto i propri servizi complicando l'effettiva unione che è sulla carta, ma non completa nei servizi. Un percorso tortuoso dunque che finché non troverà aiuti statali adeguati non sarà mai un sistema ottimale, ma avrà numerose difficoltà. L'unico vero aspetto è che, in questo caso, rimarrebbe la forte identità di Cossogno, e questo, per alcuni cittadini cossognesi, potrebbe esser l'unica vera giustificazione per intraprendere questo percorso non certamente facile.

Cosa votare dunque?
Il MoVimento 5 Stelle di Verbania invita i cittadini ad andare a votare perchè la possibilità di esprimere la propria idea va difesa e rivendicata; non partecipando al voto si rinuncerebbe ad un diritto e si delegherebbe ad altri la propria decisione. Il problema però è che i fautori del si e quelli del no, non hanno certo chiarito le idee al cittadino, mentre riteniamo che il cittadino debba, o meglio, dovrebbe avere le idee chiare su cosa votare.
In consiglio comunale avevamo presentato un ordine del giorno che impegnasse l'amministrazione a far realizzare uno studio di fattibilità da un ente terzo, esterno al comune: il Sindaco Marchionini e la sua maggioranza ci hanno detto di no.
Evidentemente non hanno ritenuto opportuno far fare delle valutazioni oggettive a lungo termine, ma viene tutto buttato in politica, quella di basso livello, in discorsi da bar, in giochi tra tifoserie avversarie con in mezzo il cittadino che deve districarsi tra due versione diverse, a volte mistificate e poco reali.
Ma il cittadino ha mai chiesto di “voler decidere” su questa fusione? La risposta è No. L'hanno deciso, sulla carta, Tartari (Capogruppo PD che riporta la linea del sindaco) e Marinoni (Lista Silvia per Verbania consigliere che tra l'altro si è trasferito in Australia). Sono rappresentativi della città?

Ma veniamo al dunque.
Temiamo che, a Verbania, a farla da padrone sarà l'astensione, buttando al vento soldi pubblici per colpa della mala politica che porta alla non partecipazione.
A Cossogno, se mai si raggiungerà il quorum, vincerà il No e magari la cittadinanza ritroverà una forte identità riavvicinando il cittadino alla vita amministrativa della propria città.
Assurdo è però, che dopo tutto ciò, dulcis in fundo, la legge preveda che la decisione possa esser presa ai piani alti, perchè, sebbene i cittadini siano stati chiamati ad esprimersi, il referendum è consultivo e non vincolante, lasciando ai politicanti di professione la scelta finale.
Sconcertanti in tal senso le dichiarazioni di Reschigna dove viene paventata l’ipotesi di “decisioni regionali in contrasto col volere popolare”.

La gente vada a votare comunque, in un sussulto di dignità rivendicando il diritto al voto, le comunità devono scegliere il loro futuro. Abbiamo ritenuto opportuno, in primis, elencare vantaggi e scantaggi di questa operazione, quelli veri e non quelli enfatizzati dalle tifoserie.

Il moVimeto 5 stelle di Verbania ritiene che siano maggiori i vantaggi, incentivi ed economie di scala, derivanti della fusione, rispetto alla perdita di identità e di storia: era auspicabile prevedere un percorso di coinvolgimento e partecipazione delle comunità interessate, per affievolire questo timore.
Speriamo solo che il teatrino che distoglie l'attenzione dai dati oggettivi, finisca, e che la gente si riprenda la propria città, tolga il giochino ai naviganti della politica e decida, veramente dal basso, cosa vuole del proprio futuro.

Il MoVimento 5 stelle di Verbania, con i suoi esperti, con tutte le informazioni messe a disposizione, seppur non esaustive al cento per cento, ritiene che siano maggiori i vantaggi, incentivi ed economie di scala derivanti della fusione, rispetto ad altre ipotesi. Sul fronte dell’identità delle comunità era indispensabile prevedere un percorso di coinvolgimento e partecipazione delle comunità interessate, per accompagnare i cittadini in una scelta consapevole.
Speriamo solo che il teatrino che distoglie l'attenzione dai dati oggettivi, finisca, e che la gente si riprenda la propria città, tolga il giochino ai naviganti della politica e decida, veramente dal basso, cosa vuole del proprio futuro.

MoVimento 5 Stelle Verbania
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