Comunità.vb sul Porto Turistico

Riceviamo e pubblichiamo, un comunicato di Comunità.vb, riguardante la situazione del porto turistico e il suo futuro, anche alla luce della visita odierna dell'Assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco.

  
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L’odierna visita a Verbania del neo assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco e quella – annunciata come imminente – del governatore Chiamparino offrono l’occasione per alcune considerazioni sul porto turistico e sul suo futuro.

Nel nostro programma elettorale avevamo scritto, e lo ribadiamo, che il futuro di questa infrastruttura non è pubblico.

Il Comune, proprietario di ciò che rimane del porto affondato, ha a malapena le risorse economiche per la manutenzione e i lavori più urgenti.

La Regione, che lo finanziò a inizio anni Duemila, non naviga in buone acque e preannuncia ulteriori tagli per coprire il suo pesantissimo debito di 9,7 miliardi di euro.

Fatta questa premessa, occorre ragionare su quanto ha stabilito, nella perizia commissionata dal Comune, il prof. Lamberti dell’Università di Bologna.

In estrema sintesi gli esperti hanno valutato che l’affondamento è stata una concausa di diversi elementi:

- Il tornado dell’anno prima e i danni mai del tutto riparati,

- Ripetute criticità iniziali che hanno imposto non previsti e continui lavori straordinari e strutturali (il molo sopraflutto allungato nel 2010),

- Il rimpallo tra Comune e gestore sulle competenze della manutenzione ordinaria e straordinaria, mai definita con precisione.

È stato rilevato che l’evento atmosferico che ha determinato l’inabissamento non era eccezionale e rientrava nei parametri strutturali del porto, che avrebbe teoricamente dovuto reggerlo se non fosse già “provato” da altri eventi, dalla riparazione non tempestiva e da quelle criticità di cui sopra non del tutto superate, tanto che la relazione termina con l’invito a modificare del tutto la tecnologia dei giunti di collegamento tra le piattaforme galleggianti, che possibilmente vanno allargate.

Prescindendo dal passato e lasciando da parte il balletto delle responsabilità, a noi interessa parlare del futuro del porto.

Alla luce di questi dati vogliamo capire, in termini concreti e in euro, quanto incassa il Comune dalla convenzione pluriennale stipulata col gestore e quanto spende per le manutenzioni a suo carico e per tutto il resto, ammortamenti compresi. Se la differenza fosse negativa, il porto sarebbe un completo fallimento politico e amministrativo della città.

Detto ciò, nell’ipotesi ventilata dal sindaco Marchionini di approntare – a questo punto, forse, per la prossima stagione turistica – un porto d’emergenza recuperando i pontili integri e proseguendo nell’attuale gestione, ogni giudizio sarebbe rimandato allo studio di fattibilità da lei commissionato.

Le soluzioni provvisorie non sono utili a Verbania, che ha bisogno di certezze. Il porto turistico è un’opera centrale e fondamentale nel disegno di città turistica che abbiamo immaginato nel nostro programma elettorale.

È impensabile ormai dislocarlo altrove, anche perché l’area è stata interamente infrastrutturata.

È pensabile ricostruirlo in project financing (magari con un contributo regionale), con l’impegno dei privati e la possibilità che per lunghi anni ne ricavino un profitto restituendo in cambio alla comunità l’indotto del turismo da diporto.

Noi tendiamo a questo obiettivo, che vorremmo definire subito, entro l’autunno, per non perdere un’altra stagione turistica.

E se per farlo servirà ripartire da capo, magari revocando – se tecnicamente possibile – la convenzione con il gestore perché, di fatto, il porto non esiste più, allora che lo si faccia.

In tal senso indirizziamo le nostre considerazioni all’assessore regionale (e al governatore del Piemonte) e soprattutto al Sindaco, alla quale chiediamo che il primo argomento della nascente Commissione Lavori pubblici sia, già quest’estate, il futuro del porto turistico.
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