Comitato per la Difesa dei 3 Ospedali su ospedale nuovo
Riceviamo e pubblichiamo, un comunicato del Comitato a Difesa dei tre Ospedali del VCO e della Sanità pubblica, riguardante la decisione del Consiglio Regionale che ha approvato il nuovo ospedale di Piedimulera.
👤 Redazione ⌚ 28 Febbraio 2026 - 16:05 Commentaa-
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In data 25 febbraio 2026 si è riunito Il Comitato a Difesa dei Tre Ospedali del VCO e della Sanità Pubblica.
Il Comitato ritiene assolutamente sbagliata e non condivisibile la scelta assunta, con l’unanimità di tutte le forze politiche in Consiglio Regionale, di costruire un Unico Ospedale a Piedimulera a servizio di tutta la Provincia del Verbano Cusio Ossola.
La scelta di concentrare i servizi sanitari in un unico ospedale, considerata la conformazione della nostra Provincia, riconosciuta ufficialmente dalle normative nazionali e regionali come Provincia montana, pone, ad avviso del Comitato, a grave rischio la salute, il benessere e la tutela dei cittadini e, come tale, merita di essere contrastata con fermezza da parte della popolazione.
La provincia del VCO, in quanto territorio montano, presenta specifiche criticità rispetto alle aree di pianura. È pertanto necessario riconoscere che si tratta di un territorio disagiato, proprio per la sua conformazione montana e per la notevole estensione. In altre realtà nazionali con medesima natura montana e uguali caratteristiche, come Belluno e Sondrio, la scelta è stata proprio quella di mantenere più presidi ospedalieri e più Dea onde consentire assistenza e cura diffusa sul territorio ed accessibile in modo equo, nonostante le peculiarità.
Non riconoscere questo dato, evidenzia con chiarezza la distanza tra Politica/Partiti e Cittadini/e, nonché tra il Consiglio Regionale, privo di rappresentanti locali, finge di ignorare le caratteristiche e le peculiarità, nonché i bisogni del Vco e dei suoi cittadini/e
Per queste ragioni, se non lo fanno i rappresentanti, devono essere i Cittadini/e a far sentire forte la propria voce.
L'Ospedale Unico, infatti, mette a rischio proprio i Cittadini ed in particolare coloro che si troveranno ad affrontare situazioni di urgenza, quelli isolati, deboli, gli anziani e quelli affetti da patologie croniche che richiedono terapia continue e ripetute.
Non esiste in nessuna provincia in Italia un Ospedale che dista 30/40 km dal capoluogo di provincia e tale scelta non è sostenibile in quanto assolutamente scellerata e determinata da logiche diverse da quelle dell’interesse dei cittadini.
La centralizzazione dei servizi sanitari in unico luogo è insostenibile non solo per la dilatazione dei tempi di trasporto, sia per l’emergenza che per la diagnostica che per la degenza, ma anche perché il nostro territorio è esposto al rischio di cambiamenti improvvisi ed imprevedibili della viabilità dovuta ad eventi naturali (inondazione, frane ecc.) o anche pianificati (lavori stradali) e in questi anni la nostra provincia ha conosciuto entrambe le situazioni più e più volte.
Si consideri che il progetto per la realizzazione dell’Ospedale Unico è stata sostenuta da tutte le forze politiche anche in ragione della “promessa” di mantenere un Punto di Primo Intervento a Verbania: tale ipotesi non è altro che fumo negli occhi per prendere in giro i cittadini che sanno benissimo, invece, che un Punto di Primo Intervento, senza un ospedale e servizi a sostegno dell’urgenza, non serve assolutamente a salvare le vite.
Se il Consiglio Regionale si è fatto prendere in giro….i cittadini non faranno altrettanto!
La verità è che l’Ospedale Unico risponde solo ad interessi di categoria ed agli interessi di lobby e non serve certo per migliorare la qualità delle cure e dell’assistenza alle persone.
