La rassegna "La Pietra Racconta" compie 10 anni

La rassegna “La pietra racconta” che vede uniti l’Ecomuseo del Granito, il Mu.Me. Museo archeologico di Mergozzo e il Museo GranUM di Baveno, giunta alla decima edizione, per il 2026 si tinge dei colori caldi del fuoco per esplorare due principali fili tematici.

  
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Fuoco alle polveri è il tema di una mostra e di incontri sull’acqua e in cammino per raccontare la storia dei polverifici e delle grandi mine utilizzate per l’estrazione del granito nelle cave locali. Archeologia e Mito sono invece al centro di un’originale esposizione d’arte in dialogo con i reperti dal territorio e di una serie di incontri. Ci sono poi altre proposte culturali variegate (concerti, spettacoli, presentazioni) che, tra lago e cave, vogliono coinvolgere nell’apprezzamento del territorio diverse fasce di pubblico.

La mostra Fuoco alle polveri allestita presso il Museo GranUM affronta il tema dell’industria della polvere pirica che ebbe a Baveno un fiorente sviluppo a servizio delle cave che nell’Ottocento e fino agli anni ‘70 del Novecento videro l’impiego dell’esplosivo per l’estrazione del granito. Consentiranno l’approfondimento del tema anche una conferenza sull’acqua e una in cammino per andare alla ricerca dei resti di archeologia industriale dei polverifici.

La mostra personale di GP Colombo Archeologia e Mito, sviluppandosi in due sedi a Mergozzo, nell’Antica Latteria e presso il Mu.Me., dialoga con i reperti per aprire sguardi inediti sull’antico e offre originali suggestioni legate alle pietre del fulmine, all’arte di Vulcano, ai miti di Icaro e del cavallo di Troia. Una serie di conferenze indaga il mito “in tutti i sensi” con musica, profumi, sapori che, in passato e forse ancora oggi, mettono in comunicazione con il Divino.

I luoghi d’acqua e di pietra del territorio fanno da quinte scenografiche all’ormai consueta rassegna di concerti, che spazia dagli scenografici momenti musicali all’alba sulle spiagge di Baveno e Feriolo, alla musica antica nel cuore della pietra presso le frazioni di Bracchio e Montorfano, alla rievocazione delle atmosfere argentine con i Magasine du Cafè e Tutto Piazzolla, un omaggio al benefattore mergozzese Luigi Tamini, protagonista anche di una conferenza.

La storia del territorio, con particolare riguardo alle cave e all’attività estrattiva, continua a essere protagonista di numerose proposte: dalle escursioni e presentazioni lungo la via del marmo e presso il Mu.Ma.G, alle visite alla cava di Candoglia organizzate grazie a Veneranda Fabbrica, a una nuova edizione di Baveno Book Sunday, la giornata libraria dedicata a presentare storie del territorio. Un momento speciale sarà infine la mostra presso l’Antica Latteria Licalbe Steiner e Mergozzo, per raccontare i coniugi Steiner, due straordinarie figure di artisti, designer e protagonisti della Resistenza, vissuta anche a partire dalla loro casa sul piccolo lago.

Il comune di Mergozzo esprime soddisfazione per il lavoro di condivisione con l’amministrazione di Baveno e l’associazione di volontariato culturale GAM di un percorso culturale che raggiunge quest’anno il decennale. Così si esprime il sindaco, Massimiliano Stoto: “La pietra racconta non è solo una rassegna di eventi, ma una modalità vitale e proficua di valorizzazione in rete del territorio che, passando attraverso il tema delle risorse lapidee, va a toccare la storia sociale, il lavoro, la memoria collettiva, e trova, per tramite di una virtuosa sinergia tra enti pubblici, volontariato culturale e professionisti, anelli di connessione che, attraverso le vie del marmo e del granito, giungono ad altre parti d’Italia e al Mondo”.

L’Assessore alla Cultura della Città di Baveno, Emanuele Vitale, aggiunge con entusiasmo: “La pietra racconta compie 10 anni. Nata con il nome di Picasass, la rassegna culturale realizzata insieme al Comune di Mergozzo ha riportato al centro il valore narrante del nostro granito e di quanti l'hanno lavorato. Un patrimonio fatto di storie, tradizioni e vite vissute all’ombra delle nostre montagne, che in questi dieci anni abbiamo cercato di raccontare con sguardi nuovi e prospettive diverse. Perché il granito non è solo materia: è memoria, identità, radice. E proprio da questa pietra abbiamo dimostrato che è possibile costruire anche cultura, turismo e senso di comunità.
Dieci anni dopo, continuiamo a credere che da qui passi anche una parte del nostro futuro”.
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