M5S su Domo2 e CargoBeamer
"CargoBeamer sale a 22 treni a settimana sulla Kaldenkirchen-Domo2. Ora servono ZLS e Zona Franca Doganale per trasformare l’Ossola da terra di passaggio a polo produttivo". Di seguito la nota completa del Movimento Cinque Stelle.
👤 Redazione ⌚ 25 Ottobre 2026 - 12:02 Commentaa-
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Qualche giorno fa La Stampa titolava che CargoBeamer aumenta a 22 i treni settimanali sulla tratta Kaldenkirchen-Domo2. È una buona notizia, ma non basta a fermare la crisi dello scalo. Dopo l’addio al servizio Ro.La, gli esuberi e il rinvio delle opere sul Sempione, serve una regia pubblica, come indicato anche dal nostro parlamentare Antonio Iaria e dal nostro consigliere regionale Alberto Unia in occasione dell’incontro pubblico del 12 giugno a Domodossola. Per questo il Movimento 5 Stelle VCO ribadisce la proposta emersa nello stesso dibattito: estendere a Domo2 la Zona Logistica Semplificata (ZLS) del Porto di Genova e affiancarle una Zona Franca Doganale (ZFD).
Il terminal CargoBeamer di Domo2 (Beura-Cardezza/Villadossola) risulta essere un hub tecnologico strategico con numeri importanti:
- carica o scarica un treno completo in meno di 20 minuti, contro le 3-4 ore dei terminal a gru;
- può movimentare fino a 17 coppie di treni al giorno e 185.000 unità all’anno;
- si trova sul Corridoio europeo Reno-Alpi (Genova-Rotterdam), tra il porto di Genova e il Nord Europa;
- ha un investimento privato di 50 milioni di euro, parte dei 205 milioni del piano europeo CargoBeamer.
La galleria elicoidale di Varzo rappresenta però un limite, in quanto ha una sagoma ridotta (GB1). Non lascia passare i treni merci standard europei P400, cioè semirimorchi e container high-cube alti 4 metri, né i treni da 750 metri e 2.000 tonnellate. Senza una soluzione, cioè l’abbassamento del piano del ferro o un bypass, il VCO rischia di restare fuori dai grandi flussi di merci e l’investimento privato di CargoBeamer rischia di essere vanificato.
Il Governo ha già riconosciuto il valore strategico del Sempione, ma non lo finanzia. Su un investimento di 287,5 milioni di euro, 134,5 milioni arrivano dalla Svizzera e ne mancherebbero ancora circa 61 da reperire (anche se nel frattempo si investe sul Ponte dello Stretto di Messina). Il completamento delle opere è quindi slittato al 2029, ma dipende molto dalle risorse disponibili.
Anche se il VCO non ha un porto, la legge 205/2017 e il DPCM 12/2018 permetterebbero di creare una ZLS (Zona Logistica Semplificata) interregionale. Il Piemonte può quindi agganciarsi all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e fare di Domo2 il retroporto alpino di Genova, come già avviene ad Alessandria con lo smistamento e il modello APEA (Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata).
Inoltre, limitandosi all’area di Domo2, la ZFD (Zona Franca Doganale) permetterebbe di:
-sospendere dazi e IVA;
- importare componenti extra-UE, stoccarli, assemblarli e trasformarli senza pesare sul capitale circolante fino alla vendita o alla riesportazione (regime di Perfezionamento Attivo);
- competere sui mercati europei e svizzeri con costi logistici e fiscali azzerati in ingresso.
Tra Valle del Toce, Villadossola, Omegna, Verbania e Domodossola ci sono circa 2.000.000 di mq di aree industriali dismesse da rigenerare. ZLS e ZFD servirebbero quindi a riqualificarle, senza consumo di suolo aggiuntivo. È questa la differenza con quanto accade in altre zone del Piemonte, dove grandi capannoni logistici occupano terreni agricoli e offrono pochi posti di lavoro, poco qualificati e mal pagati.
Infine, in questa prospettiva, sarebbe possibile attrarre settori come:
- meccatronica ed elettronica (ATECO 26-28): assemblaggio di componenti asiatici e riesportazione in UE e Svizzera;
- automotive (ATECO 29): consolidamento di ricambi con treni diretti CargoBeamer verso Stoccarda e Kaldenkirchen;
- e-commerce doganale e catena del freddo: centri di fulfillment e magazzini a temperatura controllata.
I camion lasciano il rimorchio al terminal e ripartono subito, mentre la merce viaggia su rotaia. Dove ci sono infrastrutture efficienti e burocrazia snella (Autorizzazione Unica, tempi di VIA e VAS ridotti di un terzo), le aziende si insediano più agevolmente. Le nostre stime indicano un aumento del PIL provinciale dell’1% all’anno e 1.300 nuovi posti di lavoro (500 diretti, 800 indiretti).
Domo2 ha dato lavoro fino a 250 persone. Oggi, tra la chiusura del Ro.La di SBB Cargo Italia, l’uscita operativa di DB Cargo Italia e il calo dell’indotto, gli esuberi stimati superano le 100 unità. Per questo il M5S chiede che il rilancio punti su lavoro qualificato e stabile, non solo su magazzini automatizzati a bassa occupazione e basso valore aggiunto.
Ricordiamo che il passaggio dalla gomma alla rotaia elettrificata riduce le emissioni di circa 30.000 tonnellate di CO2 all’anno. Nel 2024 in Svizzera la ferrovia è scesa al 37% dei trasporti merci e la strada è salita al 63%: senza interventi incentivanti, anche l’Ossola rischia di veder tornare i camion sulla strada. Il progetto si regge su flussi industriali e contratti take-or-pay, non sull’assistenzialismo. Gli investimenti privati (Nordwind Ventures, OIC USA) sono ripagati da minori costi operativi, grazie a treni da 2.000 tonnellate con un solo locomotore, e dai benefici fiscali della ZFD. Il profilo ESG è in linea con quello che cercano i capitali “green”.
Per tutto questo il M5S VCO, d’accordo anche con i propri referenti regionali (Alberto Unia), nazionali (Antonio Iaria) ed europei (europarlamentare Gaetano Pedullà), chiede:
1. l’istituzione della ZLS con epicentro Domo2 e di una ZFD interclusa;
2. un finanziamento certo e un cronoprogramma per il progetto di aggiornamento della galleria diVarzo, con una valutazione del tunnel di base;
3. un tavolo istituzionale permanente con Governo, Regione, RFI, aziende e sindacati, in grado dicoordinare la revisione di Domo2 e le strategie nazionali per la logistica;
4. incentivi e agevolazioni tariffarie RFI, per rendere il Sempione competitivo rispetto al Gottardo;
5. tutele per i lavoratori e per le professionalità ferroviarie.
L’interrogazione regionale presentata a febbraio attende ancora risposta.
Alla Regione e alle istituzioni locali, colpevolmente assenti al dibattito del 12 giugno, diciamo che l’hardware c’è (il terminal CargoBeamer, Domo2 e i fondi privati), ma ora manca il software, cioè ZLS e ZFD, e soprattutto la volontà politica di accendere il motore.
Imerio Frattini
Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle VCO Leggi QUI il post completo