Cannobio Zona Franca?

L'idea è nata al cannobiese Luca Bionda, fondatore della pagina Facebook "Cannobio Zona Franca". In un paio di settimane ha raccolto quasi 400 seguaci ed attirato l'attenzione di media locali e di molti suoi concittadini.

  
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Cannobio Zona Franca è una pagina di FB nata lo scorso 14 agosto con l’obbiettivo di aggregare intorno a se tutti coloro che ritengano giunto il momento di lavorare concretamente al riconoscimento, sul territorio del Comune di Cannobio, da parte della Commissione Europea e del Governo Italiano, di una Zona Franca Fiscale (esenzione di IVA e accise).

L’idea nasce dalla constatazione che nel corso degli ultimi decenni abbiamo assistito ad un sempre maggior isolamento di Cannobio rispetto al resto dell’Italia. Mentre altrove (in ambito provinciale) sono stati fatti importanti investimenti infrastrutturali (penso ad esempio alle decine di milioni di Euro finanziati per la Statale della Valle Vigezzo, agli importanti lavori di ampliamento della Valle Anzasca, alla galleria elicoidale della Valle Formazza) a Cannobio non si è fatto nulla! L’unico intervento “straordinario” è la messa in sicurezza del tratto Cannero-Confine (iniziato fra l’altro in ritardo) e che non tende certamente a migliorare e snellire il collegamento Cannobio-Verbania.

E’ un dato sotto gli occhi di tutti: oggi per raggiungere Verbania ci vuole almeno mezz’ora; quasi un’ora per raggiungere l’Autostrada a Gravellona Toce. Molte delle merci che giungono a Cannobio hanno un costo maggiore perché gli autotrasportatori chiedono un supplemento per percorrere quella che loro stessi definiscono “una mulattiera” anziché una strada. Il Paese è costretto a “sopportare” quotidianamente un passaggio di traffico veicolare e di mezzi pesanti abnorme.

I nostri figli, terminata la scuola dell'obbligo devono recarsi a Verbania per proseguire gli studi con ulteriori costi a carico delle famiglie. Tutto questo comporta “disagio economico”. Se a questo aggiungiamo la prospettiva futura di una revisione penalizzante degli accordi bilaterali con la Svizzera (qualche politico ha già paventato l’ipotesi che Cannobio possa perdere gran parte dello storno tasse frontalieri, che oggi equivale ad una cifra vicino al milione di Euro e che il frontaliere corra il rischio di subire una doppia imposizione fiscale) ecco che diviene necessario ed urgente intervenire onde evitare una débâcle economica.

Abbiamo assistito nel corso degli ultimi 20 anni a decine di incontri fra Sindaci, Onorevoli, Senatori e chi più ne ha più ne metta, senza ottenere validi risultati. Adesso parlano di Stati Generali del frontalierato, ma sanno, loro per primi (i politici) che servirà solo a dare lo zuccherino al popolo (tutti i frontalieri messi insieme equivalgono a 3 palazzi delle borgate romane) come hanno fatto chi li ha preceduti (Nobili e Cota nel 2012 gli ultimi che mi vengono in mente).

Qualcun altro parla di istituire un aliscafo per i frontalieri, dimostrando di essere fuori dalla realtà ed ignorare i reali problemi del frontalierato. E’ evidente che in una situazione simile la politica non può dare risposte concrete... e direi che ci siamo abituati.

Cannobio per uscire dal pantano deve diventare una Zona Franca Fiscale (esenzione totale dell’IVA e delle accise). Bisognerebbe far fare uno studio da qualche professionista ma io sono convinto che anche lo Stato ci guadagnerebbe. Niente IVA e accise = impennata di attività commerciali e turismo = maggior introiti = maggiori redditi = maggiori entrate IRPEF ecc. per lo Stato e non solo.

Per far questo però bisogna partire dal basso; il cittadino deve diventare il vero protagonista di questa piccola-grande “rivoluzione”; il Sindaco e l’intero Consiglio Comunale devono essere coinvolti e camminare al fianco della gente non dei partiti o dei politici estranei alla nostra realtà quotidiana. Io ritengo che un Referendum (bisognerà vederne la forma in base allo Statuto Comunale) sia, al momento, il miglior strumento per capire se Cannobio ed i cannobiesi vogliono restare nel “limbo” dell’Italia o divenire protagonisti del proprio futuro.

Io, da quando, ho iniziato quest’avventura, lo dico in continuazione: dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
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