A Silvio Pella il 40° Premio Fedeltà alla Montagna

A Macugnaga fervono gli ultimi preparativi organizzativi atti ad ospitare gli avvenimenti che saranno collegati alla consegna del 40° Premio Fedeltà alla Montagna che il prossimo 16-17 luglio sarà consegnato all’alpino Silvio Pella del Gruppo di Macugnaga.

  
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Il capogruppo di Macugnaga, Carlo Lanti traccia il quadro della situazione: «È la seconda volta, quest’anno, che Macugnaga ospita un grande evento della nostra Associazione: dopo il 44° Campionato Nazionale ANA di sci alpinismo è la volta del Premio Fedeltà alla Montagna, assegnato a Silvio Pella, un alpino del nostro Gruppo. Per la verità. questa manifestazione avrebbe dovuto tenersi due anni or sono, ma l’emergenza Covid ha obbligato a rinviarla a questa data.

Nella mia veste di Capogruppo ritengo doveroso far intendere che il prestigioso premio non è stato assegnato al Gruppo Alpini di Macugnaga, ma ad un suo associato e che il merito è tutto suo.

Il Gruppo è molto orgoglioso di annoverare Silvio Pella tra i suoi iscritti e per questo si è impegnato, con la fattiva collaborazione dei Gruppi Riuniti della Valle Anzasca ed il sostegno della Sezione di Domodossola, per organizzare al meglio la manifestazione, ospitare i convenuti, svolgere con puntualità il programma.

Nel porgere il più cordiale benvenuto del Gruppo a tutti gli ospiti che giungeranno a Macugnaga in questi giorni, suggerisco loro di visitare la nostra località per apprezzarne lo spirito di un paese di montagna che, seppure dotato di moderne strutture turistiche, non è stato travolto dal turismo.

I nostri ospiti potranno comprendere che qui si conserva ancora il millenario respiro di quel nucleo abitato che è già citato in una pergamena del 999 e che, settecento anni fa, ha accolto quella popolazione Walser che è qui giunta attraverso il Passo del Monte Moro. Queste genti, unitamente alle genti locali, sono state capaci di organizzare una delle prime fiere internazionali, una fiera a cui convenivano, oltre che dall’Ossola, anche genti della Valle d’Aosta, della Valsesia e del Canton Vallese.

Erano persone appartenenti a differenti entità politiche, talvolta discordi, e delle quali erano sudditi fedeli, ma tutti facevano parte di un’umanità aperta ad una visione di serena convivenza, una concezione pre-europea che li accomunava. Nonostante fossero diverse persino le parlate, riuscivano ad intendersi perché tutti erano coscienti di essere figli della montagna, verso la quale portavano lo stesso riguardo e la stessa lealtà.

Detto con altre parole, tutti serbavano rispetto e fedeltà alla montagna, a quella montagna autentica che qui ancora si conserva e che genera figli come l’alpino Silvio Pella».

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