Comitato Salute VCO su Ospedale Castelli

Riceviamo e pubblichiamo, un comunicato del Comitato Salute VCO sul futuro della sanità locale e dell'Ospedale Castelli.

  
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Giusto un anno fa al termine della “terza ondata” il DIRMEI del Piemonte autorizzò le ASL a riprendere le attività ordinarie ripristinando i servizi erogati in precedenza per ridurre le liste di attesa.

Nel VCO questo non è avvenuto. Non sono bastate le proteste dei cittadini che venivano indirizzati a Domodossola o a Omegna o addirittura dai “Privati” per prestazioni normalmente erogate a Verbania e la nascita di un “Comitato a difesa dell’ospedale Castelli di Verbania” che, complice la “pandemia” era già stato svuotato nell’ottobre del 2020. Al termine di questa “ondata” la storia vergognosa si ripete con i cittadini ormai rassegnati a subire ulteriori soprusi.

Dopo la (in)comprensibile cancellazione dai programmi di investimento della Regione dell’unico progetto che aveva già le carte in regola per essere realizzato, la strategia diventa sempre più chiara.

Per ragioni elettorali nel luglio 2021 fu riaperto il punto nascite del San Biagio, nonostante il parere negativo dell’Assessore regionale. La presenza di “gettonisti” unita allo scarso numero di parti trattati lascia ancora oggi forti dubbi sul rispetto degli standard di sicurezza stabiliti dal Ministero e sulla giustificazione dell’enorme spesa affrontata.

È di questi giorni la notizia della “riapertura” del Pronto soccorso di Omegna, chiuso non molto tempo fa proprio perché gli stessi medici lo consideravano non solo inutile, ma anche dannoso nell’iter della presa in carico del paziente che la “sosta” ad Omegna inevitabilmente ritardava. Non si può non rilevare un nesso fra questa decisione e le prossime elezioni comunali. Ma si tratta solo di questo?

Nei due casi sopraesposti appare chiaro che i soldi dei cittadini siano utilizzati a fini che non hanno nulla a che vedere con le loro necessità di salute, però fa nascere il sospetto che questo preluda al definitivo svuotamento del Castelli, così da renderlo appetibile ai “Privati”. Un sogno da sempre coltivato dal nostro Senatore e dal suo “alter ego” in Regione.

Che del VCO alla “Regione” non gliene frega niente” lo dice anche ciò che ha fatto “piovere” sul territorio in termini di PNRR. Decisioni “motu proprio” che non spiegano come si inseriscano razionalmente nella struttura sanitaria attuale. Va tutto bene?

La grande assente in tutto questo è la Direzione generale che si dimostra sempre più prona alle decisioni che provengono da Torino, anziché essere l’interlocutrice principale. La bocciatura del suo bilancio di previsione da parte dei revisori, non può che creare legittime perplessità.
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