"Diritto al Nome, Diritto alla Memoria"
Sabato 20 giugno, alle ore 15, la Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce ospiterà un importante incontro per presentare i risultati finali delle analisi condotte dal Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense dell’Università di Milano (Labanof) sui resti dei caduti ignoti degli eccidi di Fondotoce, Baveno e Pogallo.
👤 Redazione ⌚ 15 Giugno 2026 - 08:30 Commentaa-
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Prenderanno parte all’incontro la professoressa Cristina Cattaneo, illustre anatomopatologa dell’Università di Milano, coordinatrice delle ricerche scientifiche, Debora Mazzarelli e Andrea Palamenghi del Labanof, la professoressa Letizia Bonizzoni del Laboratorio Raggi X dell’Università di Milano, Mattia Porcu del Laboratorio di Genetica forense dell’Università di Brescia, la professoressa Anna Cipriani del Laboratorio MeGic dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Aprirà la giornata Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte e presidente del Comitato piemontese Resistenza e Costituzione.
L’iniziativa si pone a conclusione del progetto di ricerca avviato nel 2020 dalla Casa della Resistenza in collaborazione con il Labanof, con il Parco nazionale Val Grande e con i comuni di Verbania e Baveno. Le ricerche, che si sono avvalse della collaborazione di storici, anatomopatologi, genetisti, chimici, hanno portato allo studio dei resti di 33 caduti ignoti, fucilati dai nazifascisti nel giugno 1944 durante il rastrellamento della Val Grande, nel tentativo di dare loro un nome, anche attraverso analisi del DNA, e di ricostruirne il profilo biologico.
Durante l’incontro sarà inoltre inaugurata la mostra Il rastrellamento e la strage della Val Grande: giugno 1944. L’allestimento, che vedrà anche l’esposizione di reperti e oggetti rinvenuti sui resti dei caduti ignoti, ricostruirà passo a passo le operazioni del rastrellamento nazifascista e i diversi eccidi: da quelli in montagna ai massacri nei centri abitati. Fu una strage che tra l’11 e il 23 giugno 1944 causò circa 230 vittime tra partigiani e civili, in gran parte giovanissimi e molti dei quali provenienti dalle province lombarde. I nazifascisti fecero inoltre 300 prigionieri, di cui 200 deportati in Germania, provocando incendi e distruzioni di alpeggi e centri abitati. Fu un evento tragico che nel dopoguerra contribuirà ad accelerare l’abbandono della Val Grande da parte di alpigiani e pastori.
L’incontro, nell’82° anniversario della strage, rappresenterà un momento fondamentale per la comunità civile e scientifica: un’occasione per ribadire che la restituzione di un’identità ai caduti ignoti delle guerre è un dovere morale. La ricerca storica e scientifica e l’impegno istituzionale hanno così voluto tutelare il fondamentale diritto al nome e alla memoria.
Ingresso libero e gratuito.
Sempre alla professoressa Cristina Cattaneo sarà affidata l’orazione ufficiale per la commemorazione degli eccidi di Fondotoce e Baveno di domenica 21 giugno, ore 10.30.
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