Cinque arresti per spaccio

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Verbania e della Stazione di Stresa, nella giornata di mercoledì, hanno inflitto un duro colpo alla criminalità locale dedita allo spaccio di stupefacenti.

  
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I militari, al termine di un’intensa attività investigativa, effettuata con i tradizionali metodi di osservazione, pedinamento e controllo, hanno sorpreso ed arrestato in flagranza di reato cinque persone - 22enne originario di Verbania, 21 enne domiciliato a Verbania, 18enne originaria di Cesara, 24 enne di Legnano e la sua compagna 24 enne di Verbania - per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrando oltre 300 grammi di cocaina pura (che una volta tagliata e spacciata avrebbe fruttato loro oltre 50.000€) , 50 grammi di Marijuana nonché € 2.850,00 in contanti e provento dell’attività illecita.

L’attività trae origine dalle segnalazioni di alcuni cittadini di Cossogno fatte ai Carabinieri, con le quali ponevano in evidenza un insolito movimento di persone nei pressi di un locale sito boschivo, accertato successivamente trattarsi di un vero e proprio nascondiglio per la sostanza stupefacente che era poi destinata alle varie piazze di spaccio locali.

Da qui sono stati eseguiti, per diversi giorni, numerosi servizi di appiattamento con il preciso obiettivo di monitorare e studiare i movimenti dei soggetti interessati per poi giungere, grazie ad accurati pedinamenti, alla loro identificazione.

È stato cosi possibile ricostruire il modus operandi del sodalizio criminale, raccogliere gravi ed inequivocabili elementi di colpevolezza e giungere infine a sorprenderli e bloccarli sul fatto compiuto. Oltre alla droga, sono stati rinvenuti e sequestrati diversi strumenti utili al taglio ed al confezionamento delle dosi.

Dopo essere stati condotti presso il Comando Provinciale Carabinieri di Verbania per l’espletamento delle formalità di rito, i tre uomini sono stati associati presso il carcere di Verbania mentre le due donne sono state tradotte presso le rispettive abitazioni al regime degli arresti domiciliari, in attesa delle successive determinazioni dell’Autorità Giudiziaria.

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