Gazebi a confronto in piazza

Riceviamo e pubblichiamo, una nota di Presidio Permanente per la Palestina – rete “Palestina Anima Mundi, riguardante il presidio e "l'incontro" con il gazebo della Giunta.

  
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Sabato pomeriggio, in pieno centro, la Giunta guidata dal Sindaco Giandomenico Albertella ha allestito un gazebo per “ascoltare i cittadini” e presentare il bilancio di metà mandato. A pochi metri di distanza c’erano il Presidio Permanente per la Palestina e il banchetto di raccolta firme di Forza Italia contro la rotonda alla Beata Giovannina. È bastato poco perché la distanza tra ciò che questa amministrazione dichiara e ciò che fa diventasse evidente a tutti.

Da mesi giacciono in Consiglio Comunale gli Ordini del Giorno su pace, riarmo europeo e riconoscimento dello Stato di Palestina. Sono stati presentati dai consiglieri di minoranza, su sollecitazione di movimenti civici come il nostro e di forze varie politiche. Il Consiglio non ne ha mai aperto la discussione, e Verbania è tra i pochi comuni della provincia a non averlo fatto. Più volte, all’apertura delle sedute, abbiamo presidiato l’ingresso del Palazzo con le bandiere della Palestina proprio per chiedere che il tema venisse affrontato. La risposta è stata il silenzio. La giustificazione ufficiale è che non sarebbero “priorità”. Ma l’aumento di inflazione, bollette e carburanti, che pesa sulle famiglie verbanesi, oggi dimostra che quei temi sono già diventati problemi concreti e reali.

Lo stesso Sindaco, che non trova il tempo di mettere in calendario un voto, ha incontrato privatamente il Sindaco di Betlemme, Maher Nicola Canawati, dando però all’incontro ampia diffusione mediatica. Il dialogo con le comunità palestinesi è un fatto positivo. A nostro giudizio, però, un incontro usato soprattutto per ottenere visibilità, mentre il Consiglio resta muto sul riconoscimento della Palestina, è propaganda e non politica.

Intanto, ogni sabato pomeriggio, in diverse piazze della nostra Città, cittadine e cittadini continuano a manifestare per la pace, contro il riarmo europeo e a sostegno della popolazione di Gaza, dove il nostro movimento denuncia un genocidio con il sostegno degli Stati Uniti e la complicità di Europa e Italia. A chi obietta che si tratti di questioni lontane, rispondiamo con i fatti: inflazione al 4,2%, energia più cara del 22% su base annua, benzina e diesel sopra i 2 euro. Quelle guerre sono già nelle nostre bollette e nei nostri portafogli.

Sabato: la piazza fa una domanda e il Sindaco se ne va.
Nel corso del presidio sono stati letti il nostro comunicato sull’intitolazione a Sergio Ramelli e una lettera di una volontaria di Emergency su Gaza. Il Sindaco, a pochi metri, è stato chiamato in causa e invitato a replicare. Ha lasciato la piazza senza rispondere. La Giunta ha chiuso il gazebo ed è passata davanti al presidio ignorando la richiesta di replica. I presenti riferiscono di gesti che hanno percepito come derisori e sembra che un assessore o consigliere abbia dichiarato provocatoriamente il proprio appoggio a Israele e al riarmo europeo.

A chi poi ha chiesto spiegazioni, è stato risposto che il Sindaco aveva “cose più importanti da fare” e che non c’era stato modo di prepararsi a una lettera non letta in anticipo. Ci chiediamo quindi: a quale cittadino era dedicato allora quel gazebo di Sabato della Giunta Comunale?

Registriamo che non è un episodio isolato. Sull’intitolazione a Sergio Ramelli la Giunta ha deliberato il 3 agosto senza alcuna consultazione pubblica. Di fronte a un’ampia protesta (assemblea a Trobaso, oltre 5.000 firme, un corteo con oltre 1.200 partecipanti) ha spostato il nome dal lungolago al nuovo ponte ciclopedonale, mantenendo la scelta, quando sul ponte giace da tempo la richiesta, nata da amici e docenti dell’ITC Cobianchi, di dedicarlo a Giulio Cesare Rattazzi. Non è la prima volta: nel 2024 la Giunta si era opposta all’intitolazione della scuola Cadorna a Gino Strada, proposta da personale scolastico e famiglie. Per questo abbiamo scritto al Prefetto e al Sindaco chiedendo una consultazione dei cittadini, un confronto pubblico con ANPI,

Marinai d’Italia, ITC Cobianchi e associazioni e la pubblicazione degli atti. Non abbiamo avuto risposta.

Nel giorno in cui ha celebrato il bilancio di metà mandato, questa amministrazione non è riuscita a indicare, a nostro giudizio, nessuna promessa elettorale significativa e strutturale realizzata. Resta un piano asfalti, doveroso ma che si sarebbe potuto attuare in modo più graduale. Intanto la rotonda alla Beata Giovannina (circa 331.000 euro, che ha già raccolto oltre 800 firme di dissenso) è l’ennesimo esempio di scelte calate dall’alto.

Non siamo certo in sintonia con Forza Italia, che ha scelto di raccogliere firme sulla rotonda alla Beata Giovannina a pochi metri da noi, e su molti temi, a partire dalla Palestina e dal riarmo, la pensiamo in modo opposto. Proprio per questo la scena di sabato è eloquente: una Giunta che non ascolta né chi le chiede conto della pace e dei diritti, né un partito di minoranza lontano dai nostri valori che contesta un’opera pubblica, ma tira dritto per la sua strada. Tutto ciò dimostra che il nostro Sindaco non vuole ascoltare nessuno.

Una Giunta legittimamente eletta deve rappresentare l’intera comunità, non solo chi l’ha votata.

Presentatasi come lista civica contrapposta ai partiti di sinistra, di centro e di destra, mostra oggi, nei fatti e nelle scelte (con Fratelli d’Italia ormai in maggioranza), un posizionamento chiaramente identitario. Si dice aperta al “dialogo”, ma lo pratica solo con chi la pensa allo stesso modo. Dialogare con tutti e ascoltare chi porta proposte diverse non è un optional: è ciò per cui si governa.

Al Sindaco e alla sua Giunta, chiediamo quindi:
- di calendarizzare subito la discussione e il voto sugli Ordini del Giorno su pace, riarmo europeo e riconoscimento della Palestina;
- di sospendere l’intitolazione a Ramelli e avviare una consultazione aperta a tutti i residenti, con più opzioni, e un confronto pubblico con le associazioni;
- di rispondere pubblicamente a ciò che è stato chiesto sabato in piazza.

Il dialogo di una Amministrazione seria, non si proclama dai gazebo: si pratica in Consiglio Comunale e con tutti i cittadini, perché, per chi amministra, ascoltare i cittadini è un dovere, e viene anche ben retribuito. Per tutti noi è una scelta di volontariato: ogni sabato sottraiamo tempo alla famiglia, ai nostri bisogni e al lavoro per un impegno che riguarda tutti.

Al di là delle idee, solo questo meriterebbe rispetto e riconoscenza.

Presidio Permanente per la Palestina – rete “Palestina Anima Mundi”

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