Lampi sul loggione - "Sulla morte senza esagerare"

Quarto appuntamento della stagione teatrale “ Lampi sul loggione” edizione n. 36, si terrà sabato 22 aprile alle ore 21.00 allo spazio S.Anna di Verbania.

  
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Ideazione e regia Riccardo Pippa
di e con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza
scene, maschere e costumi Ilaria Ariemme
disegno luci Giuliano Bottacin
cura del suono Luca De Marinis
tecnico audio-luci Alice Colla
organizzazione Camilla Galloni
distribuzione Monica Giacchetto
foto Laila Pozzo

produzione Teatro dei Gordi / Teatro Franco Parenti

Selezione Visionari Kilowatt Festival e Artificio Como 2016
Vincitore all’unanimità del Premio alla produzione Scintille 2015
Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2015, indetto dall’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine: spettacolo vincitore del Premio Speciale, Premio Giuria Allievi Nico Pepe e Premio del Pubblico

Premio Hystrio-Iceberg 2019

Sulla morte senza esagerare è un omaggio alla poetessa polacca Wisława Szymborska.
Ideato e diretto dal regista Riccardo Pippa, lo spettacolo affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente attraverso un uso non convenzionale di maschere contemporanee.
“Sulla soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, dove le anime prendono definitivo congedo dai corpi, c’è la nostra Morte. I vivi la temono, la fuggono, la negano, la
cercano, la sfidano, la invocano. L’unica certezza è la morte, si dice.
Ma quanti ritardi nel suo lavoro, quanti imprevisti, tentativi maldestri, colpi a vuoto e anime rispedite al mittente!
E poi che ne sa la Morte, lei che è immortale, di cosa significhi morire?
Realizzato per il Napoli Teatro Festival 2020 questo nuovo allestimento ha reso lo spettacolo più contemporaneo, che tiene inevitabilmente conto di quanto ci sta accadendo.
Ritorniamo al lavoro di scena partendo da una ferita, dopo una quarantena che ha negato a chi se ne stava andando il conforto di una visita e a quelli che sono restati, la condivisione in presenza del lutto. Riccardo Pippa

Guardiamo la realtà attraverso maschere di cartapesta, figure familiari, presenti, che raccontano, senza parole, gli ultimi istanti, le occasioni mancate, gli addii;
raccontiamo storie semplici con ironia, per parlare, anche oggi, della morte, sempre senza esagerare. Questa, per noi, è la ripartenza. Riccardo Pippa

Sulla linea di mezzo dove i defunti prendono congedo dal mondo, se ne sta la Morte che li aspetta. Non tutti sono contenti di affrontare il trapasso, alcuni si sono rassegnati, altri provano a ribellarsi, altri a capire. Ma c’è poco da fare, lei è lì e, anche se non si sa bene cosa vuol dire, bisogna farci i conti. Vincitore del premio Scintille 2015, la pièce è un’ironica ricognizione intorno all’ultimo dei nostri tabù nella forma di uno spettacolo per maschere di cartapesta ispirate a Otto Dix.

la Repubblica

Ironico e divertente, pluripremiato dalla critica, “Sulla morte senza esagerare” è un alleggerimento poetico del tema più pesante in assoluto, quello della finitudine: dimostrazione della profondità e della freschezza creativa di una giovane compagnia italiana tutta da seguire, il Teatro dei Gordi.

Michele Weiss - La Stampa

I Gordi sono un’ottima dimostrazione di teatro contemporaneo e di drammaturgia collettiva. A partire dagli insegnamenti della commedia dell’arte creano spettacoli ironici, leggeri e poetici, Il silenzio, infine, è una vera rivoluzione contro la ridondanza verbale di tutti i giorni e l’assopimento dei sensi e delle sensazioni.

Roberta Orlando - www.paneacquaculture.net

Tenuto conto del giudizio del pubblico di Asti e di Milano, la giuria del Premio Scintille 2015 premia all’unanimità lo spettacolo “Sulla morte senza esagerare” del Teatro dei Gordi in quanto ha ritenuto il progetto meritevole di sviluppo e di sostegno per l’originalità della costruzione drammaturgia, la cura dei dettagli, il lavoro attorale e di regia, che lo proiettano decisivamente verso una dimensione creativa di probabile livello internazionale. La giuria ha voluto premiare anche il coraggio della giovane compagnia di intraprendere la linea di un teatro senza parole, che riesce a comunicare in maniera efficace, suggestiva e poetica attraverso il movimento, il gesto, le invenzioni scenografiche. (motivazione della Giuria Premio Scintille 2015)
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