Come è percepito da tutti, ogni giorno, infatti, la politica ci sta indirizzando verso una privatizzazione dei servizi sanitari, con il rischio concreto che solo chi dispone delle risorse necessarie possa curarsi, mentre tutti gli altri non avranno alcun servizio o sostegno.
Il recente Piano Sanitario Regionale appena approvato ci dice che in tutto il Piemonte il 7% degli ultrasessantacinquenni sceglie di non curarsi per problemi legati alla distanza dai luoghi di cura; se questo avviene già oggi, immaginiamoci quale potrà essere lo scenario con un solo unico ospedale in un territorio così vasto e così complicato come il VCO.
Il Comitato crede sia, invece, indispensabile mantenere e migliorare gli attuali tre ospedali del VCO e contemporaneamente investire risorse nella medicina del territorio, con particolare attenzione alla prevenzione primaria e secondaria, incentivando la stabilizzazione di medici di famiglia e infermieri di famiglia.
Negli anni abbiamo visto ridursi drasticamente tutti i servizi sanitari del territorio: la chiusura del Dea di Omegna e la successiva privatizzazione dell’Ospedale, che i cittadini del Cusio hanno già provato sulla propria pelle, la riduzione delle Guardie Mediche nelle valli, la chiusura della Centrale Operativa 118 di Premosello Chiovenda, oggi gestito dalla Centrale di Novara, la fuga dei medici di famiglia dalle valli e dai paesi più piccoli, la chiusura di ambulatori e l’abbandono della professione da parte di molti medici di base, che hanno lasciato i cittadini senza assistenza continuativa.
Siamo sicuri di essere in grado e siamo sicuri sia giusto rinunciare ed accettare altre privazioni?
Se per ristrutturare i due ospedali di Verbania Domodossola occorrevano 200 milioni di euro oggi la previsione di spesa per la realizzazione dell’Ospedale Unico a Piedimulera è esattamente del doppio con l'ipotesi del “Project financing” ossia la privatizzazione della realizzazione e della gestione dell'ospedale Unico: provate ad immaginare il bagno di sangue per le casse pubbliche e le conseguenze per i cittadini!
Il Comitato a Difesa dei tre Ospedali del VCO ha deciso di opporsi a questa scelta insensata di realizzare un Unico Ospedale a Piedimulera e chiederà a tutti gli amministratori del VCO, Sindaci Assessori e Consiglieri comunali, di fare una scelta limpida e precisa e di sostenere la lotta per la conservazione dei tre ospedali.
Nelle prossime settimane il Comitato ha intenzione di organizzare manifestazioni e presidi davanti agli ospedali del VCO per raccogliere il parere dalla viva voce dei cittadini e per ribadire la centralità e la necessità di conservare i nostri ospedali.
Il Comitato ritiene indispensabile, e se ne farà promotore, che in tutti i Comuni del VCO o comunque nei Comuni più grandi quali Verbania, Domodossola, Omegna e Cannobio si tengano referendum popolari in cui i cittadini e le cittadine si esprimano chiaramente sulla contrarietà alla scelta Regionale di realizzare un Ospedale Unico a Piedimulera.
Infine, ma non da ultimo, spiace constatare che le rappresentanze in Consiglio Regionale, anche quelle più sensibili ai temi ambientali, non abbiano considerato l'impatto devastante della realizzazione di un ospedale su un'area così vasta attualmente rappresentata da terreni coltivati e che non si prenda in considerazione il fatto che, in caso di realizzazione dell'ospedale a Piedimulera, 150.000 persone dovranno muoversi per raggiungere questa struttura provocando un inquinamento atmosferico incalcolabile.
Ultima riflessione al settore economico e lavorativo del turismo, quanto l' allontanamento di una struttura come l' Ospedale dalle aree di prevalente soggiorno dei turisti nella nostra provincia (si parla di oltre tre milioni di presenze da Cannobio a Stresa più i villeggianti delle seconde case) potrà incidere sulle future presenze, un settore in cui la scelta dei tour operator è condizionata anche dalla vicinanza dell' Ospedale alle strutture ricettive. Leggi QUI il post completo