Polizia Provinciale arresta due bracconieri

L’operazione, denominata ‘Spari nel Silenzio’, rientra nell’attività svolta dalla Polizia Provinciale ai fini della repressione di fenomeni di bracconaggio.

  
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Nel caso specifico, venivano da tempo segnalate nella zona Sud del Parco Nazionale Valgrande e sulle alture del Verbano fenomeni di bracconaggio, che gli inquirenti sono riusciti a ricondurre ai due arrestati.

Al termine di indagini, che hanno incluso appostamenti e pedinamenti protratti sul lungo periodo, gli agenti di Polizia Provinciale - coordinati dal Comandante Riccardo Maccagno - hanno nei giorni scorsi tratto in arresto due persone accusate di detenzione, porto abusivo, alterazione e modifica, con applicazione di silenziatori, di armi clandestine importate illegalmente sul territorio italiano.

Già lo scorso anno i due bracconieri erano stati controllati al rientro da una battuta di caccia illegale all’uscita dal territorio del Parco Valgrande, quando gli agenti - appostati in zona - avevano udito degli spari silenziati. Le circostanze allora non permisero di procedere al loro fermo.

Gli agenti hanno così con perseveranza atteso l’occasione di un’ulteriore intercettazione, scattata la sera di martedì 15 gennaio, al rientro da una loro nuova battuta ’di frodo’. Bloccati all’uscita di un bar a Possaccio di Verbania, nello zaino - che uno dei due aveva con sé - veniva rinvenuta una Thompson (pistola di fabbricazione americana, calibro 222), un silenziatore, munizioni, ottica di puntamento e un calciolo utile per agevolare l’appoggio dell’arma al momento dello sparo.

Nell’immediato sono scattate le perquisizioni domiciliari ai due, con le quali sono state sequestrati una seconda pistola della stessa marca ma di calibro 30.30 (particolarmente adatta per l’abbattimento di grossi ungulati come cervi e camosci e completa di silenziatore, ottica di precisione e numerose munizioni) e un fucile a canna liscia, di fabbricazione italiana, per il quale mancava la denuncia all’autorità di pubblica sicurezza.

Ad affiancare la Polizia Provinciale nella conduzione delle indagini vi è stato il Sostituto Procuratore dottor Nicola Mezzina, che - a fronte del materiale sequestrato ai due - ne ha disposto l’arresto e la conduzione alla casa circondariale di Verbania.

Nei giorni a seguire, Fabrizio Morettini, quarantottenne operaio e cacciatore di Premeno e Francesco Cardoletti, imbianchino cinquantatreenne di Verbania, al quale la Questura aveva in precedenza ritirato il porto d’armi, sono stati sentiti dal GIP, che ha convalidato gli arresti disponendo per il primo il trasferimento agli arresti domiciliari e per il secondo l’obbligo di firma.

“Mi complimento – commenta il Presidente, con delega alla Polizia Provinciale, Massimo Nobili – con il comandante Maccagno e con gli agenti che hanno condotto questa operazione volta a reprimere reati contro il patrimonio faunistico della nostra Provincia, in particolare in un’area protetta dall’elevato valore ambientale, e a intervenire sulla detenzione illegale di armi da fuoco, un aspetto che non lascia mai tranquilli. La Polizia Provinciale ha dato prova di sapersi molto bene coordinare sul piano operativo e delle indagini, che implicano una conoscenza approfondita del territorio”. Leggi QUI il post completo