Comitato Salute VCO su odg castelli

Riceviamo e pubblichiamo, un comunicato del Comitato Salute VCO, riguardante l'approvazione dell'ordine del giorno del Consiglio Comunale di Verbania, a difesa dell’ospedale Castelli.

  
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Registriamo con favore, dopo mesi di attesa, l’approvazione da parte del Consiglio comunale di Verbania dell’ordine del giorno a difesa dell’ospedale Castelli.

Una unanimità sfregiata dal rifiuto dei consiglieri del Partito che governa la Regione Piemonte di votarlo, preferendo uscire dall’aula piuttosto che partecipare alla votazione. Un gesto che va contro gli interessi dei cittadini e che rende pubblica la loro adesione allo sciagurato progetto, più volte richiamato e mai abbandonato, di una privatizzazione di questo ospedale. I cittadini se ne rammentino nella cabina elettorale. I nostri interventi non possono ascriversi all’ottimismo, perché sono finalizzati a mettere in evidenza ciò che riteniamo non vada nell’ambito sanitario della nostra realtà territoriale.

Ci capita spesso di essere in anticipo sui tempi rispetto a problemi che tutti guardano, ma pochi “vedono” o ad intravvedere e a suggerire soluzioni che solo successivamente vengono adottate. Non siamo però profeti di sventura. Questa pandemia, ha messo in risalto errori di gestione e molte manchevolezze già da noi segnalate in tempi non sospetti, ma regolarmente trascurate da chi di dovere, perché prive di un immediato impatto negativo sulle prestazioni sanitarie ma, come sempre, i nodi vengono al pettine. Un anno fa i Medici di famiglia, per essere coinvolti nella gestione a domicilio della pandemia, furono costretti a far intervenire il loro Sindacato, anche se in molte realtà italiane ciò era avvenuto in modo naturale, facendo così scoprire ai nostri amministratori quanto la medicina territoriale era strategica nella gestione della pandemia e non solo. È arrivata la terza ondata e siamo sempre allo stesso punto. Una confusione totale di idee e comportamenti.

A distanza di un anno emerge un altro caso che ha raggiunto dimensioni insostenibili, questa volta legato alle visite di controllo per pazienti oncologici e altre malattie neurodegenerative effettuate al telefono (????) anziché in presenza. Non solo, in alcuni casi questi pazienti sono dirottati verso il “Privato” perché l’ospedale pubblico, a differenza del “Privato” è obbligato ad affrontare l’emergenza COVID e non ha personale sufficiente per farsi carico di questi pazienti. Giusto così?

Emblematica è la recente vibrata protesta dei direttori di Strutture Complesse di Chirurgia del Piemonte che, in una lettera aperta, contestano la reiterata richiesta di limitare le attività chirurgiche per destinare risorse ai Reparti Covid e che al Castelli di Verbania ha di fatto bloccato non solo l’attività chirurgica programmata ma anche quella di urgenza e di patologia tumorale contravvenendo a precise disposizioni regionali. Ma chi comanda? La Direzione generale dell’ASL 14 sempre prona all’Assessore o è l’Assessore che ha fatto di nuovo una “furbata”? Che dire poi della generica e mai realizzata assistenza domiciliare dai deludenti risultati dalla quale il territorio non ha tratto alcun vantaggio, ma “solo sprecato denaro che sarebbe stato utile altrimenti” Il titolo dell’articolo riportato da La Stampa del 13 marzo, è piuttosto esplicito: “Per uscire dal Covid non basta chiudere le sale operatorie. Siete incapaci di usare bene le risorse”.

I nostri rilievi non sono fantasie e sono sempre documentati, quindi esigono una risposta operativa, non le solite chiacchiere senza senso. È questa drammatica situazione che lo richiede.
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