Preioni e Carosso: “Il nuovo Dpcm danneggia Piemonte"

“Conte e i suoi ministri - dichiara il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni - hanno nuovamente varato un Dpcm che non tiene conto delle profondissime differenze territoriali del nostro Paese, di fatto imponendo un coprifuoco generalizzato in un momento anche psicologicamente importante come è quello delle festività natalizie."

  
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"Impedire gli spostamenti tra i comuni, a prescindere dalle loro dimensioni, è una decisione che contiene dei profili di iniquità evidentissimi, senza che questi vengano compensati da un reale contenimento della pandemia.

Perché mentre nelle grandi città sarà comunque possibile trascorrere il Natale insieme con i propri cari, nelle piccole comunità e nei territori di montagna questo rischia di essere vietato per decreto governativo, negando a milioni di persone, spesso anziane, la serenità di stringersi attorno ai propri affetti in un periodo già reso tanto difficile dall’emergenza sanitaria. Un quadro che, ancora una volta, è stato imposto senza ascoltare le proposte di buonsenso che sono state avanzate dalle Regioni che, a differenza del governo, hanno ben chiara l’eterogeneità dei nostri territori.

A proposito - aggiunge il presidente Preioni -,voglio ribadire l’insensatezza delle decisioni assunte in merito alla chiusura delle località sciistiche, con uno stop che rischia di affossare definitivamente un comparto che dà la dignità di un lavoro a decine di migliaia di operatori. La speranza, per quanto sia mal risposta vedendo l’incapacità fin qui dimostrata dal governo, è che venga immediatamente varato un poderoso e celere pacchetto di aiuti perché la nostra montagna non muoia”.

“In giunta, questa mattina, abbiamo già discusso sulle misure economiche da mettere in atto per aiutare il “mondo della neve” che per decreto resterà chiuso fino al 7 gennaio. – aggiunge Fabio Carosso, vicepresidente leghista della Regione -. Un danno economico non solo per chi ha gli impianti di risalita ma per tutto il comparto turistico-alberghiero e per il commercio.

Il Piemonte si avvia a diventare zona gialla, il sacrificio chiesto ai piemontesi ci sta accompagnando verso la possibilità di muoversi liberamente nella propria regione ediriaprire bar, ristoranti.Per questo gli ultimi provvedimenti imposti dal Governo; senza ascoltare le regioni, sono incomprensibili. Per le nostre province è una sperequazione assurda: bloccare i cittadini in piccoli paesi.

A Roma ci si sposta in modo quasi normale, in piccoli comuni come i nostri è un vero lockdown. Il governo deve modificare queste regole. I ristoratori in quei giorni possono anche chiudere: come clienti avrebbero solo i residenti nel piccolo paese. Abbiamo chiesto agli imprenditori investimenti per adottare linee guida per aprire in sicurezza negozi, ristoranti, alberghi, gli impianti di risalita ect. Credo sia arrivato il momento di dare fiducia ai piemontesi e con senso di responsabilità far ripartire il Piemonte”.
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