Agricoltura sociale e inclusione: a Verbania
Il 24 aprile 2026, ai Giardini Botanici di Villa Taranto a Verbania, si è svolto il primo focus group italiano del progetto INTERREG Italia–Svizzera CURARE-CURA, coordinato da Enaip Piemonte.
👤 Redazione ⌚ 29 Aprile 2026 - 18:06 Commentaa-
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L’incontro ha coinvolto imprese agricole, cooperative sociali, enti pubblici e realtà del territorio con l’obiettivo di costruire una visione condivisa dell’agricoltura sociale come contesto di inclusione e inserimento lavorativo per persone con fragilità.
Chi ha partecipato
Tra i partecipanti: Licia Monni, Alberto Lepri e Giacomo Annibale di Enaip Piemonte, insieme ai rappresentanti di Coldiretti Piemonte e Fondazione Campagna Amica, ECAP, Consorzio CISS Borgomanero, Cooperativa Il Borgo Verde, Legambiente, Cooperativa sociale Risorse, Latteria sociale Antigoriana, Cooperativa La Prateria, GAL Laghi e Monti, Cooperativa Gerico, Cooperativa sociale Exit, Agenzia Piemonte Lavoro, Cooperativa Il Sogno, Percorsi di Secondo Welfare e aziende agricole del territorio.
Agricoltura sociale: un modello integrato
Dal confronto è emersa con chiarezza la natura dell’agricoltura sociale come spazio in cui produzione agricola e inclusione convivono. Le attività agricole diventano contesti concreti di lavoro e crescita, capaci di generare valore economico e sociale allo stesso tempo.
Cosa è emerso
Il focus group ha restituito un’immagine del settore fortemente centrata sulle persone, sulle relazioni e sul territorio. Inclusione, comunità, lavoro e rete sono le parole che ne sintetizzano l’identità.
Tra i punti di forza, le realtà coinvolte hanno evidenziato la qualità della relazione con le persone, la possibilità di costruire percorsi personalizzati e il radicamento territoriale, che si traduce in collaborazioni tra imprese, servizi ed enti locali. Anche la varietà delle attività agricole rappresenta un elemento importante, perché permette di offrire opportunità diversificate.
Sono emerse però anche criticità: la difficoltà di sostenere economicamente i percorsi inclusivi, la frammentazione delle realtà coinvolte e la discontinuità legata a progetti a termine. A questo si aggiungono ostacoli pratici, come la logistica e la difficoltà di intercettare alcune situazioni di fragilità, soprattutto tra i giovani.
Le prospettive
Dal confronto emergono alcune direzioni di lavoro: riconoscere e valorizzare il valore sociale generato dall’agricoltura sociale, costruire percorsi più stabili nel tempo e rafforzare il collegamento tra scuola, servizi e imprese per intercettare prima i bisogni e accompagnare le persone in modo più efficace.
Il percorso proseguirà con altri due focus group, a Domodossola e Novara, con l’obiettivo di arrivare a proposte operative condivise e a un modello di inserimento lavorativo replicabile.
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