Spazio Bimbi: Gruppi WhatsApp dei genitori e istruzioni per l’uso

Le Chat della scuola nascono per condividere in modo semplice e tempestivo informazioni importanti riguardanti la classe ma, se non vengono gestite in modo responsabile da tutti i membri, possono fomentare conflitti e ansie tra i genitori e non solo

  
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I gruppi WhatsApp di classe dei genitori sono diventati ormai una prassi diffusa in tutta Italia e in tutti i cicli scolastici, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado e talvolta anche in quella di secondo.

Tali gruppi nascono per facilitare le comunicazioni tra i diversi genitori e per condividere informazioni importanti in modo immediato e tempestivo. Le informazioni condivise sono spesso di tipo organizzativo e didattico ma non solo, anche problematiche relazionali tra i bambini o ragazzi sono spesso oggetto di confronto portando a una pronta gestione da parte delle famiglie.

In parole povere in queste chat avviene ciò che comunemente accade nelle riunioni tra genitori ma in un diverso ambiente e con modalità differenti.

Queste differenze di contesto, rispetto classiche riunioni in presenza, sono tutt’altro che trascurabili: non vi è un confronto diretto, le comunicazioni sono sempre mediate dallo smartphone, il tempo a disposizione non è definito ma i contatti avvengono in tempo reale in modo continuativo in qualsiasi momento della giornata, non vi è la presenza di un moderatore come potrebbe essere un’insegnante, ciò che viene detto rimane scritto in memoria ecc.
Tutto ciò comporta delle implicazioni che se non vengono responsabilmente gestite da ogni membro del gruppo possono far emergere tensioni e conflitti e incidere negativamente, oltre che sul rapporto tra i genitori, anche sui rapporti con le insegnanti e tra gli alunni.
È infatti molto comune sentire genitori che si lamentano per discussioni emerse proprio all’interno di queste chat.
Ciò che comunemente accade sono deviazioni nel tema delle conversazioni su argomenti poco rilevanti a fini del gruppo, coalizioni tra genitori contro altri genitori o contro insegnanti, esclusione di alcuni membri da parte di altri o la scelta di alcuni di autoescludersi, incomprensioni dovute ai limiti della messaggistica che limita la possibilità di confronto diretto, uso strumentale della chat contro le insegnanti ecc.

Tutto ciò invece di facilitare la gestione dei problemi li amplifica.

Recentemente il comune di Ravenna ha condiviso un interessante decalogo di buone maniere da tenere all’interno di questi gruppi per ridurre il rischio di tensioni e per aiutare i genitori a ottimizzare l’utilizzo di tale strumento:
1. Pubblicare solo informazioni e avvisi pertinenti con l’ambito scolastico
2. Evitare i pettegolezzi, messaggi inopportuni e argomenti fuori tema
3. Non esprimere giudizi e commenti su bambini e insegnanti
4. Non escludere nessuno dal gruppo e rispettare chi non ne vuole fare parte
5. Esplicitare le regole del gruppo nella creazione della chat e ricordarle quando necessario
6. Condividere informazioni dell’ultimo minuto e imprevisti su richiesta delle insegnanti
7. Scegliere un moderatore/moderatrice
8. In caso di polemiche o conflitti scegliere di incontrarsi di persona organizzando una riunione con insegnanti e genitori
9. Cercare il confronto con i moderatori di altre sezioni
10. Essere collaborativi

Queste 10 semplici regole possono sembrare ovvie o scontate ma l’utilizzo di un mezzo così confidenziale quale WhatsApp può renderne veramente difficoltosa l’applicazione, dunque è sempre bene tenerle in mente.


Dott.ssa Nicolini Greta
La Girandola – Spazio Psicoeducativo
lagirandola.spe@outlook.it Leggi QUI il post completo